31 gennaio 2020
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Categorie: Global Allocation
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FED e Mercati Usa Update

 

Il mercato riteneva scontata la conferma di staticità della Federal Reserve riguardo alla sua politica monetaria sebbene gli eventi degli ultimi giorni in Cina avessero provocato un aumento dei flussi di investimento sui Treasury statunitensi. Nel meeting del 28 - 29 gennaio il FOMC, Comitato esecutivo della FED, ha lasciato invariato l'intervallo target dei tassi sui fondi federali all'1,5-1,75% pronunciandosi per una posizione monetaria appropriata nel sostenere una prolungata espansione dell'attività economica con un forte mercato del lavoro e il ritorno dell'inflazione all'obiettivo del 2%. Unica modifica marginale l’interesse sul tasso di riserva in eccesso (IOER) aumentato di 5 bps all'1,6%, con l'obiettivo di favorire la negoziazione dei FED Funds nell'intervallo obiettivo del FOMC.

Prudenza del Comitato FED

La prima decisione di politica monetaria della Fed nel 2020 suggerisce che non dovrebbero essere previste variazioni durante l'anno, in linea con le proiezioni del FOMC fatte nel dicembre scorso. Due le variazioni di termini nella dichiarazione del Presidente Jay Powell: a) per le prospettive sulla spesa delle famiglie da "forti" a "moderate" e b) le aspettative del comitato per il 2% di inflazione da "vicini" all’obiettivo simmetrico a "tornare a", termini che escludono l’idea di un Comitato d'accordo per un inflazione al di sotto dell'obiettivo. Sul livello di equilibrio del bilancio FED, il Presidente Powell ha ammesso che il Comitato si aspetta on livello delle riserve vicino a quello osservato a settembre ($ 1,5 tr), ma anche deviazioni stagionali al rialzo. L’affermazione indicherebbe l’intenzione di ridurre gli acquisti di Treasury a breve.

Dati macro

L'economia americana è cresciuta costantemente nell'ultimo trimestre del 2019, continuando la più lunga espansione economica del paese, nonostante la guerra commerciale di Trump con la Cina. Il GDP è aumentato al 2,1% annuo nel quarto trimestre 2019, in linea con le attese; per l’intero anno l'economia statunitense è cresciuta del 2,3%, il tasso più basso dal 2016. Risulta oggi evidente che la problematica ‘coronavirus’ possa incidere sull’economia globale in misura differenziata tra aree; le prospettive di inizio anno per un rafforzamento della crescita globale nel 2020 potrebbero essere rimesse in discussione, sebbene risulti difficile al momento capirne l’incidenza sia interna che esterna in Cina. Per il 2020 le indicazioni di crescita per gli Stati Uniti rimangono comunque al di sotto del 2% e per qualche studio economico, oggi, appena sopra l’1,5%.

Mercato finanziario Usa

Il più recente record dell’indice azionario S&P500 è del 17 gennaio a 3329,62; sulla base di questo valore di chiusura, il suo rapporto P/E forward 12m risulta di 18,7x, un dato sopra le sue medie storiche: 5 anni 16,7x, 10 anni 14,9x, 15 anni 14,5x e 20 anni 15,5x. Guardando indietro, per ritrovare il livello di 18,7x si deve tornare al 28 maggio 2002, mentre il picco di P/E forward 12m degli ultimi 20 anni è stato registrato il 24 marzo 2000 a 24,4x in piena bolla delle dot.com. E’ evidente che il mercato stia scontando una buona ripresa degli utili dopo un anno statico, ma con una buona tenuta dei ricavi, + 5% stimato. Gli analisti stanno elaborando quanto la crisi sanitaria del coronavirus potrà impattare sui profitti delle società che hanno il loro business in prevalenza fuori dagli Stati Uniti, anche se l’esercizio risulta alquanto difficile e prematuro. Dal lato obbligazionario sono i Treasury ad essere protagonisti in questi giorni, con importanti flussi di investimento; la curva dei rendimenti ha subìto una forte pressione con la netta riduzione dello spread tra TBond decennali a 1,55%, il 2 anni a 1,38% in rapporto al titolo a 3mesi all’1,55%. Risulta evidente che si stiano ripresentando i sintomi di un’inversione della curva, segnale di avvicinamento ad una fase economica recessiva, tema già manifestato nell’estate scorsa e che la FED aveva gestito con un ripetuto taglio dei tassi di interesse. Il quadro sembra divenire meno lineare mentre il Dollar Index da inizio anno è salito dell’1,3%.

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FOMC Meeting: January 28th-29th


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