7 maggio 2021
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Categorie: Global Allocation
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Portafogli vs Paris Climate Change

 

La forte attenzione ai temi della sostenibilità sociale ed ambientale è entrata nella retorica dei gestori di portafoglio tanto da proporre una selezione di fondi con alla base le diverse strategie ESG - Environmental, Social, Governance. Al centro ovviamente l'accordo di Parigi, parte della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, con l’obiettivo di limitare l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi Celsius in questo secolo. Il numero di ETF ‘ESG’ è aumentato in modo esponenziale, mentre i flussi di investimento sono passati da 45 mld$ mensili di due anni fa agli attuali 260 mld$. La domanda che molti investitori si stanno facendo è come si può allineare i propri portafogli agli obiettivi previsti dall’accordo di Parigi? Una prima risposta è sicuramente ridurre o escludere gli investimenti in società altamente esposte ai rischi del cambiamento climatico, alle vulnerabilità associate al sociale e a problemi di governance. Un altro approccio è orientare il portafoglio verso società che svolgono un lavoro attivo nella gestione dei rischi del cambiamento climatico; ciò comporta l'analisi delle emissioni di carbonio delle società. Ancora più specifica è la ricerca e selezione di aziende che stanno affrontando in modo aperto gli obiettivi ambientali e sociali, considerandole una forma di investimento tematico.

Approccio Istituzionale attivo

Ma si può pensare di eliminare completamente il carbonio dal portafoglio? Secondo gli analisti finanziari si tratta di un’ipotesi non fattibile: il carbonio è troppo radicato nella nostra intera economia e una tale limitazione troverebbe un portafoglio con troppe poche opportunità di investimento. Il processo è comunque avviato e la determinazione sarà un fattore chiave nel cambiamento, soprattutto con un’economia globale che sta ponendo degli obiettivi all’uso dei combustibili fossili. Risulta un punto importante di intervento anche la presenza del gestore di portafoglio all’interno della compagine sociale capace di influenzare la gestione della società premendo sugli strumenti interni di governance. Ci sono infine le banche centrali, le autorità di vigilanza finanziaria, le istituzioni consultive che possono contribuire ad una maggiore attenzione ai temi ESG. Sono in particolare le banche centrali e le autorità di vigilanza del mercato che sono consapevoli delle vulnerabilità ad esposizione verso settori che potrebbero essere a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Il Network for Greening the Financial System è un gruppo di 89 tra Banche centrali e Autorità di vigilanza che include la Federal Reserve statunitense e la Banca Centrale Europea. La loro opinione ai cambiamenti legati al clima rispetto alle iniziative operative sono di fattibilità, sebbene prevedano sfide ancora da verificare. Lagarde, presidente della BCE, ha più volte espresso la necessità di una più ampia revisione strategica dei controlli alla luce di queste tematiche.

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Stock investing to help combat climate change


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