26 novembre 2014
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2015 Prospettive Sfidanti

Nelle analisi relative ai ritorni attesi sulle maggiori classi di attivo per il prossimo anno gli Strategist si mantengono prudenti; la parole d’ordine sembra essere “moderazione”.

Sull’obbligazionario globale i rendimenti attesi sono nell’ordine di un paio di punti, anche se si fa riferimento a possibili perdite in funzione di politiche di rialzo dei tassi guidate dagli Usa; per i mercati azionari sembra di leggere un ritorno maggiorato rispetto alle obbligazioni di qualche punto percentuale, anche se il tema rimane il possibile aumento della volatilità. Molti esperti fanno riferimento allo scorso anno e ripetono che lo scenario è sostanzialmente identico (attese di crescita economica globale sotto trend, forte dipendenza dalle Banche Centrali, inflazione sotto controllo, buona tenuta della profittabilità aziendale), solo che i mercati finanziari si sono comportati ampiamente sopra le attese. Si torna a parlare di Repressione finanziaria: le attività globali in pancia alle banche centrali, comprese le riserve in valuta, ammontano oggi a 22.600 miliardi dollari, una somma più grande del GDP combinato di Stati Uniti e Giappone. L’aspetto più interessante è che più dell’80% della capitalizzazione di mercato azionario nel mondo è attualmente supportato da politiche monetarie a tasso zero! Se poi guardiamo ai Titoli di Stato a livello globale più del 50% ha rendimenti all’uno per cento o addirittura inferiori. Durante il 2014, il rendimento dei Titoli di Stato è sceso ai minimi storici in tantissimi paesi (Giappone, Germania, Francia, Spagna, Italia, Irlanda, Portogallo, Svezia, Svizzera, Corea, Repubblica Ceca, Ungheria e la Polonia) generando enormi plusvalenze ai loro detentori. Secondo gli analisti di settore a livello globale si sta vivendo uno dei periodo più lunghi con tassi reali negativi, con il solo periodo analogo di depressione del 1930, che coinvolge attualmente 1,4 miliardi persone. Tassi di interesse bassi significano rendimenti bassi e, come si è detto, tendono ad avvantaggiare le classi di attivo più rischiose, che hanno comunque fatto ottime performance negli ultimi anni. Insomma in nuovo anno con prospettive economiche positive e ancora ben supportato a livello monetario, ma comunque molto sfidante in termini di performance dei portafogli finanziari.

 

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