19 febbraio 2021
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Asset Allocation Update

 

Gli investitori dell’ultima ora si stanno chiedendo se il mercato azionario continuerà a performare anche dopo i ritorni conseguiti nel 2020 o dovrà invece scontare un periodo di assestamento, viste le attuali valutazioni. Seguendo il percorso storico dei maggiori indici azionari l’anno successivo a quello del grande rimbalzo, dopo una recessione economica, si è dimostrato meno brillante ma comunque positivo. L’ultimo esempio è quello della profonda recessione del 2008: dopo l’ottimo rimbalzo del 2009 l’anno successivo si è rivalutato positivo sebbene con un’ampia volatilità. Per l’attuale investitore il percorso potrebbe rilevarsi simile. L'anno scorso, quando il mercato si è ripreso dal calo di marzo, molti investitori si sono mostrati scettici mantenendo intatta la troppa liquidità; solo a fine anno si sono decisi ad investire, ma ormai dopo una straordinaria performance dai minimi della primavera (indice S&P500 da marzo 2020 a fine anno +68%). Sarebbe quindi del tutto normale che il mercato si possa prendere una pausa, proprio come hanno fatto nel secondo trimestre del 2010. Il suggerimento più presente consiste nella capacità di fare una scelta di gestione attiva per avvantaggiarsi delle quotazioni rimaste indietro per i problemi pandemici, come per le azioni pro-cicliche Value.

Mercati Emergenti

Con la ripartenza del ciclo economico torna l’attenzione ai mercati emergenti. In assenza di una sostenuta ripresa dell'inflazione risulta improbabile che i tassi di interesse dei mercati emergenti possano salire in modo coordinato. I condizionamenti transitori stanno mettendo tensione nelle decisioni delle banche centrali, ma questo non deve essere confuso con il trend dell’intera asset class che in questa fase ritrova il suo aspetto più ciclico. I deprezzamenti valutari causati dal Covid-19 sembrano ormai superati, così come gli investitori internazionali accettino tassi reali bassi, il che suggerisce una credibilità più elevata; si deve anche tener conto che di fatto i tassi di interesse dei mercati sviluppati siano vicini a zero. In questo scenario gli strategist ritengono che i mercati emergenti risultino molto meno vulnerabili alle problematiche monetarie. L'accresciuta credibilità delle banche centrali tenderà a superare il picco temporaneo dell'inflazione causato dagli effetti di rimbalzo della domanda nel dopo Covid. L'inflazione sui prodotti alimentari sta aumentando in modo modesto sebbene prolungato, ma la ripresa di una crescita moderata manterrà contenute le tendenze inflazionistiche. Infine, dopo la galoppata delle importanti big-tech statunitensi, viene segnalato un particolare interesse sui titoli tecnologici dell’Asia emergente. Questo settore, che beneficia storicamente di un dollaro USA non particolarmente forte, vede le azioni tecnologiche di questa area scambiate a valutazioni significativamente inferiori rispetto alle loro pari statunitensi.

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Global Equities: Bull Market, But Buckle Up


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