24 novembre 2017
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Liquidità BCE ancora elevata

 

In attesa delle decisioni della FED nella riunione di dicembre, dove probabilmente si annuncerà un nuovo aumento di 25 bps dei tassi sui Fed Funds, gli analisti europei guardano con più attenzione allo scenario che la banca centrale europea BCE si appresta ormai a realizzare. Ci sono ancora alcuni punti aperti nell’identificare con la massima precisione quello che potrebbe assumere una ulteriore divergenza della politica monetaria tra FED e BCE, chiamando in causa soprattutto il tema della liquidità di sistema nella zona Euro. La prima riflessione giunge ancora dall’economia statunitense che mostra dinamiche di crescita in progressione se non per i dubbi sul ritardo riguardo all’aumento di inflazione. I consumi negli Stati Uniti sono avviati in un trend positivo così come il tasso di disoccupazione ampiamente rientrato dai livelli catastrofici del 10% di fine 2009 ed oggi a livelli minimi da sempre a 4,1%. Dopo le minute del comitato esecutivo FOMC della banca centrale si registra comunque il timore di rimanere troppo indietro nella restrizione monetaria rispetto ad un trend economico ormai così ben impostato.

Programma di leggero restringimento solo dopo il 2020

Se quindi i dubbi sull’obiettivo di inflazione rimangono aperti nella FED, in Europa la situazione è ancora ben lontana da aumenti dei tassi di interesse. Per avere idee chiare e calcoli sulla liquidità di sistema nell’Area Euro gli analisti fanno riferimento al potenziale della innumerevole entità di strumenti implementati da Mario Draghi e alle dinamiche che proseguiranno nel tempo. Se si pensa solo all’allungamento del processo di acquisti mensili di 30 mld del Quantitative Easing i tempi si diluiscono ancora di molto. Con il piano di BCE completamente in vigore, APP (asset purchase programme), reinvestimenti e TLTRO (targeted longer-term refinancing operations), il bilancio della banca centrale dovrebbe secondo i calcoli degli analisti salire ancora nel 2018 fino a raggiungere i 2364 mld di Euro per tutto il 2019. Il calcolo vedrebbe la possibilità di una proroga degli acquisti di sei mesi dalla data ad oggi confermata del settembre 2018. Solo dal 2020 il bilancio risulterebbe in diminuzione, mentre con gli attuali dati il primo vero rialzo dei tassi di interesse dovrebbe essere annunciato addirittura dopo il 2021.

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Rates: The drivers of EUR excess liquidity

 


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