29 novembre 2017
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Mercati obbligazionari

 

Ci sono alcune regole che ci hanno da sempre aiutato nella composizione dell’asset allocation e che derivano da relazioni e correlazioni che nel tempo hanno avuto modo di sedimentare e offrono temi consolidati. Tra questi è quello del ‘More growth, dearer money’ ovvero in una economia in crescita il denaro risulta più caro. Infatti quello che sta avvenendo negli Stati Uniti è proprio un primo movimento di rialzo dei tassi da parte della FED a fronte di una buona ripresa dell’economia rappresentata innanzitutto dal forte arretramento del tasso di disoccupazione. Eppure l’altro tema molto inerente alle regole è quello del tasso di inflazione ‘addomesticato’ che in una economia come quella degli Usa, dove i consumi sono in ripresa, non offre particolari indicazioni.

Economia globale sincronizzata 

In una visione globale possiamo inoltre sottolineare che siamo all’interno di una fase del ciclo con un ritrovato sincronismo nella crescita economica ed il rafforzamento del commercio internazionale. Secondo gli analisti, fatto salvo una grave crisi geopolitica, si ritiene che la crescita globale rimanga virtuosa anche nei mesi a venire e addirittura possa accelerare. I fattori di crescita che si riferiscono alla dinamica positiva di occupazione e salari in combinazione con ulteriori spinte fiscali, trova ad ostacolo il pronunciamento di un lento processo di politica monetaria meno accomodante con condizioni del credito più restrittive, a fronte di un moderato aumento dei prezzi delle materie prime. Questo ultimo elemento porterebbe ad ipotizzare un evidente convergenza del ritmo di espansione del ciclo economico tra paesi avanzati ed emergenti.

Il movimento delle curve

I rendimenti obbligazionari sono quindi in una ultima gamba di un ciclo lunghissimo di ribasso? Secondo gli analisti mancherebbe ancora un segnale ovvero quello della mancata crescita dell’inflazione. Perché le banche centrali dovrebbero accelerare i tempi su un rialzo dei tassi quando l’economia sembra avanzare in perfetto equilibrio. Una seconda ipotesi che i gestori del portafoglio obbligazionario avanzano è che il periodo del New Normal (proiezione prolungata di tassi di crescita economica sotto la media storica) possa proseguire ancora molto nel tempo a causa di un mutamento strutturale nei tassi di produttività a causa della tecnologia. In questo caso si ipotizza che le curve dei rendimenti tenderanno ad appiattirsi ulteriormente in un mercato dove i tassi di lungo termine si muoveranno in un range ridotto, mentre la volatilità sarà relegata sui tassi di breve termine.

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Bond bull market


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