13 settembre 2019
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Draghi rigioca il Quantitative Easing

 

Non possiamo chiamarlo neanche ‘Mini’ Bazooka perché siamo troppo lontani dagli 80 mld di Euro al mese decisi dalla BCE come programma di acquisto titoli (APP - Asset Purchase Programme) nel 2016/17. La cifra tanto attesa si ferma ad un modesto 20 mld al mese, seppure il mercato sembra aver apprezzato l’iniziativa. Ma come ha sottolineato il governatore Mario Draghi, è nel suo complesso che la manovra della Banca Centrale vuole essere incisiva: riduzione dei tassi di deposito di 10 bps a meno 0,5%; riapertura dell’APP per 20 mld Euro al mese da novembre senza data di scadenza; forward guidance: politica espansiva fino ad un dato concreto di ripresa inflattiva vicina la 2%; passaggio del sistema di riserva a due livelli per agevolare la trasmissione di liquidità nelle banche; migliori condizioni per le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) e prolungamento della scadenza da due a tre anni.

Manca la politica fiscale

Nella Conferenza Stampa, seguita dopo la lettura delle decisioni della Consiglio della BCE, Draghi ha comunque risollevato il problema della politica fiscale confermando il suo impegno a chiedere al governo centrale Europeo, e ai paesi che lo se lo possono permettere, di accelerare gli investimenti con iniziative concrete a favore di una espansione economica da tempo anemica. Le stime di crescita del PIL dell’ufficio studi della BCE hanno nuovamente ridotto le previsioni (GDP: 2019 +1,1% - 2020 + 1,2% - 2021 + 1,4%); ma anche le previsioni sull’inflazione restano basse (HICP: 2019 +1,2% - 2020 + 1% - 2021 + 1,5%) determinando la decisione di prolungare il programma APP senza un termine prestabilito.

Sistema Bancario

Riserve e TLTRO in questa nuova versione saranno comunque determinanti a sostenere la liquidità nel sistema bancario nonostante l’incertezza economica. Draghi ha risposto più volte con un “è stato ed è necessario” avere tassi negativi, alle insistenti domande dei giornalisti sull’impatto dei tassi negativi sui bilanci del sistema bancario. La risposta di Draghi riguardo ad un’ulteriore critica sul sistema bancario ha preso di mira la necessità delle banche di affrontare con decisione i cambiamenti digitali sull’offerta dei servizi bancari, aprendo alle nuove tecnologie. La reazione degli operatori finanziari è stata positiva con borse in rialzo; interesse sui governativi italiani con lo spread BTP – Bund sotto quota 140 bps. L’intero settore finanziario sembra aver preso atto che l’incertezza geopolitica ha ritrovato il supporto monetario delle autorità centrali. La natura limitata dell’intervento della BCE lascerebbe intendere l’arrivo di nuovi stimoli nei prossimi comitati e l’insediamento tra sette settimane del nuovo presidente della BCE Christine Lagarde; questa attesa tenderà a mantenere pressione ai rendimenti dei governativi dell’area Euro. Infine, la lettura di un tweet di Trump durante la conferenza stampa da parte di una giornalista ha fatto sorridere Draghi che ha riconfermato che la BCE non ha obiettivi sui tassi di cambio, ma solo di stabilità inflattiva; sono comunque in aumento gli analisti che hanno cambiato opinione sui tempi brevi per una svalutazione del dollaro Usa.

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