26 giugno 2014
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Categorie: Global Bonds
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Nord Europa e Area Euro

Dopo il dettagliato intervento della BCE che ha posto il chiaro obiettivo alle banche dell’area Euro di accelerare il meccanismo di trasmissione della liquidità a favore dell’economia ‘reale’, le reazioni dei mercati obbligazionari sono sembrate abbastanza scontate evidenziando la linearità degli operatori con le attese di politica monetaria: tassi a breve ‘bloccati’ per molto tempo.

Gli analisti restano convinti che un’ulteriore spinta monetaria espansiva nell’area Euro dovrebbe arrivare entro fine anno e probabilmente, in questo caso, si potrebbe profilare uno ‘steepening’ delle curve dei rendimenti. Le considerazioni più generali abbracciano l’idea che negli Usa i sintomi di inflazione vedano una pressione salariale che aprirebbe la strada ad un aumento dei rendimenti anche improvviso; ricordiamo che tra fine 2008 ed inizio 2009 in poco meno di sei mesi il rendimento del UST10y è passato dal 2% la 4%. Sulle curve dei rendimenti europei potrebbero agire anche fattori quali l’indebolimento dell’Euro e una ripresa economica allargata alle aree periferiche. In questo scenario è cambiato anche l’atteggiamento delle banche centrali del Nord Europa con la Riksbank svedese pronta ad abbassare i tassi alla riunione del 3 luglio e la Norges Bank a seguire in scia, per mantenere il passo all’economia norvegese. La banca danese Nationalbanken ha già provveduto in tal senso e secondo gli analisti l’allargamento dello spread sui rispettivi titoli tedeschi prezza un rischio a buon mercato.

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European FI Strategy

 

 


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