19 giugno 2018
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Le analisi di performance trovano conferma nella necessità dell’investitore azionario europeo di continuare ad avere la massima esposizione all’estero e non solo per diversificare e abbassare il rischio, ma soprattutto per sfruttare la crescita dei listini internazionali. Gli studi sui ritorni settoriali condotti da R&CA a dieci anni (dal giugno 2008 ad oggi), vedono la prosecuzione delle opportunità offerte da una attenta selezione tra settori nel valore dell’asset allocation. Nel modello di allocazione ‘Sector Clock’ sebbene la correlazione dei settori a livello locale e globale sia molto forte, il differenziale di performance risulta impressionante. L’Europa si sta dimostrando un’area in cui gli investimenti rendono meno e questo in piena coerenza con una crescita economica che negli ultimi dieci anni è risultata sicuramente meno brillante, nonostante una politica monetaria della BCE aggressiva con tassi negativi e ampia gamma di strumenti non convenzionali ...

16 giugno 2018
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All’interno di uno scenario politico che continua a rimanere complesso (Germania, Italia e Francia per la riforma ‘Dublino’ sulla migrazione, Corea del Nord in attesa di dettagli per la denuclearizzazione, Usa – Cina con lo scontro sui dazi), le banche centrali FED e BCE prendono la scena rispettivamente con un aumento di 25 bps sui Fed Funds e la conclusione degli acquisti di titoli per l’area Euro a dicembre (diminuzione da 30 mld Euro a 15 mld per l’ultimo trimestre). I mercati finanziari trovano un nuovo assetto strutturale con la ripresa del dollaro, il cambio EUR/USD è passato in poche ore da 1,18 a 1,16, e prospettive più chiare sulla politica monetaria in Europa: secondo Draghi non si parlerà di aumento dei tassi di interesse fino all’estate del 2019 ...

13 giugno 2018
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Si è svolta oggi la Tavola Rotonda Virtuale della community dal titolo:

‘Fiducia’ indicatore principale dei Mercati

La serie di dati macroeconomici positivi si estende facendo dell’attuale ciclo sincronizzato una conferma alle attese di inizio anno. Sebbene ciclo finanziario e ciclo economico non sempre siano ‘sovrapponibili’ l’attuale fase trova una sostanziale evoluzione combinata di dati da mercato del lavoro, consumi, investimenti e dall’ottimo andamento degli utili aziendali. Quali saranno quindi i temi che domineranno lo scenario della seconda parte del 2018?

Alcuni brevi commenti degli ospiti:

Macroeconomics: ” In Europa il ciclo ha un po’ rallentato a causa della forza dell’Euro del periodo marzo 2017-marzo 2018, oltre che per le incertezze generate dalla politica commerciale americana. Il primo elemento sembrerebbe per ora messo da parte, mentre le incertezze politiche e geopolitiche restano un’incognita. Tuttavia il momentum potrebbe recuperare un po’ e il PIL crescere in linea con il potenziale …”

Mercati obbligazionari: ”La volatilità legata a fattori esogeni, principalmente rischi geo-politici, potrebbe permanere, rendendo meno forte in alcune fasi il legame tra la dinamica dei bond e le condizioni fondamentali sottostanti di economia e aziende. In questo contesto è importante guardare a due fattori su tutti: il livello delle valutazioni e la qualità …”

Focus Area Euro: ”Se dalla fine del 2016 l’epicentro delle tensioni geo-politiche è stata l’America di Trump, oggi tra l’Italia, la Spagna e la sempre più difficile negoziazione sulla Brexit, l’Europa sembra essere tornata nell’occhio del ciclone. Sebbene queste tensioni possano nel breve portare volatilità sul mercato, non sono però tali da sopravanzare alcuni fattori positivi ...”

Mercati azionari: ”Prevediamo che i mercati azionari continuino a generare rendimenti positivi per tutto il 2018. Le società statunitensi ed europee hanno registrato una crescita degli utili media molto forte nel secondo trimestre. Dopo un periodo di debolezza, i dati più recenti suggeriscono che la crescita globale potrebbe presto iniziare a riaccelerare; inoltre, le valutazioni sembrano più ragionevoli rispetto all'inizio dell'anno...”

Relatori alla Tavola Rotonda Virtuale:

Kurt Schappelwein Head of Multi Asset Strategies, Deputy CIO di Raiffeisen CM; Donatella Principe Director - Market and Distribution Strategy di Fidelity International; Francesca Caretta Associate Product Manager, Multi-Asset di Schroders; Maria Paola Toschi Global Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management; Manuel Pozzi Investment Director Italy di M&G Investments; Massimo Dalla Vedova Director Financial Institutions di AB AllianceBernstein Italy; Alexandra Muchna Senior Fund Manager, Rates & FX, Raiffeisen Capital Management; Ronald Schneider Head of CEE & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management; Cristiano Iacopozzi Docente di Asset Allocation, Facoltà di Economia, Università di Siena e Corrado Caironi Chief Investment Strategist di R&CA

Leggi la Investment Newsletter con le minute della Tavola Rotonda Virtuale cliccando sul seguente link:

‘Fiducia’ indicatore principale dei Mercati

12 giugno 2018
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Uno degli allarmi sulla sostenibilità del sistema finanziario statunitense passa attraverso la capacità della Banca centrale di evitare quell’eccessivo ottimismo sul credito e la ferma tenuta del sistema bancario. Nella crisi finanziaria del 2008, cosiddetta dei ‘subprime’, gli allarmi che avevano investito il sistema del credito nel 2007 derivavano in realtà dall’abuso di prestiti per l’acquisto di immobili, mercato risultato in gran parte speculativo, e vincolati a garanzie reali con prezzi crescenti risultati poi non sostenibili. L’attenzione della banca centrale FED, che per aiutare l’economia ad uscire dalla ‘great recession’ ha utilizzato strumenti non convenzionali e politiche a tasso zero, è ora concentrata sul totale del debito di sistema. In effetti l’espansione del debito sembra destinata ad aumentare ancora. Sul tema del debito pubblico Usa si tenga conto che secondo le stime degli analisti del FMI un deficit programmatico del 5% medio annuo tra il 2020 e il 2027, in linea con le indicazioni di politica fiscale di Trump, porterebbe il debito pubblico al 83% del GDP nel 2022 e al 100% nel 2028 ...

9 giugno 2018
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L’ingresso di nuovi leader politici in rappresentanza dei cambiamenti di indirizzo degli elettori europei potrebbe far rivedere gli equilibri interni, ma soprattutto le relazioni internazionali. Le indicazioni agli altri paesi dell’Unione Europea da parte del governo italiano di un confronto per una revisione delle sanzioni alla Russia, vengono rafforzate dalla richiesta di Donald Trump di riportare il G7 al G8 richiamando la Russia al tavolo di discussione ed il Presidente Vladimir Putin all’interno delle strategie internazionali, dopo la sua esclusione nel 2014 con l’annessione della Crimea. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha offerto a Trump l’opportunità di organizzare un incontro a Vienna per vedere Putin; il vice premier Salvini trova proprio nella politica di Kurz e Orban riferimenti di impatto sul tema dei migranti. Trump in attesa di incontrare Kim Jong Un spazia a tutto campo con l’intento di generare spazi per la sua politica di rinegoziazione nella logica ‘America First but not alone’ ...

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