24 febbraio 2022
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La Russa invade l’Ucraina

 

Nel nostro post del 2 febbraio ‘Sul GAS le tensioni Geopolitiche’ in riferimento delle difficoltà nelle relazioni diplomatiche in Europa si evidenziava che: “… in questa logica comunque i contratti mensili TTF potrebbero essere scambiati al di sopra di Euro 200/MWh, con possibili picchi di prezzo anche più elevati sui prezzi dell'elettricità …”; la situazione è in effetti andata precipitando. L’invasione da parte dei militari russi in Ucraina ha visto nel pomeriggio i prezzi del gas naturale dell'UE avvicinarsi a quasi 5 $ MMBtu indirizzandosi al massimo di periodo oltre 6 $ raggiunto a gennaio, dopo che la crisi ucraina si è trasformata in una guerra riaprendo a nuovi timori di interruzioni degli approvvigionamenti. Inutile nascondere la vulnerabilità in primis di paesi core Europe con in testa la Germania che ha sospeso con rammarico l'approvazione del gasdotto Nord Stream 2. L’intera area continentale dell'Europa dipende dalla Russia per più di un terzo delle sue forniture di gas naturale, ed è sicuramente difficile per le nazioni occidentali, che hanno promesso sanzioni molto severe alla Russia, la possibilità di sostituire da subito le esportazioni russe di petrolio e gas naturale con altri produttori globali.

Mercati Finanziari in forte volatilità

L’indice di volatilità del mercato statunitense VIX è risalito a 34 punti con le borse americane, da tempo sotto pressione, che hanno sofferto in modo minore. I mercati azionari europei risultano in effetti più colpiti anche per l’incapacità di prevedere fino a che punto l’avanzata russa possa colpire. Le vendite sulle borse hanno preso il sopravvento, come sempre in questi casi in modo generalizzato, anche se in modo molto diverso a livello settoriale. Ad esempio il peggiore comparto settoriale in Italia è stato quello di Banche/Finanziari, FTSE Italia Finanza a meno 7,73%, mentre è rimasto in leggero terreno positivo il FTSE Italia Beni di Prima Necessità a +0,46%; l’indice generale FTSE MIB ha perso il 4,14%. Il contrattacco dei paesi occidentali, basato sulla applicazione di severe sanzioni, non nasconde problemi a molti paesi che con la Russia intrattengono rapporti commerciali consolidati e che vedono un riflesso sulle proprie economie. Anche la necessità di isolare l’orso russo dal punto di vista finanziario sembra difficile. Le finanze russe hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi delle esportazioni energetiche di cui si fanno garanti verso tutti i paesi importatori, tra cui l’Italia. La banca centrale CBR segnala che le riserve in valuta estera sono passate in meno di tre anni da 450 mld$ agli attuali 630 mld$; un’esclusione da finanziamenti in valuta estera temporaneo sarebbe poco limitativo. Anche sul fronte del debito pubblico il rapporto tra Debito/GDP risulta basso al 17,8%. Infine l’obiettivo di impedire alle strutture finanziarie di accedere la sistema internazionale SWIFT potrebbe risultare poco incisivo se la Russia dovesse aderire a pieno titolo a quello cinese già operativo. Il tema di fondo è che l’economia europea dipende in gran parte dalla strategia energetica russa e questo è il vero asset che, se limitato, potrebbe condizionare la Russia.  

Invasione pianificata  

Da un punto di vista della Politica, l’invasione dell’Ucraina ha trovato sicuramente impreparate le maestranze politiche dell’occidente europeo nonostante le indicazioni precise di amministrazione e intelligence statunitense che avevano allarmato della imminente operazione militare. Si deve sottolineare che solo con l’avanzata dei russi, l’invasione e la determinazione dei bersagli militari colpiti nei bombardamenti si è potuto dimostrare che l’intervento era pianificato da tempo, come si era visto dal recente dispiegamento di truppe sui confini e in Bielorussia. Così come promesso a Xi Jinping, Vladimir Putin ha atteso la conclusione delle Olimpiadi invernali a Pechino prima di attaccare e non ‘portar via la scena’ all’organizzatore cinese. La reazione dell’Unione Europea è stata alquanto decisa da un punto di vista delle dichiarazioni, ma spuntata in termini di aiuto reale all’Ucraina. Oltre a grandi riunioni di confronto diplomatico la risposta non è stata sostanziata da particolari azioni. Il sistema di difesa militare della NATO ha subito informato che non ci sarebbe stato invio di forze militari in Ucraina, mentre la Germania ha inviato 5.000 elmetti militari ritenuti dall'ex sindaco della capitale Kiev Vitali Klitschko, ex campione di boxe, ‘chiaramente una barzelletta’. Uno dei temi più chiari rimane la migrazione di molti residenti ucraini verso le nazioni confinanti in cerca di aiuto. Ora il passaggio successivo sarà la resa Ucraina e una negoziazione sotto il controllo delle armi, mentre i mercati finanziari tornano a guardare positivamente ad una risoluzione.

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Russia Ukraine escalation: Our initial take


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