8 luglio 2020
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Economia ed Ecologia per il rilancio

 

La recessione economica globale causata dal lockdown da Coronavirus, irrecuperabile nel breve termine, ha posto al centro della discussione temi accurati su ‘cosa’ si è rilevato inutile o dannoso nel più recente sviluppo, in che misura si potrà migliorare, e quanto sia ormai necessario e non più procrastinabile. Temi come lo ‘smart working’ e le video conferenze (lavoro in remoto da casa) hanno posto dubbi sensati sul pendolarismo da lavoro, spazio e costi degli uffici, intasamento da traffico nei grandi centri urbani per la corsa in orario al presidio della scrivania, file di attesa davanti agli uffici pubblici per procedure burocratiche risolte agevolmente con un semplice servizio digitale, stress da affollamento e ritardo dei servizi di trasporto pubblici e privati, ecc. Tutto sembra tornare a ruotare intorno al tema della Sostenibilità che da anni continuiamo a rimescolare tra i vari progetti, ma che ad oggi rimane ancora molto da studiare e soprattutto da attuare.

La ricetta passa dagli Economisti

La ricerca è comunque avanzata definendone finalmente un campo di studio in carico agli economisti con il compito di quantificare la Sostenibilità con riferimento alle dinamiche economiche, flussi di finanziamento/investimento, scelte politiche, obiettivi ecologici e formazione culturale, attività con l’obiettivo di focalizzare il ‘benessere’ presente e futuro delle persone, la consapevolezza delle relazioni sociali in un’area locale e quindi aggregata multilivello fino ad un livello sovranazionale. L’indice di analisi prevalente vede principalmente l'intersezione del benessere economico e sociale con quello ecologico in qualità di più rilevanti per quantificare l’ammontare degli investimenti necessari e del loro finanziamento. Sono almeno quindi cinque le variabili di studio più esaudienti: emissioni di gas serra, rischi ecologici per capitale e lavoro, produzione e consumo energetico, qualità dell'aria, uso di acqua e superficie, variabili che ben si associano all'ecologia partono dalla Sostenibilità nelle grandi città in una minore distorsione.

Parametri di studio

L'analisi ha portato nel tempo alla creazione di numerosi indici, come quello Economist Intelligence Unit (The EIU) o del Siemens Institute per gli indici Green City, concentrandosi a vario titolo a livello locale su emissioni inquinanti, impatto energetico, qualità di aria ed acqua. I modelli esistenti confrontano in modo omogeneo città diverse, e distanti tra loro, con dati confrontabili, descrivendone caratteristiche e grado di Sostenibilità nel tempo. La distinzione tra emissioni di anidride carbonica tra traffico privato e pubblico si abbinano al tema più ampio di riscaldamento e raffreddamento dei blocchi residenziali, e di tutti gli altri edifici in base al loro utilizzo e consumo. Importanti nel confronto diventano quindi i dati di emissione e consumo pro-capite, tenendo conto delle diverse tipologie di emettitori e utenti. Da qui nascono i progetti per ottimizzare il sistema di trasporto pubblico di una città rispetto alla dipendenza da veicoli privati, usati magari da una sola persona e di incentivo al cambio di combustibile da riscaldamento. I temi economici entrano quindi nel merito della creazione del reddito pro-capite, di consumi e uso di servizi pubblici, e della loro qualità: in primis quello sanitario, che recentemente ci ha trovati impreparati.

Opportunità di sviluppo

Se da un lato l'interesse crescente nel campo della sostenibilità sembra derivare dalle minacce implicite di un collasso climatico, la politica oggi riconosce una valida motivazione nel ristrutturare modelli di produzione e servizi obsoleti e inefficienti. In una fase recessiva ad alta disoccupazione, Ricerca e Sviluppo di attività capaci di lavorare per la Sostenibilità rappresentano oggi più mai una spinta ad investimenti sia del settore pubblico che privato. Negli Stati Uniti si stimano interventi nelle aree metropolitane, al fine di soddisfare gli standard di sostenibilità delle disposizioni SDG 11 (Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite), per circa 12.000 miliardi di dollari. I dati di finanziamento mostrano la necessità, in tutti i settori coinvolti, di associare parte delle risorse pubbliche ad iniziative private. In concreto risulterebbero necessari 3.300 miliardi$ per il settore energetico, di cui almeno 100 miliardi privati, 469 miliardi$ per il settore ferroviario, di cui 116 miliardi$ privati, e 6.800 miliardi$ per le arterie stradali, di cui 3.400 miliardi$ privati. Sono oltremodo necessari investimenti ad alto grado tecnologico che mettano in gioco la preparazione delle giovani generazioni, che già per loro iniziativa stanno guardando con passione ai modelli sostenibili che non si fermino al riciclo e alla riduzione della plastica, ma nei modelli di efficientamento di tutte le risorse del pianeta e prevenzione ai cambiamenti climatici.

Leggi la ricerca selezionata da R&CA cliccando sul seguente link:

BBVA US 2020 MSA Sustainability Index

 


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