14 dicembre 2018
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Draghi abbassa le stime di crescita

 

Gli analisti finanziari si chiedono se i recenti dati che mostrano un rallentamento nella crescita economica dell’area Euro non dovrebbero essere meglio riflessi nelle indicazioni di intervento della banca centrale, che sembra invece proseguire nella sua strada. In realtà Mario Draghi nella conferenza stampa ha cercato di moderare le risposte confermando un processo di liquidità che ritornerà in equilibrio, nonostante lo stop agli acquisti di titoli previsto dal Quantitative Easing, senza peraltro approfondire il tema dei riacquisti sui titoli in caso di scadenza in pancia al sistema. Sulle modalità del reinvestimento dei titoli il governatore ne ha nuovamente sminuito l’importanza, evitandone i dettagli. Sul tema del cosiddetto “Twist” all’americana, con cui la Federal Reserve ha venduto titoli a breve per acquistarne a lungo termine, la BCE non risulta convinta preferendo una politica più neutrale.

Stime macroeconomiche

Dal lato delle stime macroeconomiche la banca centrale ha abbassato le sue previsioni per il 2019 in un quadro di rallentamento generale, aggiornando al ribasso le stime su crescita ed inflazione per l’Eurozona: nel 2019 il GDP dovrebbe crescere dell’1,9% (+2% era la stima di settembre) e dell’1,7% nel 2020 (1,8%); per l’inflazione una discesa dall’1,8% di quest’anno, all’1,6% del 2019, e poi una risalita lenta nei due anni successivi 2020 all’1,7% e 2021 all’1,8%. A dare ulteriore conferma di un generale rallentamento sono stati i dati di fiducia dei PMI, quali indicatori anticipatori. Il Flash Eurozone PMI Composite Output Index (manifatturiero più Servizi) è sceso a 51,3 punti (era 52,7 in Novembre) minimo da 49 mesi. L’indice Flash Eurozone Services PMI Activity Index è sceso a 51,4 punti (era 53,4); il Flash Eurozone Manufacturing PMI a 51,4 (51,8) minimo da 34 mesi; gli indici più colpiti dal ribasso sono stati quelli della Francia che sta attraversando un periodo politico difficile tra manifestazioni e attentati.

BCE in attesa del cambio delle guidance

Il dato sulla caduta della fiducia segnalato dagli indici IHS Markit Flash Eurozone PMI sembrano indicare l’avvicinamento di nuove guidance da parte della BCE atte a frenare l’avvicinamento di un freno all’economia per ragioni geopolitiche, anche se le previsioni di uno scenario centrale della BCE vedono una buona crescita sino all’intero 2020. Tassi di interesse stabili e accomodanti potrebbero essere invece supportati dalla continuazione delle operazioni di finanziamento a lungo termine, TLTRO, mirate ad agevolare lo sviluppo economico e comunque pronte ad ogni uso. Anche le banche saranno presto coinvolte sui processi di rifinanziamento, viste le scadenze di un largo ammontare di obbligazioni precedentemente emesse; anche in questo caso, per tenerne bassi i costi di riemissione si chiederà all’autorità monetaria centrale operazioni agevolate.

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Ribasso degli indici PMI dell'area Euro


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