9 dicembre 2021
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Categorie: Global Bonds
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Emerging Market Debt

 

Gli asset dei mercati emergenti sono risultati sotto pressione nelle ultime settimane a causa dell'emergere della variante COVID-19, Omicron, ma anche per le indicazioni meno accomodanti su un possibile tapering accelerato dell’acquisto di titoli del presidente della Fed statunitense Jerome Powell. Gli spread delle obbligazioni sovrane degli Emerging Markets (EM) in valuta forte, si sono mossi al rialzo al livello più ampio dell’anno, raggiungendo i 391 bps. In effetti, mentre in generale gli spread obbligazionari sono scesi dai loro picchi più recenti, il contesto globale macroeconomico non risulta favorevole in avvio del prossimo anno ai mercati emergenti. Situazione ancora confusa in Cina per problemi regolamentari sulla tecnologia e finanziari nel settore immobiliare, preoccupazioni per la crescita globale, inflazione in netto aumento e previsioni di restringimento delle condizioni monetarie, rischiano di pesare proprio sulle prospettive di crescita economica di questi paesi. Il segnale finanziario vede flussi verso i fondi obbligazionari Emerging Markets virati in negativo, con deflussi netti dalla fine dello scorso mese di novembre.

Debito e interventi delle banche centrali

Tra le evidenti cautele degli analisti il peso dell'onere del debito nei paesi emergenti rimasto elevato, dato che diverse economie in via di sviluppo hanno aumentato la spesa di bilancio per sostenerne una crescita interrotta dalla pandemia. Le aspettative di tassi di interessi in rialzo negli Stati Uniti in abbinamento ad un USD che nel suo complesso si è rafforzato, aggiungono un punto di attenzione sui paesi che da tempo si finanziano principalmente in valuta forte, come ad esempio la Turchia, o paesi che dipendono dai flussi di investitori esteri, come il Sudafrica. In particolare, la situazione in Turchia rimane molto incerta; il mix di politiche disequilibrate ha causato una caduta di fiducia degli investitori. La banca centrale turca ha tagliato i tassi di interesse di 400 bps da settembre con un tasso di inflazione che a novembre ha raggiunto il 21,3% su base annua. Anche se il cambio USD/TRY risulta il più esposto tra gli asset turchi, il debito sovrano non può che rimanere vulnerabile a qualsiasi ulteriore peggioramento della situazione.

Allentamento della PBoC

Essenziale nel rapporto Debito/GDP risulta quindi la ripresa. Gli economisti hanno comunque abbassato le previsioni di crescita del GDP reale per il 2022 per i mercati emergenti, escluse Cina e India, di 0,1% al 3,5%, riflettendo in gran parte una revisione al ribasso di 0,5% dell'America Latina. Le previsioni per il 2023 e il 2024 rimangono invece sostanzialmente invariate, con una media del 3,1%, non particolarmente brillante. Gli analisti finanziari risultano neutrali sulla asset allocation dei titoli di stato Emerging Markets in valuta forte, visto che nell’analisi rischio-rendimento i livelli di spread non sembrano particolarmente attraenti. Una nota positiva potrebbe arrivare ancora dalla Cina con la banca centrale PBoC che ha iniziato un allentamento procedendo ad un taglio di 50 bps delle riserva obbligatorie delle banche commerciali RRR. Il calo del GDP cinese che per il prossimo anno potrebbe arrivare al 5% promuove l’opinione di molti economisti che vedono ulteriori politiche allentamento proprio nel primo semestre 2022, sostenendo un atteggiamento ancora favorevole per le obbligazioni sovrane cinesi in una prospettiva di medio termine.

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Economic Outlook Emerging Markets Q1 2022


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