16 dicembre 2017
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Le riunioni delle banche centrali hanno portato gli operatori a diverse scelte di riposizionamento dei portafogli in questa ultima parte dell’anno. Negli Stati Uniti la banca centrale ha alzato come previsto di 0,25 bps i tassi dei FED Funds, adesso all’1,25 – 1,50%, mentre il processo di approvazione della riforma fiscale, promosso dall’amministrazione Trump, sembra alla stretta finale con tagli delle imposte societarie dal 35% al 20% e barriere all’ingresso per le importazioni. Sulla scia della FED la banca centrale cinese PBoC ha aumentato di 5 bps il tasso per operazioni di mercato aperto con scadenze tra 7 e 28 giorni. Il segnale sembra rassicurare il mercato finanziario per l’attenzione delle autorità cinesi agli operatori internazionali e di stabilizzazione del tasso di cambio ...

 

14 dicembre 2017
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Si è svolta oggi la Tavola Rotonda Virtuale della community dal titolo:

Outlook 2018: crescita sincronizzata e mercati finanziari

In conclusione di un anno storicamente tra i meno volatili e ricco di nuovi record sul fronte degli indici azionari statunitensi, l’outlook 2018 trova appoggio da un lato sul buon andamento dei dati macroeconomici e dall’altro della gestione diplomatica delle problematiche geopolitiche che coinvolgono in varia misura tutte le più importanti regioni del globo… Per il 2018, oltre alle scelte monetarie delle maggiori banche centrali, FED - BCE - BoJ, che tracceranno uno scenario futuro destinato ad un modesto restringimento, ci sono le attese per gli accordi della Brexit e le risposte alle questioni geopolitiche. In Italia ci saranno le elezioni politiche e l’analisi sulle proposte di sviluppo strategiche definite dalle forze in campo. La maggior parte degli Strategist, a buon ragione, ha continuato a mantenere una preferenza per l’Equity rispetto ai Bonds ...

Quali saranno quindi le logiche per affrontare i mercati finanziari ed individuare le asset class premianti nel nuovo anno?

Alcuni brevi commenti degli ospiti:

Macroeconomics: ” Il ritmo di crescita resta sostenuto in molte aree e non ci sono segnali di rallentamento. L’area Euro continua a fare da traino al momentum economico. Gli USA mostrano una buona tenuta. Il Giappone da segnali di chiaro risveglio. I paesi emergenti sono favoriti da un più favorevole trend delle materie prime. Un elemento di preoccupazione è rappresentato dalla Cina che potrebbe rallentare dopo i primi tre trimestri dell’anno ancora positivi.…”

Mercati obbligazionari: ”La BCE è stata piuttosto chiara: i tassi non si toccheranno per almeno uno o due anni. Però il mercato solitamente anticipa le politiche monetarie ed è dunque lecito attendersi un impatto sui rendimenti nella seconda parte dell’anno prossimo …”

Mercati azionari: ”La raccomandazione per la prima parte dell’anno è quella di mantenere un peso neutrale sui mercati azionari. Sebbene il loro grado di valutazione sia giudicato elevato, le borse rimangono attraenti a motivo dell’ancora basso livello dei tassi d’interesse e della crescita degli utili aziendali, che ha sorpreso le aspettative dei mercati e potrebbe continuare a farlo il prossimo anno, vista la forte leva operativa e finanziaria delle imprese in uno scenario di ripresa economica globale. Geograficamente la preferenza va a favore dei mercati emergenti ...”

Relatori alla Tavola Rotonda Virtuale:

Kurt Schappelwein Head of Multi Asset Strategies di Raiffeisen Capital Management, Maria Paola Toschi Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management, Witold Bahrke Senior Macro Strategist di Nordea Asset Management, Manuel Pozzi Investment Director Italy di M&G Investments, Antonino Cipriano Sales Manager di BNP Paribas Asset Management, Flavio Carpenzano Senior Portfolio Manager - Fixed Income di AB AllianceBernstein, Cristiano Iacopozzi Professore universitario, e Corrado Caironi Chief Investment Strategist di R&CA

Leggi la Investment Newsletter con le minute della Tavola Rotonda Virtuale cliccando sul seguente link:

 

Outlook 2018: crescita sincronizzata e mercati finanziari

12 dicembre 2017
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La capacità degli Stati Uniti di attrarre capitali di rischio non sembra esaurirsi, nonostante le previsioni sulla liquidità di sistema imposte dall’atteggiamento meno espansivo della banca centrale FED. I dati macroeconomici in realtà si stanno dimostrando sopra le attese e in progressione nel loro trend di crescita; lo dimostrano in primo luogo i recenti dati sul mercato del lavoro e un tasso di disoccupazione ai minimi storici del 4,1%. Dal lato del mercato finanziario gli indici americani segnano da tempo nuovi livelli record, senza per questo indicare segnali di stress: da inizio anno le performance vedono il Nasdaq100 a + 31%, DJIA a + 23% e l’indice S&P500 a + 19%. Il dato più eclatante è che il mercato azionario sta salendo senza sosta dal 6 marzo del 2009, all’interno di un ciclo economico che ne rispecchia esattamente l’espansione, e favorito da una politica monetaria ultra espansiva che sembra comunque volgere al termine ...

9 dicembre 2017
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Bene il mercato del lavoro Usa

Il dato sul mercato del lavoro statunitense segnala un rapporto nuovamente positivo con una dinamica ancora sopra le attese; le nuove buste paga ‘non agricole’ sono aumentate di 228.000 unità a novembre, guidate da aumenti nella produzione industriale di 31.000 posti, costruzione 24.000 e servizi professionali per 46.000. Il report vede un aumento della settimana lavorativa media di un’ora a 34,5 ore per i dipendenti del settore privato e il tasso di disoccupazione invariato del 4,1%, ai minimi da 17 anni. E’ interessante notare che la crescente occupazione non si è ancora tradotta in inflazione salariale. Lo stipendio orario medio di $ 26,55 è aumentati dello 0,2 percento a novembre, mentre è stato rivisto di un decimo inferiore quello del mese precedente a 0,1%; ora il tasso annuo di incremento dei salari è del 2,5%, dato storicamente basso per questa fase del mercato.

 

6 dicembre 2017
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Con l’annuncio dell’approvazione della riforma fiscale da parte del Senato statunitense, tema promosso costantemente dal presidente Donald Trump, il quadro di riferimento alla crescita sembra apportare un miglioramento già per i prossimi mesi. Gli economisti hanno ulteriormente ribassato i rischi per un possibile e ormai prematuro declino ciclico degli Stati Uniti e aggiornato le analisi degli scenari macroeconomici in positivo dopo il rialzo del GDP al +3,3% nel terzo trimestre. Da questo lato dell’Atlantico, l'ultimo sondaggio macroeconomico della Commissione Europea ha mostrato che gli indicatori di fiducia nella zona Euro sono ai massimi da 17 anni, mentre le intenzioni di nuove assunzioni di lavoro hanno raggiunto il massimo da trent’anni. Secondo un'indagine semestrale della banca centrale BCE anche la crescita dei profitti per le piccole e medie imprese dell'Eurozona risulta la migliore dal 2009 ...

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