26 febbraio 2016
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Borsa di Shanghai vs Economia cinese

  

Il sostegno all'espansione cinese nel 2015 è stato il terziario che con una crescita dell’11,7% ha raggiunto il 50,5% del GDP cinese; la strategia per il 2016 rimane pertanto la stessa, a fronte di un calo di investimenti e produzione industriale serve un’adeguata espansione della spesa per servizi. Gli economisti sono comunque inquieti sulla tenuta dei livelli programmati dal governo, le indicazioni sono per una crescita +6,5% annuo fino al 2020, mentre per gli operatori sono i segnali della forte volatilità della borsa a interpretare una visione di incertezza; l’indice azionario Shanghai Composite è uno tra i peggiori perdendo da inizio d’anno oltre il 20% con evidente tensione.

Yuan esposto a nuove svalutazioni

Dietro le turbolenze finanziarie della Cina sono comunque le incertezze sulla via della liberalizzazione finanziaria; il panico del mercato azionario riflette l’indecisione sul da farsi delle autorità monetarie. Dopo la svalutazione dello scorso agosto e il deprezzamento di inizio del 2016, le autorità cinesi hanno definitivamente messo a riposo il vecchio regime di politica sui cambi in cui Yuan (Renminbi) era stato ancorato al dollaro Usa; al nuovo regime di politica di cambi flessibile manca ancora la credibilità del mercato. Si deve di fatto sottolineare che negli ultimi mesi sono aumentate le previsioni di ulteriori svalutazioni dello Yuan, nonostante le intenzioni di stabilità dopo la conferma dell’entrata della divisa cinese nel paniere di valute di riserva del Fondo Monetario Internazionale, gli Special Drawing Rights (SDR).

Un rilancio economico affidato all’interno

Il passaggio chiave è ora concentrato sulla politica dei tassi di interesse che rimangono chiave nella politica di rilancio dell’economia e negli investimenti interni dopo gli interventi che hanno ridotto del 20% le riserve valutarie: le China Foreign Exchange Reserves sono passate in diciotto mesi da circa 4000 mld $US agli attuali 3230 mld $US.  

Un controllo maggiore sui tassi

I nuovi strumenti atti a regolare i costi di finanziamento delle banche commerciali, piuttosto che influire direttamente sui tassi bancari di deposito offerti ai loro clienti, adotteranno un sistema ‘corridoio’ capace di definire un range di tassi. La banca centrale PBoC fornirà uno strumento di rifinanziamento come tasso di limite superiore del range, e uno strumento di deposito, quale limite inferiore del ‘corridoio’ stesso, formando un canale entro il quale le autorità utilizzeranno l’Open Market Operation (OMO) per allineare il tasso obiettivo al livello politico desiderato.

Attesi interventi monetari espansivi

Gli analisti hanno quindi individuato l’utilizzo degli attuali riferimenti Lending Facility (SLF) e Medium-term Lending Facility (MLF) come limiti superiore del corridoio. La loro analisi vedrebbe che nei prossimi mesi a fronte di un monitoraggio serrato degli indicatori di crescita economica le autorità prevedano un taglio di tale limite superiore dello 0,50%. E’ evidente che una normalizzazione del ciclo di crescita e una diminuzione dell’incertezza sugli strumenti finanziari utilizzabili dalla banca centrale cinese sarebbe un punto di partenza importante nel contenimento della volatilità del mercato azionario.

Leggi la ricerca selezionata da R&CA cliccando sul seguente link:

China: looking for new monetary policy tools


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