11 dicembre 2020
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BCE alza ancora il PEPP

 

Le mosse della Banca Centrale Europea non hanno sorpreso gli operatori di mercato che già da alcune settimane si attendevano l’aumento del Fondo per la crisi pandemica PEPP (pandemic emergency purchase programme); quello che invece ha posto qualche dubbio a chi ha seguito la conferenza stampa della BCE è stata proprio la poca convinzione sulla capacità di ripresa nel prossimo anno. Le indicazioni della presidente Christine Lagarde si sono viste molto caute riguardo allo stato generale dell’economia: un lungo processo di uscita dal Covid che vedrebbe un primo risultato dei vaccini solo dopo la metà del 2021 e occupazione ancora in calo. Le previsioni dell’ufficio studi della BCE hanno cancellato per il 2021 l’aumento del GDP a +5%, sostituendolo ad un più limitato 3,9%, spostando una ripresa che riesca a ritrovare i livelli del 2019 solo nel 2023. Anche sul tema inflazione le prospettive vedono indicatori sui prezzi nei prossimi anni costantemente sotto il target del 2%: una massima stima di +1,4% solo nel 2023, cifre ormai simboliche se rapportate allo sforzo monetario previsto dalla autorità centrale.

Aggiornamento degli interventi

In dettaglio i principali interventi del pacchetto BCE possono essere così riassunti: a) il PEPP (pandemic emergency purchase programme) è stato aumentato di 500 mld, raggiungendo 1.850 mld di EUR, e prolungato fino a marzo 2022, in precedenza era giugno 2021; i reinvestimenti continueranno almeno fino alla fine del 2023. b) nel 2021si terranno tre nuove operazioni di TLTRO III con tassi migliorativi per le banche, fino -100 bps, e si applicheranno per dodici mesi in più, cioè fino a giugno 2022; inoltre le banche potranno accedere al finanziamento per un importo aumentato dal 50% al 55% del loro stock di prestiti eligibili. c) durata del regolamento sulle garanzie più agevole, prorogata fino a giugno 2022, d) quattro operazioni trimestrali PELTRO (pandemic emergency longer-term refinancing operations) saranno offerti in aggiunta nel prossimo anno, e) l'APP, Asset purchase programme, continuerà mensilmente al ritmo di 20 mld Euro, e infine f) la linea pronti contro termine dell'Eurosistema per le banche centrali e tutte le linee temporanee di swap e repo con banche centrali delle aree extra Euro, sono state estese fino a marzo 2022.

Mercato obbligazionario

Come previsto, le decisioni importanti riguardavano l’aumento del programma di acquisto di emergenza per la pandemia (PEPP) e le operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO) con tassi e condizioni migliorative. Secondo la presidente Christine Lagarde l’aumento e l’estensione del PEPP dovrebbe garantire stabilità ai mercati tanto che, rispetto al recente ritmo di acquisti, il nuovo ammontare del fondo sarebbe sufficiente fino a marzo 2022 e dovrebbe addirittura non essere utilizzato completamente. Mentre continuano le incertezze riguardo l’accordo tra UK e UE per evitare una hard Brexit, le buone notizie sull’approvazione del piano pluriennale del Bilancio dell’Unione Europea e del Next Generation UE, hanno favorito i titoli sovrani dell’area Euro, anche se da tempo si era notata una buona accoglienza delle emissioni; i rendimenti decennali del Bund scendono a -0,64%, OAT -0,39%, Bonos 0% e BTP +0,52%; lo spread Btp/Bund rimane sotto i 120pts. Il rendimento netto del BTP scadenza dicembre 2025 è negativo a -0,06%.

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