10 luglio 2020
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Global Banking Outlook

 

La domanda più difficile a cui rispondere è ‘quando avremo la possibilità di usufruire di un vaccino anti Covid a livello globale’; in realtà i mercati finanziari stanno scontando che già nella prima metà del 2021 potremmo avere una copertura significativa, se non totale, e soprattutto un supporto medicale più efficiente. La risposta al virus metterebbe quindi un termine alla sofferenza del settore bancario che non solo ha il problema della fornitura di liquidità alle aziende temporaneamente limitate nel business, ma ancor più preoccupante l’aumento dei default per le attività più colpite dalla recessione. Le stime degli analisti vedono per le banche di tutto il mondo perdite su crediti pari a circa 2.100 mld $ tra il 2020 e 2021 di cui 1.300 imputabile all'anno in corso, più del doppio del 2019. Le società di rating, particolarmente attente al settore, prevedono altresì un anno difficile sul fronte degli utili; molte non risulteranno in grado di assorbire l’impatto negativo, incorrendo in perdite operative nette e il rischio inevitabile di downgrade.

Aumento della digitalizzazione

Le analisi vedono circa il 60% delle perdite complessive su crediti in Asia-Pacifico, in successione Nord America ed Europa occidentale. Sarà fondamentale capire la durata, oltre alla profondità della recessione globale, in modo da stimare la potenzialità della ripresa e definire la qualità delle attività bancarie in base al sostegno fiscale dai governi e alle misure delle banche centrali. Le aree alla base del merito creditizio rimangono la capacità di ripresa dei ricavi, ma soprattutto della sostenibilità dei profitti. I tassi di interesse bassi saranno il new normal, sebbene alle aziende con un’elevata leva finanziaria potrebbe essere limitata un’ulteriore apertura di credito. Per quanto riguarda il sistema bancario è atteso un consolidamento delle attività come via per ridurre la capacità e migliorarne l'efficienza. Uno dei punti chiave sarà la digitalizzazione dei servizi; per fare questo saranno necessari ulteriori investimenti in risposta alle mutevoli preferenze dei clienti, all’utilizzo di smart working, big data, e intelligenza artificiale per contrastare il Cyber risk.

Sistema bancario italiano

In Italia, secondo le analisi, le risposte politiche potrebbero non avere un pieno successo nell'evitare danni economici permanenti. Alcune banche italiane sono entrate nel 2020 ancora con una significativa esposizione di NPL (non performing loans) e riserve di capitale inferiori rispetto alla media. A dicembre 2019, lo stock di NPL, al netto degli accantonamenti, rappresentava in media il 40% del capitale core Tier 1, rispetto al 5% -20% rilevato nelle banche con rating più elevato. Gli analisti si attendono perdite su crediti tra 140 pbs e 150 pbs nel 2020 e 120 pbs-130 pbs nel 2021, almeno il doppio rispetto ai 68 pbs-70 pbs riportati nel 2019. Sebbene il rapido aumento di NPL, principalmente a causa delle PMI, le perdite rimarranno complessivamente inferiori al picco della precedente crisi finanziaria. L’attuale recessione potrebbe ulteriormente compromettere la modesta capacità di profitto del sistema finanziario italiano, ampliando i rischi di sostenibilità del modello di business per un certo numero di banche, in particolare quelle più piccole e non diversificate, in attesa di un consolidamento del settore. L'esito dell'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo di UBI Banca sarà probabilmente un test importante per gli investitori.

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Global Banks Outlook Midyear 2020


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