27 aprile 2017
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Categorie: Global Bonds
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Mercato Obbligazionario

 

Nella conferenza stampa, dopo la decisione della BCE di lasciare immutate le indicazioni di politica monetaria, il presidente Mario Draghi enumera i dati postivi macroeconomici raggiunti dal 2011 ad oggi (ovvero dal suo insediamento a Francoforte), ribadendo quanto sia stata efficace la sua iniziativa nel processo di recupero strutturale. I dati evidenziati riguardano innanzitutto l’inflazione che dai massimi del 2% di inizio anno sono già rientrati all’1,5% e della battuta d’arresto dei timori deflattivi. Il secondo è quello del tasso di disoccupazione che nella zona Euro raggiunge il 9,5%, ancora molto alto rispetto agli Usa, ma rientrato dall’oltre 12% di inizio 2013.

Indicatori di fiducia positivi

A confortare la buona tenuta della ripresa l’ulteriore crescita dell’indicatore Flash PMI Composite della Produzione dell’Area Euro di aprile a 56.7 punti (56.4 a marzo) con il valore record da 72 mesi. Sia nel settore manifatturiero che nel terziario la crescita si è dimostrata in accelerazione toccando il valore più alto da aprile 2011, con il settore industriale che ha registrato il tasso di espansione più rapido rispetto al terziario. In questo contesto ci si aspetta un miglioramento dei conti societari e un calo progressivo dei tassi di default. I dati più interessanti sul tema default a livello globale potrebbero proprio arrivare dai settori più penalizzati negli ultimi anni quali come quello petrolifero in Usa e dei Materials.

Corporate e High Yield Bonds

Le prospettive positive a livello macroeconomico e l’atteggiamento meno espansivo delle banche centrali potrebbero in realtà trovare un mercato troppo ottimista sulle obbligazioni, quanto potenziale ha ancora questo segmento da offrire? Nonostante il comparto a spread abbia fatto molto bene nell'ultimo periodo, i gestori rimangono convinti che in realtà non ci si deve aspettare significativi guadagni sui prezzi delle obbligazioni, tuttavia ci sono ancora società che offrono potenziali di rialzo del prezzo, soprattutto nella gamma di rating da B alla tripla C. In gran parte dell’universo investibile le "Rising stars", ovvero le aziende in grado di migliorare il loro rating di credito a Investment Grade, offrono evidenti potenziali di ritorno. Non si deve dimenticare inoltre il livello di rendimento relativo nei confronti dei titoli sovrani che rimangono per esempio in Europa per gran parte a rendimento negativo. In ultima analisi si riscontra una domanda crescente di questa classe di attivo per ampliare la diversificazione e mantenere un bilanciamento del portafoglio; utile comunque utilizzare fondi a gestione attiva con un gestore capace di selezione gli emittenti più promettenti.

Leggi la ricerca seleizonata da R&CA cliccando sul seguente link:

Growth, solid fundamentals and a persisting search for yield


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