28 gennaio 2020
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Cina sotto scacco del Coronavirus

 

Gli operatori sanitari internazionali seguono con apprensione le notizie dall’Asia per i crescenti decessi e l’estendersi della pandemia da coronavirus proveniente dalla Cina; gli ultimi dati segnalano oltre 100 morti e 4500 persone contagiate, mentre i ricercatori dell'Università di Hong Kong ritengono che il numero di affetti possa essere molto più elevato stimando almeno 44.000 le persone infettate nella sola città cinese di Wuhan. I primi dati hanno indicato una mortalità dei casi rilevati troppo elevata, addirittura del 20% delle infezioni; in realtà le informazioni sono frammentate e risulta impossibile avere un quadro chiaro tenuto conto dei 14 giorni di incubazione del virus. La drammatica situazione in Cina è acutizzata dalla veloce trasmissione del virus e dal numero crescente di paesi che rilevano casi di infezione non solo in Asia, ma in Nord America ed Europa (Germania e Francia). Il raffronto torna agli oltre 800 morti della SARS - sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus – focolaio iniziato nel novembre 2002 nella provincia cinese del Guangdong con tassi di mortalità iniziale di circa il 15% (oggi molto bassa), trasmessasi da un animale all’uomo e poi in forma aerea e contatto tra umani come in una classica influenza (tassi di mortalità a livello mondiale sotto il 2,5%, principalmente tra bambini e persone in età avanzata).

Precedenti impatti finanziari

Le analisi statistiche di confronto per i mercati finanziari fanno riferimento alle precedenti pandemie SARS, influenza Aviaria e Suina, queste ultime due meno significative. Per la SARS si deve considerare che la Cina ha raddoppiato il suo peso nell’economia globale rispetto al 2002/2003 quando l’epidemia si manifestò. Sebbene la gravità del virus di Wuhan resti da determinare, il raffronto con le precedenti epidemie mostra che a suo tempo il movimento di ribasso dei listini azionari è continuato anche nelle dieci settimane successive la pubblicazione dei primi dati sul contagio; nel caso specifico della SARS gli indici azionari più colpiti erano risultati quelli dell’Europa con un calo medio del 20%, mentre il drawdown dell’indice MSCI World era risultato inferiore del 10%. L’indice Hang Seng nello stesso periodo era sceso del 10% sia nel caso della SARS che per l’influenza Aviaria, similmente all’indice statunitense S&P500 con un meno 10% circa. Nei medesimi periodi si può rilevare la discesa dei rendimenti delle obbligazioni governative Treasury e Bund, sotto l’effetto dell’aumento dell’avversione al rischio degli investitori, sottolineato dell’aumento del prezzo dei metalli preziosi (Oro) e alla discesa di quelli industriali.

Mercati e stime macro

I principali listini azionari hanno subìto una battuta d’arresto dopo le preoccupazioni manifestate dal World Health Organization (WHO) per la pandemia da coronavirus, in particolare per i mercati asiatici operativi. Infatti i mercati in Cina risultano in vacanza per le festività del capodanno lunare e sembra rimarranno chiusi fino al 9 febbraio. I relativi ETF, fondi indicizzati agli indici cinesi quotati sui mercati occidentali, hanno subito perdite tra il 5 e l’8%. I settori più colpiti risultano quelli dei trasporti aerei, turismo, beni di lusso e consumi discrezionali, mentre la rotazione ha portato flussi di investimento su Treasury statunitensi, Metalli preziosi, Healthcare, in linea con le precedenti pandemie. Gli Strategist di portafoglio non sembrano al momento preoccupati, sebbene rimangano in attesa di capire in quale misura la crisi sanitaria impatterà la crescita in Cina e a livello globale. Secondo quanto riportato da rappresentati cinesi presenti al recente World Economic Forum di Davos, il governo cinese ha una previsione di crescita per il 2020 vicina al 6%. Alcuni economisti, alla luce della situazione odierna, indicano che il ‘blocco dell’economia’ potrebbe costare caro al paese, anche nell’ordine dell’1%, con ovvie ed importanti ripercussioni a livello globale visto il rallentamento già in corso. Sono comunque in molti a scommettere sull’efficienza cinese e la capacità di lavorare anche senza spostamenti. Dal punto di vista dei portafogli di investimento si deve sottolineare che l’alto grado di liquidità di sistema ha reso i mercati alquanto impermeabili alle recenti crisi geopolitiche, giudicando positivi i movimenti di consolidamento dei listini dopo gli ampi rialzi. Se da un lato gli investitori guardano con fiducia alle banche centrali, in questa fase transitoria, l’attenzione viene posta ai compressi livelli di volatilità e ai suoi possibili segnali, capaci di far scattare una rotazione significativa dei flussi tra classi di attività.

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Global: Wuhan vs. previous outbreaks

 


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