14 gennaio 2020
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Categorie: Global Allocation
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Cina pronta per l’anno del Topo

       

Con la conclusione del segno zodiacale del Maiale si aprirà in Cina il 25 gennaio l’anno del Topo; un periodo di vacanza dedicato alla festa di Primavera, viaggi e riunioni familiari, manifestazioni di capodanno dalle caratteristiche sfilate di draghi e tigri multicolore in ogni parte del paese. Il Topo è il primo degli animali dello zodiaco cinese; secondo la tradizione, l'Imperatore di Giada disse che l'ordine degli animali sarebbe stato deciso in base all'arrivo ai suoi festeggiamenti. Il Topo indusse il bue a dargli un passaggio; quindi, proprio in prossimità del traguardo, con un balzo si proiettò davanti a tutti diventando il primo arrivato.

La tradizione

Il Topo è associato a segni terrestri (地支 —dì zhī) Zi (子) e alla mezzanotte; nei contrapposti yin e yang (阴阳 —yīn yáng), il Topo è yang, energia positiva, rappresentando l'inizio di un nuovo giorno. Nella cultura cinese, il Topo è considerato un segno di ricchezza e abbondanza. L’elemento terrestre del segno per gli anni 1960 e 2020 è il Metallo: i nati sotto questo ascendente tendono ad essere molto affidabili vivendo all’insegna della stabilità, un potere limitato, sebbene in grado di trasformare eventi sfortunati in risultati positivi.

Dati Macro

Il 2019 è stato un anno impegnativo per l’economia cinese dove la crescita del GDP ufficiale era risultata già rallentata dalla metà del 2018, scendendo al 6,0% annuo nel terzo trimestre dello scorso anno, il più basso dal 1990. Una situazione critica accentuata dalle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Oggi la situazione è temporaneamente migliorata dopo che Trump e Xi hanno raggiunto una tregua nel dicembre scorso e la promessa della firma di un accordo definito ‘Fase Uno’ del 15 gennaio 2020. Nonostante la de-escalation in corso la guerra del commercio ‘tecnologico’ continua ad avere un impatto negativo sulla fiducia delle imprese cinesi e sulle prospettive di spesa interna sia in termini di investimenti che consumi.

Interventi a supporto della crescita

La banca centrale cinese PBoC ha iniziato il 2020 con un’ulteriore riduzione del coefficiente di riserva delle banche commerciali (RRR) di 50 bps dal 6 gennaio, iniettando liquidità nel sistema per circa CNY 800 miliardi, anticipando le festività del Capodanno. Gli analisti sottolineano che la banca centrale PBoC fornirà maggiori allentamenti dopo i picchi di inflazione previsti in questo primo trimestre per effetto dell’aumento dei consumi. Risulta inoltre evidente che le attività di deleveraging promosse negli scorsi anni per ridurre l’indebitamento strutturale sembrano ora meno prioritarie. Sono state invece indicate politiche fiscali pronte ad aiutare l'industria manifatturiera facendo uso di emissioni di titoli di Stato locali per finanziare progetti infrastrutturali. L'accordo commerciale di ‘fase uno’ tra la Cina e Stati Uniti dovrebbe gradualmente contribuire a rimuovere l'incertezza nelle aspettative di business per entrambi i paesi, e globalmente. A dicembre l'export cinese è cresciuto di oltre il doppio rispetto alle attese, segnalando una ripresa della domanda, mentre Washington e Pechino si promettono l’avvio per la ‘fase due’ allentando le reciproche tensioni. Sempre a dicembre le esportazioni cinesi hanno registrato un incremento annuo del 7,6% contro il 3,2% stimato dagli analisti e il calo (-1,3%) di novembre. Le importazioni sono balzate del 16,3% annuo, rispetto al +9,6% stimato.

Mercato finanziario

Dopo un periodo altalenante gli indici azionari cinesi si sono mossi al rialzo influenzati dalle prospettive positive del dibattito diplomatico in vista di un primo accordo tra le due più grandi potenze economiche. L’indice Shanghai Stock Exchange Composite negli ultimi tre mesi ha macinato un rialzo del 7,5% passando da 2870 punti agli attuali 3105. Le valutazioni P/E fwd 12m dell’indice generale MSCI China risultano ad oggi di 12,1x, rapporto relativo in vantaggio rispetto all’indice MSCI Emerging Markets di 12,7x e al MSCI All Country World di 16,3x. La competitività valutativa risulta confermata dall’effetto degli utili societari cinesi, in crescita del 20% nell’intero 2019. Interessante l’andamento dello Yuan e del suo movimento contro il dollaro statunitense: dopo essersi svalutato raggiungendo il livello di 7,17 ad inizio settembre, la divisa cinese ha invertito la rotta rafforzandosi in questi giorni al livello massimo da cinque mesi a seguito dell'annuncio della firma di accordo, raggiungendo il livello di 6,88 per dollaro, movimento che in parte confermerebbe le accuse di Trump per una manipolazione della divisa durante le trattative. Risulta evidente che la credibilità del governo cinese nel 2020 sarà commisurata alla capacità di stabilizzare l’economia e la sua valuta, avvantaggiando la fiducia interna e i flussi di investimento internazionali.

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China Outlook 2020 – Growth to stabilise in Year of the Rat


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