2 luglio 2020
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Internet vs S&P500

 

Le azioni del settore tecnologico ‘Global Internet Stocks’ da inizio anno sono aumentate a livello globale del 29%, in Europa del 21%, nell'America del Nord del 28%, in Asia del 31% e in Latin America del 57%; il tutto rispetto agli indici NASDAQ Composite in crescita del 13% e S&P500 in calo del 3%. Sebbene molte piattaforme online siano state prese d’assalto durante il periodo di lockdown, in particolare per i servizi digitali di Streaming Video-on-Demand (SVOD), E-commerce e Gaming, non è del tutto chiaro quanto saranno permanenti queste tendenze. In realtà alcuni analisti finanziari non sono pronti a credere che le performance degli ultimi mesi si potranno ripetere in modo così brillante dopo la riapertura di molte attività economiche, il riavvio di spostamenti, viaggi e turismo, l’accesso ai locali pubblici, e quanto questo possa pesare sulla tecnologia in vista di una normalizzatore a seguito dell’ondata pandemica da Covid-19.

Budget pubblicitari digitali

In Asia, e in particolare in Cina, le previsioni sul settore media digitale vede budget pubblicitari cauti; l’e-commerce sembra comunque continuare il suo slancio, ed anche una solida pipeline per il Gaming potrà supportare la crescita del secondo semestre; ancora incerte le stime per le grandi multinazionali tecnologiche statunitensi che hanno mostrato performance molto elevate. Il taglio dei FED Funds in abbinata alla crescita negli Stati Uniti dei casi di Covid-19, hanno portato gli investitori ad un portafoglio sempre più concentrato sui titoli tecnologici di grande capitalizzazione.

Nasdaq

La corsa agli acquisti ha portato l’indice Nasdaq ai massimi storici, dopo essere salito di oltre il 49% dal minimo del 23 marzo. In realtà alcune preoccupazioni sull’espansione del business potrebbero impattare alcune società più in vista. Uno dei casi più menzionati risulta quello delle piattaforme di Mark Zuckerberg dopo che importanti aziende come Coca Cola, Unilever, Verizon, e altre si stanno aggiungendo alla lista, hanno deciso di tagliare il loro impegno pubblicitario per una carenza di impegno delle piattaforme di bloccare messaggi razzisti “Stop Hate for Profit”; il problema del controllo dei contenuti, mixato con la pubblicità dei grandi brand mette in luce quanto la situazione sociale statunitense sia interessata ad ogni possibile collegamento tra business e politica, alla luce del caso Floyd e alle successive manifestazioni di protesta. La decisione di tagliare la pubblicità ha messo pressione a Zuckerberg, già attaccato in precedenza per il problema privacy e per l’utilizzo dei dati degli utenti.

S&P 500 e i FAANGM

Le azioni FAANGM includono Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google (Alphabet), e Microsoft. Il settore tecnologico all'interno dell'S&P500 ha ora ha esteso il momentum relativo delle performance con un rialzo straordinario, molto simile a quello che ha preceduto la bolla tecnologica del 2000. Mentre liquidità e bassi tassi di interesse potrebbero continuare ad sostenere i multipli prezzo/utili, le valutazione dovranno comunque rapportarsi agli utili aziendali effettivi, soddisfacendo anche aspettative estreme. Ricordando il boom delle azioni Internet nel 1999, ritenute al pari di opzioni, la caduta verticale dopo il marzo 2001 ha mostrato che alla fine i fondamentali rimangono chiave nel medio termine. I più recenti dati sottolineano un aumento del divario delle valutazioni rispetto all’indice S&P500. Le FAANGM hanno un P/E ratio fwd 12m di 38,7x rispetto a 26,5x di metà marzo scorso e una capitalizzazione di 6,1 trilioni $ pari al 24,5% della capitalizzazione dell’intero indice; FAANGM P/E fwd attuali: Facebook 27,8x, Amazon 98,3x, Apple 25,6x, Netflix 62,1x, Google (Alphabet) 30,0x, Microsoft 32,0x. L’indice S&P500 presenta un P/E fwd 12m di 21,9x rispetto ad una media ventennale di 15,4x; il P/E fwd12m dell’indice senza i FAANGM scende a 19,2x. Forse la storia più straordinaria rimane quella di Amazon che ha continuamente aggiunto nuove aree di business alla propria piattaforma coprendo ampi spazi già presidiati come quella dello Streaming di Prime Video (ben svolto da Netflix e recentemente da Walt Disney), offerta alimentare a consegna immediata, gaming, fino ad arrivare recentemente all’acquisizione di Zoox per una stima di 1,2 mld$, per i ride services; la società ha raggiunto una capitalizzazione record di 1,45 trilioni di dollari rendendo Jeff Bezos l’uomo più ricco al mondo. I nuovi record sopra i 10.000 punti del Nasdaq Composite, indice ricco di azioni di società tecnologiche, segnano valutazioni P/E fwd sopra 40x, sopra il precedente massimo del 2000.

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