11 maggio 2021
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Inflazione in risalita

 

Gli operatori finanziari, con l’accelerazione delle vaccinazioni anti Covid, hanno spostato la massima attenzione ai report macroeconomici ed in particolare all’inflazione. Uno dei dati più attesi è proprio l’indice CPI, dei prezzi al consumo statunitense, che vede un consensus di +3,6% ad aprile (era +2,6% a marzo), valore in netta risalita. A conferma di una ripresa degli scenari di inflazione a livello globale sono i prezzi alla produzione in Cina quale maggiore esportatore, aumentati ad aprile del 6,8% su base annua, dal 4,4% nel mese precedente, sopra le aspettative del 6,5%. Questo risulta il quarto mese consecutivo di aumento dei prezzi di fabbrica cinesi e il ritmo più alto dall'ottobre 2017, tra costante ripresa della produzione interna e aumento dei costi delle materie prime. I maggiori rialzi hanno visto infatti l’atteso rialzo dei settore estrattivo a +24,9% vs 12,3% precedente. In fase meno dinamica il tasso di inflazione sui consumi a +0,9% annuo, anche se la lettura cinese risulta la più alta più alta dal settembre scorso, guidata principalmente da trasporti e comunicazioni a +4,9% rispetto a +2,7% precedente.

Potere d’acquisto

Prezzi più alti rispetto all'indice di inflazione: in effetti ‘aumento dei prezzi’ e ‘inflazione’, secondo gli economisti non sono sinonimi. I prezzi di un bene potrebbero aumentare per un'interruzione dell'offerta, senza per questo influenzare altri prezzi, o al contrario, se sono le condizioni generali, come stimoli fiscali e monetari a generare inflazione, la ricaduta vede un’ampia gamma di beni a prezzi più alti. In termini finanziari anche limitati aumenti dei prezzi possono influenzare l'asset allocation tattica e le preferenze settoriali. Nel modello classico l'inflazione può avere impatti diversi sui portafogli rispetto a classi di attivo e settori che si dimostrano ‘riserve di valore’, così come beni reali, immobili, e risorse naturali.

Banche centrali

Gli analisti segnalano che l'atteggiamento delle banche centrali sia comunque cambiato. In questi periodi di volatilità dei prezzi, il tema rendimenti nominali implica che la Fed probabilmente si dimostrerà più lenta rispetto al passato prima di spingere in alto i tassi a fronte all'aumento dell'inflazione. Due importanti sviluppi dovrebbero aver luogo prima che la Fed consideri un rialzo: primo, l'indice dei prezzi core per le spese per consumi personali (PCE), l'indicatore di inflazione preferito dalla Fed, dovrebbe rimanere sopra il target del 2% per un periodo prolungato. L'attuale superamento dell'inflazione potrebbe essere infatti guidato da fattori transitori, legati alla situazione Covid. Serviranno quindi conferme sulla persistenza delle dinamiche disallineate tra domanda e offerta. In secondo luogo, sarà un’eventuale spirale di salita tra prezzi e salari, dettata dal comportamento di consumatori ed imprese, che potrebbe fungere da fattore trainante e potenzialmente far accorciare i tempi per un possibile rialzo.

Asset Allocation

Le aspettative di un’inflazione crescente, e rendimenti obbligazionari in risalita, stanno portando ad un cambiamento nella leadership del settore azionario. I titoli Growth hanno nettamente sovraperformato, dopo la Global Financial Crisis, e gli investitori hanno iniziato a ruotare i portafogli verso le azioni più cicliche e Value, tema che con le stime di crescita economica in ascesa ci si attende prosegua. L'irripidimento della curva dei rendimenti presenta una situazione favorevole ai finanziari, mentre una selezione di titoli capaci di ricaricare i costi crescenti potrebbe beneficiare degli stimoli fiscali in un contesto di solida crescita globale. L'aumento dell'inflazione può essere particolarmente pesante invece alle obbligazioni a tasso fisso, aggravato dai rendimenti attuali storicamente bassi. Se in generale, aspettative di crescita economica più elevate sostengono le obbligazioni societarie, lo spazio potrebbe ridursi con un aumento dell'inflazione crescente e persistente, fino ad erodere parte dei corsi nonostante il maggior flusso di reddito. Storicamente titoli a bassa duration e indicizzati all’inflazione hanno offerto una protezione al portafoglio in questo scenario. Sono quindi importanti i prossimi dati rilevati per stimare quanto l'inflazione si rivelerà transitoria, sia in termini di tempo che di ampiezza dell’escursione.

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Inflation: Preparing your portfolio for the surge


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