18 dicembre 2019
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Considerazioni di fine anno

 

Se da un lato gli strategist di portafoglio insistono nel ritenere corretto l’orientamento positivo nel 2020 dei risky asset, nel rispetto delle indicazioni degli economisti sulla tenuta della crescita economica globale e al sostegno delle banche centrali ai mercati finanziari, risultano invece più prudenti gli investitori che hanno registrato performance di crescita dei loro portafogli sopra ogni attesa e ne temono una prossima correzione significativa. In una asset allocation che sembra cavalcare l’onda di nuovi record, i consulenti statunitensi si appellano a due approcci: TINA (There is no alternative – non c’è alternativa) e FOMO (Fear of Missing Out – timore di rimanere esclusi … ‘dal party’). Eppure la convinzione che una revisione dei portafogli nel prossimo anno possa incidere sulle performance non è escluso dai tanti gestori di portafoglio che si dichiarano prudenti.

Geopolitica e valutazioni

Ci sono alcune ragioni chiave per leggere l’attuale rialzo borsistico, per molti inaspettato, innanzitutto come anticipatore di un ritrovato periodo positivo per l’economia globale e una maggiore visibilità sui fattori geopolitici che hanno pervaso le attese degli investitori. In particolare la vittoria schiacciante nel Regno Unito di Boris Johnson mostrerebbe un’accelerazione alla Brexit, mentre la firma di un primo accordo commerciale Cina – Stati Uniti pone un vantaggio alla riapertura alla ripresa degli scambi commerciali internazionali. In verità sono in molti a ritenere che visto il successo con la Cina, Donald Trump si ponga nuovi obiettivi di ridimensionamento del deficit commerciale Usa magari con l’Europa, grande esportatore verso gli Usa. Dal punto di vista delle valutazioni risulta evidente che alla forte salita dei listini non è corrisposto un altrettanto incremento degli utili societari evidenziando un aumento dei multipli. La velocità di crescita dei listini prelude quindi ad un recupero della redditività aziendale in parte scontata dalle attuali quotazioni.       

Guida il Dollaro

Tra i movimenti previsti per il 2020 sembra risultare più chiaro la possibilità di un ridimensionamento della forza del dollaro statunitense. L’inizio di una ‘vera’ campagna elettorale per le presidenziali del novembre prossimo non lascia spazio a precise previsioni, sebbene l’orientamento espansivo della FED e le stime di un rallentamento degli investimenti aziendali mostrino un lato ancora poco valutato indebolimento del biglietto verde, almeno in prossimità della fase più dibattuta della campagna. In questa logica gli scenari sono ancora molto difficili da interpretare. Lo spostamento dalla posizione attuale della Trumponomics verso una proposta democratica ‘pronunciatamente’ di sinistra lascerebbe intendere una netta revisione della politica fiscale espansiva di Trump; d’altro canto la discesa di Michael Bloomberg tra le candidature democratiche sembra controbilanciare questa eventualità.     

Portafoglio di investimento

La possibile revisione delle politiche fiscali statunitensi, una politica monetaria neutrale della FED per non condizionare le elezioni e la staticità societaria in attesa delle elezioni, potrebbero quindi indebolire il dollaro lasciando spazio al mondo emergente e ai metalli preziosi. In particolare la posizione quale diversificatore dell’Oro, e delle opzioni di strumenti di gestione Gold Mining, sono state più volte trattate sul blog quest’anno. Uno degli aspetti più interessanti è che l’Oro viene ritenuto importante nelle fasi di contrasto all’inflazione, ma come dimostrato nelle crisi di borsa del 2001 e 2008 ha agito da ammortizzatore nell’asset allocation durante le crisi economiche, dopo aver abbandonato dagli anni ’90 la sua correlazione con i prezzi al consumo; mantiene invece una sua dinamica di contrasto all’indebolimento del dollaro. Si deve anche aggiungere che gran parte dei governativi ad alto rating di lungo termine si trova con rendimenti negativi e quindi meno efficaci in caso di ribilanciamento dei rischi. Oltre alla essenziale diversificazione, la gestione del portafoglio nel 2020 si dovrà dimostrare attiva, selezionata e dinamica in uno scenario che offrirà varie opzioni e un’alta dispersione dei ritorni.

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Gold Is Not A Hedge Against 'CPI Inflation'


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