6 ottobre 2017
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Finanziari Europei raffreddati

      

Per quanto incerte ed inesplorate, le soluzioni che dovrebbero chiarire le relazioni politiche tra Madrid e Barcellona hanno già iniziato a produrre qualche affanno nei mercati finanziari dell’Europeriferia. A farne maggiormente le spese il settore finanziario accerchiato su due importanti fronti: il primo in relazione ad un prospettico aumento degli spread di Bonos e BTP contro il Bund tedesco per la vicenda referendum in Catalogna, e il secondo riguardo alla consultazione per una nuova normativa europea che prevede un ulteriore aumento delle garanzie in capo alle banche detentrici di NPL (non performing loans).

La restrizione della BCE

In realtà la proposta della BCE, che sembra di fatto costringere le banche ad aumentare nuovamente il patrimonio a garanzia delle posizioni di credito con garanzie reali, risulterebbe una restrizione importante a livello di concessione del credito in una fase di ripresa economica ancora poco consolidata. Il mercato obbligazionario infatti sta aspettando la prossima riunione della BCE di fine ottobre per scoprire come l’autorità monetaria centrale vorrà affrontante il cosiddetto Tapering ovvero la riduzione degli acquisti di titoli riferiti al programma di Quantitative Easing.

Mariano Rajoy vs Carles Puigdemont

Rimane peraltro aperta la situazione difficile in Spagna. Secondo gli esperti politici il governo centrale di Mariano Rajoy non ha molte strade da percorrere se non il ricorso all’articolo 155 della Costituzione. Ufficializzata la incostituzionalità del referendum all’autorità catalana, la vicenda passerebbe alla Commissione generale delle comunità autonome del Senato per annunciare prima lo scioglimento del parlamento catalano e il voto per una una proposta di intervento nelle attività politiche locali. Insomma un percorso complesso se Carles Puigdemont (nell'immagine), presidente della Catalogna, ne annunciasse l’indipendenza.

L’Europa sostiene la Costituzione spagnola

Da un punto di vista europeo, mentre i singoli paesi sostengono chiaramente la prevalenza della Costituzione spagnola, nessun intervento è stato al momento previsto. Puigdemont ha mandato un invito all'Unione Europea per una mediazione, tema che però non è stato preso in considerazione. La Commissione Europea ha invece chiarito che una Catalogna indipendente sarebbe fuori dall'Unione Europea e il suo sistema finanziario fuori dal finanziamento della BCE. In realtà le banche locali sono preoccupate, così come i risparmiatori. Il Banco de Sabadell si è già mosso per spostare la sede legale da Barcellona a Alicante proprio per timori di fuoriuscita di capitali da parte della clientela; la banca è la quinta in Spagna e da 140 anni con sede in Catalogna. La stessa situazione potrebbe avvenire per Caixabank che potrebbe spostare la sede legale nelle Baleari. Sul debito spagnolo la recente valutazione di Standard & Poor's ha lasciato invariato il rating pur evidenziando che la situazione catalana rimane un fattore di rischio. Si è inoltre in attesa il 20 ottobre della revisione sul debito sovrano di Moody's che potrebbe segnalare una flessione nelle prospettive del paese.

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Controversy in Catalonia: What does it mean for investors?


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