9 settembre 2021
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Categorie: Global Allocation
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Financial Overview

 

L’estate finanziaria si è dimostrata ampiamente positiva; gli indici azionari MSCI a 3 mesi data (3MtD) vedono l’indice World a +4,47% (+18,36 da inizio anno), Europe +2,9% (YtD +16,05%), North America +4,86% (YtD +19,7%) e Pacific +4,65% (YtD + 13,59%), performance ampiamente sopra le attese di inizio anno che vedevano una crescita annua dei maggiori listini tra il 7 e il 9%. Gli analisti statunitensi hanno comunque sottolineato che la ripresa delle attività aziendali è stata sicuramente importante; i profitti da inizio anno sono risultati straordinari: le stime degli utili per l'intero 2021 già positive, sono aumentate di oltre il 20% rispetto alle previsioni di inizio anno. Ora le prospettive manifestano cautela per la sostenibilità prospettica dei margini operativi: tasse più elevate, regolamentazione più aggressiva, costi di produzione più alti, costo del lavoro in aumento. In aggiunta a questo rischio si stanno facendo sempre più concrete le ipotesi di rendimenti obbligazionari più elevati con una relazione tassi più alti e utili più bassi che potrebbe alimentare una correzione dei mercati azionari, ma anche aiutare gli investitori a digerire il recente rally storico riconciliandosi con una liquidità in calo, rendimenti più alti ed una fiammata inflazionistica.

Banca Centrale Europea

La conferenza stampa della banca centrale di settembre, tanto attesa dopo i commenti sul ‘tapering’ del presidente della FED Jeromy Powell a Jackson Hole, è risultata abbastanza ‘scontata’. La presidente della BCE Christine Lagarde ha aperto la lettura del resoconto del Consiglio direttivo elencando i dati di ripresa a livello economico e confermando la buona tenuta delle condizioni finanziarie nell’area Euro. Le stime economiche sono state marginalmente migliorate per quest’anno sebbene i dati sull’inflazione proiettati al 2023 risultino ancora abbondantemente sotto la soglia target del 2%; Real GDP 2021 +5%, 2022 + 4,6%, 2023 +2,1%; Inflazione 2021 2,2%, 2022 1,7% e 2023 1,5%. Per questo non sono ancora state previste modifiche all’attuale complesso di interventi, mentre eventuali cambiamenti sul fondo di emergenza pandemico PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme per acquisti di €80 mld mese) vengono rimandati al comitato di dicembre, in concomitanza dell’aggiornamento delle previsioni economiche. Lagarde ha anche definito riguardo al PEPP che non è previsto un ‘tapering’ (diminuzione graduale) ma una ‘recalibration’ (taratura) degli acquisti. Riguardo alla salita dei prezzi nell’Eurozona (in agosto inflazione + 3%) Lagarde conferma la tesi già espressa di una situazione temporanea causata principalmente dal forte rialzo dei costi energetici e dalla ripresa della domanda dopo il periodo di chiusura per Covid.  

Inflazione e Asset Allocation

Gli analisti finanziari rimangono convinti che il rialzo dei prezzi porterà una richiesta di restringimento monetario alla FED, e ad altre banche centrali, con la riduzione degli stimoli in modo che l'inflazione rimanga sotto controllo. La crescita del tasso di inflazione superiore al 2%, che ci si aspetta continui per alcuni mesi a venire, vede la combinazione di due rischi ovvero quello di un ripensamento della FED in ordine all’aumento dei tassi dei FED Funds, per il momento non previsto dal FOMC, con un "atterraggio duro"; il secondo per il prolungarsi dell’aumento dei prezzi con gravi conseguenze sulle richieste salariali che creerebbero un circolo vizioso. Gli investitori rimangono focalizzati sull’ipotesi di un ‘atterraggio morbido’ rispetto ad una FED paziente in attesa che nel 2022 l'inflazione scenda, mentre la crescita economica rimarrà robusta. Seguendo questo percorso gli strategist di portafoglio non hanno ancora cambiato la loro preferenza per gli attivi a rischio, anche se meno esposti alle azioni dei mercati emergenti e al credito High Yield statunitense, preferendo azioni Value, obbligazioni a bassa duration e indicizzate all’inflazione.

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