19 giugno 2018
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Performance settoriale: Europa deludente

   

Le analisi di performance trovano conferma nella necessità dell’investitore azionario europeo di continuare ad avere la massima esposizione all’estero e non solo per diversificare e abbassare il rischio, ma soprattutto per sfruttare la crescita dei listini internazionali. Gli studi sui ritorni settoriali condotti da R&CA a dieci anni (dal giugno 2008 ad oggi), vedono la prosecuzione delle opportunità offerte da una attenta selezione tra settori nel valore dell’asset allocation. Nel modello di allocazione ‘Sector Clock’ sebbene la correlazione dei settori a livello locale e globale sia molto forte, il differenziale di performance risulta impressionante. L’Europa si sta dimostrando un’area in cui gli investimenti rendono meno e questo in piena coerenza con una crescita economica che negli ultimi dieci anni è risultata sicuramente meno brillante, nonostante una politica monetaria della BCE aggressiva con tassi negativi e ampia gamma di strumenti non convenzionali.

I dati della ricerca

In sintesi l’analisi dal 2008 ad oggi basata sui dati MSCI Sector Standard (Large+Mid Cap Price) in Euro, 10 Yr Annualized Historical, il settore in Europa che ha mostrato il maggior ritorno è stato quello dei Consumer Discretionary +8,1% medio annuo, seguito da Real Estate Management & Development + 7,65% e da Health Care + 7,3%. A pesare in negativo il settore delle Utilities che ha perso in media il 4,39% annuo, seguito dai Financials con una perdita media annua del 2,61%. Durissimo il confronto con le performance settoriali a livello globale.

Pesano anche banche e utilities

Dati a livello globale: secondo gli indici settoriali del MSCI World il primo settore è stato l’Information Technology con un rendimento medio annuo del 13,98%, ovvero il 7,18% annuo in più di quello europeo; dati veramente distintivi della mancata capacità del vecchio continente non solo di sviluppare il settore tecnologico, ma di doverlo importare lasciando che capitalizzazione e profitti crescano prepotentemente al di fuori dei nostri confini. Si ricorda che tassi al 7,18% capitalizzati annualmente raddoppiano il capitale in 10 anni. Dall’analisi di R&CA si evince che differenziali di rendimento superiori al 4% annuo tra Europa e Mondo sono ravvisabili in molti altri settori ed in particolare per i Financials (differenziale del 5,93%), Utilities (4,9%), Consumer Discretionary (4,49%) e Health Care (4,35%), vedi tabella introduttiva.

I trend che proseguono la corsa

Allargando la visione quali sono ora i trend che continueranno a livello internazionale a creare valore nei portafogli? In primo luogo sembra ormai chiaro che l’Information Technology rimanga uno dei settori meglio posizionati. Gli esperti indicano che è in arrivo una seconda fase evolutiva dell’automazione intelligente (Smart Automation). Dopo la creazione di robot capaci di aumentare in modo matematico la produttività manifatturiera, la nuova frontiera si dimostra quella dei servizi: intelligenza artificiale, connessione mobile, internet of things, stampa 3D, auto a guida autonoma e realtà aumentata con nuove deleghe di lavoro lasciate al computer. Il tempo libero e l’entertainment proiettano il settore turistico e degli spostamenti aerei in ambiti culturali internazionali e di massimo relax, coinvolgendo sempre di più tutti i paesi emergenti. Infine la salute e la sicurezza intesa nella loro logica micro e macro, digitale ed analogica.

Leggi la ricerca selezionata da R&CA cliccando sul seguente link:

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