23 febbraio 2016
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Le Banche non amano i Tassi negativi

   

Il settore maggiormente colpito dalla volatilità è stato quello finanziario e guarda caso, subito dopo, sono emersi i sentori di una revisione al ribasso delle stime economiche sia per l’anno in corso, ma anche per il 2017. Abbiamo già affrontato il tema dei NPL (Non Performing Loans) in particolare parlando della situazione dei crediti inesigibili delle banche italiane, la necessità di approfondire il valore di copertura delle sofferenze e delle opportunità legate a fusioni e accorpamenti tra strutture domestiche con il coinvolgimento di Banche Popolari e Credito Cooperativo. Ma il tema riguarda comunque tutto il settore bancario internazionale.

L’effetto della politica espansiva

La riflessione vede seri dubbi sulla strategia monetaria delle Banche Centrali e l’impatto su bilanci e ovviamente profitti delle banche commerciali. Se analizziamo in particolare la scelta della BCE, la banca centrale europea, le azioni più importanti si possono sintetizzare nell’acquisto di titoli tramite il programma di QE (Quatitative Easing, 60 mld di Euro al mese) e la riduzione dei tassi di deposito in territorio negativo (- 0,30 bps). Ai risultati attuali potrebbe essere più utile aumentare il QE rispetto ad abbassare ulteriormente i tassi già negativi; l’effetto di discesa dell’Euro sembra in parte ormai scontato e successive diminuzioni dei Tassi sui Depositi sembrano contribuire in modo più limitato con il passare del tempo.

Per le Banche meglio l’aumento del QE  

Per il sistema bancario sicuramente alcuni aspetti sono positivi, pensiamo al QE: i tassi bassi hanno aiutato a ridurre il costo dei finanziamenti per le imprese (e quindi a ridurre NPL); ha sgonfiato il valore delle garanzie e quindi ridotto le perdite potenziali, gli schemi di rifinanziamento della BCE, in particolare LTRO, hanno sovvenzionato costi di finanziamento, in particolare per le banche periferiche, a tassi bassi e aiutato il focus sui servizi con un aumento di commissioni. Ora questo è in gran parte nei numeri mentre la discesa dei tassi sta ponendo alle banche il tema dell’intermediazione tra tassi creditori e debitori in una fase di tassi di interesse sempre più bassi e persistenti.

Bilanci bancari

Secondo gli analisti del settore finanziario l’esperimento dei ‘tassi negativi’ sta diventando pericoloso in quanto: a) si pensa ad un'erosione dei profitti bancari; b) incentivano le banche a stringere e non ad espandersi; c) potrebbero dimostrarsi un disincentivo alla concessione di prestiti in una fase che vede troppa dinamicità e volatilità sui rendimenti; e d) è tornato il rischio da effetti non lineari sul costo della raccolta bancaria dopo l’introduzione del ‘bail in’. Sembrerebbe un controsenso rispetto agli obiettivi di facilitare le condizioni di credito e dare supporto alla stabilità finanziaria. L’esperienza di Svizzera, Danimarca, Svezia si accodano a quelle del Giappone e mettono in luce una netta diminuzione dei margini di interesse e una erosione dei profitti tra il 5 e il 10%.

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Negative rates, a dangerous experiment


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