12 novembre 2019
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Performance Equity vs Bond

 

In attesa delle strategie per il nuovo anno, in prossimità di rilascio nelle prossime settimane, gli operatori finanziari segnalano un aumento delle posizioni di attivi più rischiosi per beneficiare dei rialzi sui listini azionari e arrotondare performance già straordinarie. I commenti degli esperti sembrano unanimi precisando che dietro il rally delle ultime settimane ci sono i miglioramenti nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, le stime positive per un accordo sulla Brexit e prospettive di stabilizzazione della crescita globale nei trimestri a venire. Sono soprattutto questi sviluppi a contribuire alla maggiore propensione al rischio degli investitori e al sell-off degli indici obbligazionari ad alto rating.

Cambio di rotta dei flussi

I rendimenti dei governativi si sono mossi velocemente al rialzo con l’US Treasury a 10 anni verso il 2% e il Bund 10y tedesco a - 0,25%. Anche gli asset più difensivi, come i metalli preziosi, hanno visto ridurre marginalmente le posizioni a fronte di un aumento delle prese di beneficio. In questo clima di euforia generale, guidata dai record dei listini statunitensi, i mercati azionari dell’area Euro sono tornati a salire, dopo la pausa per i timori di rallentamento della locomotiva tedesca, guidati dall’indice DAX riposizionato a ridosso dei precedenti massimi storici (13.479 punti il 3 novembre 2017) con l’obiettivo di proseguire il trend e superare il precedente record.

Temi chiave per il 2020

I temi di discussione proposti nei comitati di investimento per la stesura dell’Investment Outlook 2020 sono circostanziati sostanzialmente da quattro punti chiave: - ciclicità tra crescita e recessione economica e introduzione di nuove politiche fiscali, - iniziative di intervento monetario delle banche centrali, - capacità di tenuta di investimenti e profitti societari, ed infine - strategia di investimento per i portafogli mobiliari. Dalle prime indicazioni sommarie per la parte macroeconomica non dovremmo risentire di particolari criticità per il 2020; gli economisti stimano uno scenario centrale di stabilità e/o moderata espansione: la crescita del Real GDP World dovrebbe posizionarsi appena sopra il 3%, leggermente migliore di quest’anno.  Per quanto riguarda la politica monetaria l’attuale indirizzo espansivo di FED e BCE sembra presentare una sostanziale pausa, in attesa di effetti concreti.

Multipli di valutazione P/E fwd

Investimenti societari e profitti saranno invece i dati più difficili da stimare con precisione, soprattutto per il quadro valutativo: un rallentamento degli utili aziendali spalancherebbe le porte ad un ulteriore espansione dei multipli di valutazione. Le variazioni al rialzo dei P/E ratio fwd 12 mesi da inizio anno sono significativi: MSCI All Country World 13x contro l’odierno 15,6x; MSCI US 14,6x contro il recente 17,7x; MSCI EMU 11,3x contro 13,9x attuali; MSCI Emerging Markets 10,5x verso 12x; MSCI Japan 11,2x e oggi a 13,8x. Si deve comunque sottolineare che gli attuali livelli risultano in linea sia con la fase matura del ciclo dei profitti che con prospettive di mantenimento di tassi di interesse generalmente bassi, se non negativi come in Giappone e area Euro.  

Presidenziali Usa, evento centrale del 2020

Un evento importante sarà la lunga campagna elettorale che accompagnerà per tutto l’anno i mercati degli Stati Uniti, fino all’elezione del Presidente nel prossimo novembre. Se tanto è stata oggetto di attenzione la “spinta protezionistica” di Trump, ora ci si chiede quanto ancora potrà coesistere nei programmi elettorali con la prospettiva di un prossimo rallentamento economico. Non va inoltre dimenticato che la spinta degli indici azionari americani è anche il risultato di politiche di taglio di tasse e imposte e agevolazioni fiscali per il rientro dei capitali; questa politica ha molto aiutato le società quotate in contrapposizione all’acuirsi di una ‘guerra commerciale’ Usa – Cina e ad una rivalutazione del dollaro: da inizio anno l’indice S&P500 è cresciuto ad oggi del 23%, compensando oltre misura il meno 7% del 2018. L’altro lato della medaglia è la preoccupazione dell’aumento del debito pubblico statunitense, ben oltre il 100% del GDP.

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Debating our 2020 outlook


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