15 giugno 2019
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L’apertura del premier italiano per offrire una risposta operativa sui conti pubblici si scontra con le dichiarazioni dei due vice premier che vedono diverse priorità nella realizzazione del contratto di alleanza governativa. Secondo il ministro delle finanze Giovanni Tria, l’esecutivo punta a convincere la Commissione UE ad un rinvio per la decisione sulla procedura di infrazione a dopo l’estate in attesa di numeri migliori sulle entrate di luglio. Per allora il premier Conte si dice molto fiducioso di poter fornire a Bruxelles le risposte che la Commissione si aspetta e ritiene che quest'anno l'Italia riuscirà a rispettare ‘pienamente’, e forse migliorare, il target sui conti pubblici. In realtà le poste di spesa relative al reddito di cittadinanza e quota 100 sembrano essere state eccessive per il 2019 rispetto alle rispettive domande, anche se il problema chiave rimangono gli investimenti a cui solo le parti sociali del paese fanno riferimento ...

13 giugno 2019
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Categorie: Global Allocation
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L’evidenza di una dinamica che possa trovare un largo consenso sui trend economici e finanziari è ancora tutta da verificare. Da un lato si fanno sempre più lunghe le trattative diplomatiche volte a risolvere la pressione commerciale tra Cina e Usa; Trump dal canto suo usa a suo consumo tweet e minacce di nuovi dazi su ogni questione: Iran, Messico, Giappone e non ultima l’Europa per la pipeline Nord Stream 2. Sul lato opposto si collocano le previsioni di un’accelerazione del rallentamento economico globale, anche per le ragioni geopolitiche, sebbene le stime degli economisti rimangano per una fase recessiva lontana. Gli operatori finanziari si sono da tempo schierati con la prospettiva di un cambio decisivo della politica restrittiva della FED con l’acquisto di obbligazioni sovrane, e ne sono stati premiati ... 

8 giugno 2019
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Dopo un mese di maggio particolarmente allarmante per le borse, gli strategist si sono allineati su una posizione di cautela sui risky asset per la riduzione delle attese sulla crescita economica globale e l’aumento delle probabilità di recessione negli Stati Uniti. Tra i dati più attesi in settimana l’indice ISM Manufacturing in Usa è sceso a 52,1 da 52,8 atteso, così come il Caixin China PMI Services a 52,7 da 54,5 atteso. In Europa il Markit Germany Construction PMI è sceso a 51,4 da 53 punti seguito dal netto calo della Produzione Industriale tedesca (-1,9%). Negli Stati Uniti l'occupazione delle aziende non agricole è aumentata a maggio di 75.000 unità (in calo rispetto alle attese di 185.000), mentre il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 3,6%: l'occupazione continua ad accelerare solo nei servizi, professionali e aziendali, e nell’assistenza sanitaria ...

7 giugno 2019
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A guidare i mercati è tornata la volatilità e la conseguente ‘inappetibilità per il rischio’ per la parte più rischiosa del portafoglio. Sono ormai molti i gestori azionari che hanno aumentato la parte di liquidità nei portafogli, dopo una modesta richiesta di rimborsi. I dati macroeconomici continuano a mostrare un complesso mix di output, impattati peraltro dalla incapacità di prevedere quanto e come si svilupperà la ‘guerra commerciale’ di Trump. Il trend meno negativo di questi giorni è stato invece legato al sentiment degli operatori a seguito delle indicazioni delle banche centrali. Dopo l’appassionata apertura di Jerome Powell ad una possibile riduzione dei FED Fund, gli operatori sono già convinti di un taglio dei tassi nella riunione del FOMC di fine luglio, è toccato a Mario Draghi estendere l’attuale livello di politica espansiva della BCE fino alla prossima metà del 2020, quanto in realtà lui sarà ormai fuori dalla banca centrale ...

5 giugno 2019
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Le nuove teorie economiche vedono sullo sfondo un aumento complessivo della spesa pubblica finanziata dall’indebitamento statale. In particolare i governi europei hanno visto dalla nascita dell’Euro un approccio comunque flessibile dei rispettivi governi rispetto ai parametri del trattato di Maastricht sia sul deficit annuale (con sforamenti del 3%) che rapporti sul debito pubblico (60% del GDP). L’unica forse a farne le spese è stata la Grecia, penalizzata soprattutto per i falsi bilanci pubblici consegnati al vaglio dell’Unione Europea. La spinta a nuove forme di espansione monetaria e fiscale, a beneficio dello sviluppo economico e di una redistribuzione sociale di risorse, è derivante dall’alto dissenso in molti paesi e la crescente posizione politica dei movimenti sovranisti e populisti. Su questo punto si innesta il dibattito sulla MMT, Modern Monetary Theory, che vede la politica monetaria quale strumento di sviluppo e non di indirizzo e regolamentazione di flussi di liquidità monetaria. Alla base della teoria c’è un punto chiave: uno stato sovrano non può fallire!

Principi populisti dell’MMT

La ragione più immediata, e di favore ai cittadini, è la possibilità di finanziarsi emettendo valuta con la propria banca centrale ...

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