17 luglio 2018
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Categorie: Global Allocation
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La prolungata discesa del listino azionario di Shanghai (-15% ytd) e la recente svalutazione della divisa cinese hanno posto una seria riflessione agli investitori internazionali che in larga parte avevano aumentato le loro esposizioni dopo l’ingresso di alcune azioni cinese negli indici di mercato MSCI world quale benchmark di molti portafogli di investimento. Il processo di internazionalizzazione del mercato finanziario cinese, di fatto avviato con l’ammissione della valuta yuan nel paniere del FMI che determina il valore degli Special Drawing Rights (Sdr), ha visto nell’inserimento di A-Shares (234 azioni) negli indici MSCI di Morgan Stanley una conferma del ruolo finanziario della Cina. Sempre di più gli investitori istituzionali sono convinti che le azioni cinesi non siano solo ‘un di cui’ del mercato emergente, ma una storia credibile unica dell’economia mondiale ...

14 luglio 2018
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Un’altra settimana complessa che non ha comunque inciso sui mercati finanziari. Importante è stato il confronto Stati Uniti Unione - Europea sul tema della spesa militare e il rispetto degli accordi NATO. Trump ha sottolineato l’importanza degli investimenti sulla sicurezza, ammonendo la Germania di non fare a sufficienza nella sua dipendenza energetica dalla Russia e proponendosi come controparte commerciale sullo shale gas. Trump ha poi visitato Londra per tranquillizzare Theresa May sul tema della Brexit e dei rapporti con gli Stati Uniti. Sul versante macro, le stime sull’economia globale continuano a subire ridimensionamenti per i prossimi anni, dimostrando di fatto un progressivo rallentamento del ciclo. In Europa a pesare sulle prospettive è stato l’indice tedesco ZEW in calo di 8,2 punti a -24,7; da inizio anno l’indice ha perso 45,1 punti tornando a livello di agosto 2012 ...

 

13 luglio 2018
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Categorie: Global Allocation
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La recente caduta dei prezzi delle materie prime ha posto dubbi sulla capacità per l’asset class di beni reali, di migliorare il contributo di performance dei portafogli finanziari. L’aumento dell’esposizione della classi di attivo ‘commodities’ viene consigliata in una fase matura del ciclo economico, nella quale l’eccesso di investimenti, consumi e bassi livelli di disoccupazione tendono a spingere in alto prezzi ed inflazione. In realtà da inizio anno ad oggi, non si sono visti segni tangibili di un significativo rialzo dei prezzi e della necessaria protezione. Gli analisti sono comunque convinti che questo effetto potrebbe essere prossimo. La decisione quindi di aggiungere un’esposizione alle classi di attivo ‘reali’ a protezione del portafoglio, in contrasto alla perdita di valore per ‘effetto inflazione’ dovrebbe avere un orizzonte temporale di investimento di circa 12 mesi, e prima che gli asset utili a tale protezione diventino troppo costosi ...

11 luglio 2018
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Categorie: Sectors
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Sono molti gli strategist di portafoglio che nelle loro asset allocation indicano un ‘overweight commodity’. In effetti fino a poche settimane fa le materie prime si erano dimostrate la classe di attivo più performante da inizio anno, trainate dalle attese di ulteriori miglioramenti delle attività industriali, ma anche delle preoccupazioni sui vari temi geopolitici. La visione generale positiva si riferiva ai sotto-settori più ciclici e tra questi i metalli industriali. Inoltre nel periodo estivo, stagionalmente più forte, è tornata l’attenzione sul tema energetico e del petrolio; a creare indecisione sulle prospettive di prezzo le decisioni nelle quali i produttori Opec e non-Opec dovrebbero alzare la produzione per evitare restringimenti di offerta sul mercato. Tra le altre indicazioni quella sui metalli preziosi che dovrebbero rimanere vulnerabili all'aumento dei rendimenti reali negli Stati Uniti; secondo gli analisti, nonostante sviluppi geopolitici incerti, i flussi di investimento mostrano una riduzione ...

7 luglio 2018
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Inizio del secondo semestre con outlook degli asset manager improntati alla cautela. Le motivazioni vanno nella direzione di un ciclo economico più maturo negli Stati Uniti, che costringe la FED ad accelerare la normalizzazione monetaria per porre freno all’indebitamento del paese e alleggerire il bilancio, e in secondo luogo attese meno ottimistiche delle stime di crescita degli utili, in parte per il rafforzamento del dollaro. Da inizio mese gli indici azionari delle economie sviluppate hanno recuperato terreno con il MSCI World in Val locale a + 0,95%, mentre i BRIC rimangono al palo a – 0,84% ...

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