12 giugno 2018
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Aumento del Debito Usa

   

Uno degli allarmi sulla sostenibilità del sistema finanziario statunitense passa attraverso la capacità della Banca centrale di evitare quell’eccessivo ottimismo sul credito e la ferma tenuta del sistema bancario. Nella crisi finanziaria del 2008, cosiddetta dei ‘subprime’, gli allarmi che avevano investito il sistema del credito nel 2007 derivavano in realtà dall’abuso di prestiti per l’acquisto di immobili, mercato risultato in gran parte speculativo, e vincolati a garanzie reali con prezzi crescenti risultati poi non sostenibili. L’attenzione della banca centrale FED, che per aiutare l’economia ad uscire dalla ‘great recession’ ha utilizzato strumenti non convenzionali e politiche a tasso zero, è ora concentrata sul totale del debito di sistema. In effetti l’espansione del debito sembra destinata ad aumentare ancora. Sul tema del debito pubblico Usa si tenga conto che secondo le stime degli analisti del FMI un deficit programmatico del 5% medio annuo tra il 2020 e il 2027, in linea con le indicazioni di politica fiscale di Trump, porterebbe il debito pubblico al 83% del GDP nel 2022 e al 100% nel 2028

Mutui casa

Nell’analisi della National Association of Realtors (Housing Affordability Index) ci troviamo davanti ad una situazione confortante se paragonata nella sua evoluzione. Dopo il crollo degli immobili e la discesa dei tassi di interesse della FED, nel 2012 il prezzo medio delle Case singole-familiari esistenti risultava di 177.200$, nel 2015 di 223.900$ ed oggi di 259.900$. I tassi dei mutui sono stati rispettivamente il 3,83% nel 2012, 4,03% nel 2015 e oggi 4,66%, mentre il reddito medio familiare è passato negli stessi periodo da 62.527$ nel 2012, a 68.260 nel 2015 e 75.093 di oggi. Il dato più interessante dell’analisi evidenzia che l’indice di convenienza (US Affordability Indexes Composite), nonostante l’incremento del prezzo della casa e dei costi di finanziamento, rimane in area positiva sebbene in fase decrescente: nel 2012 era 195,5, 165,7 nel 2015 e oggi 145,8. Per chiarezza un valore di 100 significa che una famiglia con il reddito medio ha capacità esattamente sufficienti per permettersi il mutuo per una casa a costo medio; un indice superiore a 100 indica una famiglia con reddito medio più che sufficiente per avere un mutuo ipotecario su una casa a prezzo medio; il calcolo assume un acconto del 20% iniziale e un rapporto tra costo della rate e reddito percepito mai superiore al 25%.

US Corporate Debt

Le società finanziarie e non-finanziarie in questi dieci anni hanno saputo sfruttare a pieno la riduzione dei tassi finanziandosi direttamente sul mercato dei capitali con emissioni obbligazionarie che oggi risultano il 130% del periodo antecrisi. L’ingente incremento che ha coinvolto un numero maggiore di emittenti ha comportato un aumento di bonds con rating BBB- e single A, con il conseguente peggioramento, seppur modesto, della qualità dell'indice obbligazionario nel suo complesso. Attualmente il debito delle imprese è salito al 45% del GDP Usa, picco rilevato nel 2008 e allo stesso livello raggiunto nella bolla di dot.com nel 2000. Dopo la crisi tra il 2010 e 2012 il debito delle imprese era tornato al 40% del GDP per poi raggiungendo il 46% del GDP nel terzo trimestre 2017, picco storico. Questo rifasamento finanziario sta portando un aumento di vulnerabilità in una fase di normalizzazione al rialzo dei tassi di interesse preannunciata dalla banca centrale FED. Le recenti analisi dei gestori obbligazionari tendono comunque a smorzare le preoccupazioni indicando che le società hanno avuto in questi anni un ottimo aumento della redditività in una fase congiunturale favorevole e ad un rafforzamento patrimoniale. L’aumento dei tassi previsto dalla FED risulterebbe quindi coerente con l’espansione dell’economia ma anche con la buona crescita delle corporate.

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Who’s afraid of US corporate debt?

 


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