18 ottobre 2019
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FED inversione di corsia

 

Con la prossima riunione del 29 e 30 ottobre la Federal Reserve statunitense dovrà entrare nel merito della situazione di illiquidità che ha movimentato il mercato nelle ultime settimane; gli interventi invernali stanno comunque arrivando. Nel comunicato stampa dell’11 ottobre il FOMC, l’organo esecutivo della banca centrale, dichiarava che per garantire un'offerta di liquidità ampia, aveva approvato i seguenti interventi: a) alla luce dei recenti episodi di volatilità dei tassi overnight la Federal Reserve avrebbe acquistato Treasury (buoni del Tesoro americano) con scadenza entro il secondo trimestre del prossimo anno al fine di mantenere ampi saldi di riserva; b) inoltre, la banca centrale si impegna ad offrire operazioni a termine (REPO) e riserve overnight almeno fino a gennaio del prossimo anno per garantire che la disponibilità di liquidità rimanga ampia anche durante periodi di forti aumenti delle passività e capace di mitigare il rischio di pressioni del mercato che potrebbero influire negativamente sull'attuazione delle politiche. Con l'obiettivo di ciò il FOMC dovrebbe mantenere il livello di liquidità sostenibile e comunque “pari o sopra i livelli di inizio di settembre”. Risulterebbe inteso che raggiungimento tale livello, la liquidità dovrebbe essere mantenuta costante, mentre i titoli del Bilancio FED dovrebbero crescere "organicamente".

Impatto sul mercato finanziario

Insomma da Quantitative Tightening (QT) a Quantitative Easing (QE) tutto in breve, questa è sostanzialmente l’intenzione del governatore della FED Jerome Powell che riporta la banca centrale a comprare i buoni a breve termine del suo Tesoro e ad immettere ampia liquidità in un mercato che cominciava a manifestare una certa pressione. Gli strategist di portafoglio si sono divisi tra chi crede che Powell stia preparando un rally di fine anno ai Risky Asset, e altri che restano convinti che gli interventi non rappresentino che l’unico modo per riequilibrare un sistema finanziario che ha subito un restringimento monetario relativo troppo incisivo tra aumento dei tassi sui FED Funds, riduzione del bilancio FED e rafforzamento del dollaro. E’ evidente che sono ancora molti i fattori a giocare un ruolo nello sviluppo dei mercati finanziari in questa ultima parte dell’anno; dal lato geopolitico sono positivi i passi avanti negli accordi sui dazi tra Usa e Cina e una soluzione sul lato della Brexit. Ancor più importanti potrebbero risultare i report della stagione degli utili che confermerebbero una tenuta imprevista degli utili. Sul mercato obbligazionario l’apertura ad una sostanziale politica espansiva della FED dovrebbe far aumentare i rendimenti dei Treasury statunitensi più lunghi, in una logica di normalizzazione della curva dei rendimenti.  

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FED from QT to QE

 


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