20 febbraio 2018
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Il business sentiment tra gli imprenditori tedeschi non risultava così forte dalla primavera del 2011. L'ifo Business Climate Index è salito a 117,6 punti in gennaio da 117,2 di dicembre; il risultato è dovuto a valutazioni di gran lunga migliori dell'attuale situazione delle aziende, e l'indice che raggiunge un nuovo livello record. Mentre tutto sembra positivo, le aspettative di business per i prossimi sei mesi, al contrario, sono state leggermente ridimensionate sebbene mantengano un livello molto elevato (da109.4 a 108,4 punti). Tra i dati dell'economia tedesca ha mostrato interesse l’aumento dei prezzi alla produzione con l’indice PPI che da dicembre 2017 a gennaio 2018 è passato da 105,8 a 106,3; indicatore che evidenzia un ritrovato ‘pricing power’ della catena produttiva. In progressione anche la ‘capacity utilisation’ aumentata di 0,6% a 87.9%, significativamente sopra la media di lungo termine di 83,7%. Infine il tasso di disoccupazione tedesca al 3,6%, ultimo dato pubblicato, che ci riporta alla fine degli anni ’70, ben prima della riunificazione ...

18 febbraio 2018
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Dopo una brusca caduta dei listini e l’impennata della volatilità, i mercati finanziari hanno seguito un’altalena tra recuperi e storni che ha permesso a molti operatori di rivedere i propri portafogli approfittando dei movimenti delle classi di attivo. A scendere in modo più rapido del previsto è stata l’indice di volatilità VIX che dopo il picco di 37,3 punti del 5 febbraio è tornato sotto 20 proponendo una visione meno convulsa degli operatori, l’ingresso degli istituzionali e l’aumento dei volumi. A tutti è sembrato chiaro che il movimento del VIX è stato dettato da ragioni tecniche per una convergenza di intenti e prodotti correlati. Sia gli analisti che gli strategist sono rimasti d’accordo sull’idea di una correzione ‘salutare’ dopo il lungo rialzo; mentre la maggior parte di loro tende a smorzare i toni sul cambio di trend, si confermano le ipotesi di un aumento dei rendimenti su tutti gli attivi obbligazionari dopo la revisione delle attese sull’inflazione, in primis negli Stati Uniti ...

 

15 febbraio 2018
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APPUNTI APPUNTITI - rubrica a cura di Corrado Caironi, Strategist di R&CA: "L’inflazione rialza le attese dei rendimenti - Dopo la stretta della FED, quando toccherà alla Banca Centrale Europea?"

La battuta d’arresto dei mercati finanziari di inizio febbraio ha apertamente decretato la fine di un lungo ciclo di discesa dei rendimenti delle curve obbligazionarie governative. A conferma del cambiamento di trend non sono state solo le indicazioni della banca centrale statunitense FED, ma i dati globali sull’inflazione che vedono venire meno la necessità del supporto monetario per un ritorno ai target inflattivi obiettivo delle singole autorità centrali. 

Leggi la Investment Newsletter del 15 febbario 2018

L’inflazione rialza le attese dei rendimenti

 

14 febbraio 2018
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Categorie: Global Allocation
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Si è già avuto modo di parlare del recente sell-off che ha colpito i maggiori listini di borsa e che la maggior parte degli operatori finanziari ha definito come ‘salutare’ pensando ad un necessario consolidamento dopo la corsa dei mercati azionari negli ultimi cinque anni. Il tema invece più dibattuto è sulle cause del ribasso e sui possibili livelli di supporto su cui gli investitori torneranno a comprare. Come qualcuno ha osservato, rispondendo alla domanda: “Perché essere preoccupato, cosa è cambiato rispetto ad un mese fa?”, lo scenario di oggi deve essere raffrontato ad un futuro prossimo, e non al passato, in un processo di evoluzione ciclica che come sappiamo è normalmente la conseguenza di uno stress delle variabili economiche e finanziarie ...

10 febbraio 2018
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Gli operatori si sono soffermati in modo attento all’indice di volatilità il Chicago Board Options Exchange SPX Volatility Index (VIX:IND) dopo lo spike che lo ha riportato abbondantemente sopra i 30 punti, indicando un momento di stress del mercato finanziario in una fase in cui tutti gli indicatori macroeconomici sembrano in ottima salute e proiettati verso ulteriori dati in miglioramento. Secondo gli analisti tecnici siamo arrivati ad un livello troppo avanzato perché i mercati si possano trovare in una caduta libera, anche se guardando alla salita degli ultimi cinque anni, questa è stata estremamente lineare soprattutto senza quelle pause che normalmente permettono un consolidamento dei livelli tecnici acquisisti. Si deve inoltre annotare che gli indici statunitensi hanno segnato un numero storicamente mai visto di nuovi massimi storici consecutivi ...

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