24 febbraio 2017
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Secondo alcuni operatori la dinamica del mercato azionario sembra destinata a proseguire il suo trend positivo indipendentemente da valutazioni legate sia al ciclo economico che a quello monetario, ma solo per effetto del movimento dei flussi degli investitori. Ad offrire una maggiore diffidenza sulla linearità dei mercati potrebbe essere a breve il rischio politico, che in particolare in Europa trova sulla sua strada le elezioni in Olanda, Francia e Germania, e forse anche in Italia. A questi eventi si potrebbe aggiungere quello più “finanziario” della Grecia che a metà anno avrà una serie importante di rimborsi da rispettare e da rifinanziare tra il Fondo Monetario e l’Unione Europea. Infine si dovrà capire cosa succederà sul fronte Brexit e quali novità potrebbero frapporsi tra i singoli paesi e l’Unione Europea se il Regno Unito chiedesse specifici accordi bilaterali ...

 

22 febbraio 2017
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Tra gli indicatori maggiormente monitorati in questo periodo di rialzo del mercato azionario statunitense ci sono sicuramente quello valutativo, condizionato dalla stagione degli utili, ovvero il rapporto Price/Eearnings (prezzo/utili - P/E forward 12 mesi) e quello della volatilità che è balzato all’occhio relativamente al basso livello rispetto ai dati storici. Sul primo indicatore le società dell’S&P500 stanno ormai esaurendo la consegna della reportistica dell’ultimo trimestre 2016 (90% dei risultati) e profitti medi in aumento di oltre il 4,5%; il dato mostra che i due terzi dei bilanci hanno visto utili superiori alle previsioni degli analisti generando ulteriore ottimismo negli investitori. I mercati azionari di Wall Street, DJIA nettamente sopra 20.000 punti, S&P500 a 2365 punti e Nasdaq in avvicinamento a 6.000 punti, si trovano oggi ad aggiornare quasi quotidianamente i loro massimi storici ...

18 febbraio 2017
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I prossimi mesi saranno “caldi” dal punto di vista politico almeno secondo quanto discusso a Monaco tra il vice presidente americano Mike Pence e la cancelliera Angela Merkel, incontro nel quale si sono messi sul tavolo temi riguardanti le relazioni commerciali e il finanziamento della difesa nell'accordo NATO più volte citati da Donald Trump nei sui discorsi elettorali come situazioni insostenibili soprattutto dal punto di vista del contributo alla spesa militare tra i paesi aderenti all'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord. La cancelliera tedesca si è espressa con preoccupazione riguardo al protezionismo, mentre Pence si è comunque adoperato a tranquillizzare l’Europa per una continuazione del supporto americano al progetto NATO. Risulta comunque evidente l’attesa di un confronto politico tra le due aree dell’Atlantico successivo all’assetto politico europeo ancora in fase di rinnovo per le prossime elezioni in Olanda, Francia, Germania e forse in Italia ...

16 febbraio 2017
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La giornalista del Sole 24 Ore Rosalba Reggio parla di mercati finanziari e portafogli di investimento con Corrado Caironi, Strategist di R&CA. Tra i commenti citati le opportunità nelle azioni americane in virtù del taglio delle tasse da parte del neo presidente americano Donald Trump e di nuove infrastrutture per rilanciare gli Stati Uniti.

Proprio sul tema del rilancio degli investimenti infrastrutturali si arriva a parlare di mercati emergenti e delle prospettive dei consumi di materie prime che riporterebbero i paesi produttori nuovamente in luce.

Guarda la puntata di “Trading, mercati in pillole” del Sole 24 Ore, con Corrado Caironi, Investments strategist R&CA al seguente link:

Opportunità nelle azioni americane se Trump taglierà le tasse

14 febbraio 2017
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Categorie: Commodities
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Uno degli accenti posti dagli strategist di portafoglio rispetto al ciclo economico finanziario rimane l’attenzione alle materie prime. Da tempo il settore Materials era stato accantonato dagli investitori dopo aver sofferto un eccesso di offerta per investimenti durati oltre 10 anni in concomitanza con l’accelerazione della domanda in Cina; negli ultimi cinque anni il Bloomberg Commodity Index Total Return è passato da oltre 300 punti agli attuali 179 con un calo del 40%. In verità nei mesi recenti l’indice ha iniziato una lenta risalita partita nella primavera scorsa. Il tema quindi della domanda meno pressante di materie prime in Cina rimane forte ma meno influente rispetto a fattori globali quali Capex e ciclo economico che, dalla crisi finanziaria del 2008, sembrano aver ritrovato un modello di espansione sotto trend, ma positivo e in risalita ...

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