27 settembre 2016
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Gli strategist si stanno chiedendo come interpretare l’andamento dei mercati finanziari nei prossimi mesi alla luce delle “non indicazioni” che arrivano dalle politiche monetarie. In effetti le banche centrali si sono posizionate in ‘stand by’ in attesa di azioni che potrebbero rompere gli attuali equilibri, lasciando spazio all’instabilità. Quello che i gestori di portafoglio sembrano dimostrare è una maggiore freddezza sui movimenti dettati da temi geopolitici e monetari, che lasciano maggiore spazio alla speculazione e alle tattiche di brevissimo termine.

Più ‘controllo’ per la banca centrale giapponese

La BoJ ha lasciato i mercati scettici, non intensificando le sue misure di allentamento. Il tasso sui depositi è invariato a -0,1% come invariati rimangono ...

24 settembre 2016
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La forte attenzione sulle riunioni delle banche centrali attese nelle scorse settimane si è conclusa con un nulla di fatto. La prima è stata la BCE, due settimane fa, con la sola prospettiva di un ‘comitato di studio’ capace di proporre un set di strumenti espansivi da mettere in campo forsanche in alternativa al prolungamento del Quantitative Easing in scadenza a marzo 2017. Per la prima volta Draghi parla di un sovraffollamento di banche in Europa, dopo gli attacchi sui possibili danni dei tassi negativi sul sistema bancario ...

22 settembre 2016
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Si è svolta oggi la Tavola Rotonda Virtuale della community dal titolo:

Siamo pronti ad affrontare un rialzo dei Fed Funds?

La parte finale del 2016 ripropone i dubbi sulle possibili evoluzioni dei mercati finanziari; cerchiamo di analizzare tre punti di attenzione: – evoluzione dei principali fattori macroeconomici nelle più importanti aree (ciclo maturo in Usa vs Area Euro debole); – azioni contrapposte di politica monetaria tra FED, in dichiarato restringimento, e BCE e BoJ, in attesa di nuovi strumenti espansivi; ed infine – la variabile geopolitica che vede l’avvicinamento delle elezioni presidenziali in Usa in autunno, nuove verifiche politiche in Austria e Spagna, trattative UK per la Brexit e il referendum in Italia …

Alcuni brevi commenti degli ospiti:

Macroeconimics: "Il 2016 si chiuderà come l'ennesimo anno post-crisi di crescita del PIL sotto trend, un andamento destinato a estendersi ancora almeno al 2017. La lenta ripresa economica, il basso livello del prezzo del petrolio, la debole dinamica del mercato del lavoro sono tra gli elementi che contribuiscono a tenere bassa la dinamica dei prezzi, nonostante l'elevata liquidità immessa nel sistema. Finalmente dopo anni di austerity, 3/4 dei Paesi Sviluppati adotterà tra quest'anno e il prossimo politiche fiscali espansive …”

Mercati obbligazionari "Il rischio di una correzione esiste, anche se riteniamo che se dovesse succedere sarebbe comunque contenuta. Non ci aspettiamo infatti una forte risalita dei rendimenti nell’area euro, che dovrebbe essere accompagnata da dati macro economici molto migliori delle attese che al momento è difficile prevedere. Il nostro scenario base rimane di un’estensione temporale del QE probabilmente per tutto il 2017 …”

Mercati azionari: “Negli ultimi tempi, i volumi delle negoziazioni sono stati alquanto modesti negli Stati Uniti, com'è tipico dei mesi estivi. L'indice S&P 500 ha toccato brevemente nuove vette alla metà di agosto, ma non è riuscito ad avventurarsi in territori da record. Questo suggerisce un affievolimento della propensione al rischio, nonostante la volatilità sia diminuita...”

Anche le azioni smallcap statunitensi risultano molto interessanti, poiché dovrebbero essere in grado di generare buone performance se l'economia USA crescerà più rapidamente rispetto alle attuali, modeste, previsioni di consensus e inoltre offrono un certo margine di protezione in caso di aumento dei tassi ...”

Relatori alla Tavola Rotonda Virtuale:

Donatella Principe Head of FSU and Institutional Sales di Fidelity International, Kurt Schappelwein Head of Multi Asset Strategies di Raiffeisen Capital Management, Francesca Caretta Product Executive Multi-Asset di Schroders, Massimiliano Maxia Senior Fixed Income Product Specialist di Allianz Global Investors, Maria Paola Toschi Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management, Richard Dunbar Senior Investment Strategist di di Aberdeen AM, Federico Trianni Head of Retail, External Distribution Italy di BNP Paribas Investment Partners, Manuel Pozzi Market Analyst di M&G International Investments, Luca G. Trabattoni MD Resp. Italia e Paesi del Mediterraneo di Union Bancaire Privée AM, Massimo Dalla Vedova Director EMEA Client Group di AB, Cristiano Iacopozzi Professore universitario, e Corrado Caironi Chief Investment Strategist di R&CA

Leggi la Investment Newsletter con le minute della Tavola Rotonda Virtuale cliccando sul seguente link:

Siamo pronti ad affrontare un rialzo dei Fed Funds? TRV del 22 settembre 2016

21 settembre 2016
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Categorie: Global Allocation
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Il mondo della telefonia mobile è pronto alla sfida della eSIM? Gli analisti finanziari hanno iniziato a studiarne l’impatto per un settore già in forte evoluzione sulla parte wired. In primo luogo dobbiamo identificare meglio che cosa è una eSIM preinstallata: oggi, comprato un telefonino e nella necessità di un nuovo numero, dobbiamo acquistare la Sim Card (Sim sta per Subscriber Identity Module) presso uno degli operatori telefonici; questa piccola ‘card’ consiste in un semplice microchip con una numerazione seriale, parametri di sicurezza (PIN, PUC ecc.) e capacità di storage, da inserire all’interno del dispositivo perché sia abilitato all’accesso in rete tramite un fornitore di servizi telefonici. La eSIM risulta invece già installata dal costruttore all’interno del dispositivo e quindi non c’è bisogno di acquistare una Sim Card ...

18 settembre 2016
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I mercati sono stati disturbati dalle comunicazioni sanzionatorie che si sono sovrapposte ai dati macro attesi, condizionandone i flussi. A preoccupare gli operatori lo scontro sulle pesanti multe tra Usa ed Europa che hanno coinvolto Deutsche Bank con la richiesta delle autorità statunitensi di 14 mld $, per la vendita di obbligazioni tossiche con sottostante subprime, in aggiunta a Apple con la richiesta della Commissione Europea di 13 mld $ per mancati pagamenti di imposte in Irlanda. La serie di cause si sta quindi allungando: oltre al dieselgate di Volkwagen, con richieste per 14,7 mld $, permangono aperte le cause in Europa per Google e Microsoft. Poco hanno potuto quindi influenzare il buon andamento del Philly Fed, balzato da 2 a 12,8 punti (indice delle previsioni di business per le condizioni di distretto del settore manifatturiero, rilevato dalla FED di Filadelfia) e i buoni dati cinesi sulla produzione industriale ...

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