26 febbraio 2021
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Powell spinge i rendimenti

 

Gli operatori finanziari stanno azzardando sul potenziale rialzo dei rendimenti governativi dopo che il presidente della FED Jerome Powell ha dato il suo via libera nella recente testimonianza al Senato statunitense, sottolineando che l’attuale irripidimento della curva dei tassi non è altro che il risultato di un’economia forte. Secondo gli analisti obbligazionari, dopo una lunga galoppata che aveva portato i rendimenti dei titoli decennali sempre più in basso, il trend è improvvisamente cambiato tanto che la salita del decennale è stata in generale una sorpresa per la sua rapidità. Ad inizio 2020 il rendimento del Treasury decennale statunitense aveva toccato un minimo di periodo a 0,6%, salito in seguito a 0,9% a fine anno: oggi è visto oscillare intorno a 1,5% dopo aver raggiunto una punta massima a 1,61%. In una recente asta di $ 62 miliardi di titoli del Tesoro a 7 anni, la domanda si è dimostrata storicamente bassa con tassi in forte risalita intorno a 1,37%. Il trend di rialzo dei rendimenti ha continuato anche dopo che il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha minimizzato il rischio di inflazione, dicendo che potrebbero volerci tre anni per raggiungere in modo coerente l'obiettivo della banca centrale; Powell ha anche ribadito che l'inflazione rimane ancora ‘debole’ e che la banca centrale ha comunque gli strumenti per tenerla sotto controllo se dovesse surriscaldarsi. In Europa il Bund decennale tedesco ha seguito il rialzo del rendimento arrivando sotto la quota di -0,3%, così come rispettivamente per tutti i governativi dell’area Euro.

Mercato Azionario in altalena

Il balzo dei rendimenti del Tesoro americano ha chiaramente creato incertezza nel mercato azionario con una volatilità in forte rialzo. Ad inizio anno le previsioni di performance per gli indici azionari nei 12 mesi del 2021 erano stimate intorno al 6%, in linea con le indicazioni degli economisti che stimavano un'economia in ripresa nell’anno di un altrettanto 6% medio. Lo scenario oggi sembra molto cambiato; il forte rialzo del rendimento del governativo decennale USA all’1,5% ha visto il suo riposizionamento al di sopra del tasso di rendimento da dividendi dell'S&P500, attestato secondo i calcoli degli analisti a circa l'1,43%, rispetto ai dividendi degli ultimi 12 mesi. Il raffronto tra rendimenti è da sempre un importante parametro di riferimento per i grandi investitori che monitorano le valutazioni rispetto al rischio (ERP – premio per il rischio delle azioni), dove alla base del calcolo i Treasury sono considerati il tasso privo di rischio. La forte risalita dei rendimenti obbligazionari a lungo termine vede ora i dividendi azionari venir meno al premio sulle obbligazioni. Secondo gli analisti sarà molto importante capire quando si troverà un punto di equilibrio; la rotazione dei gestori dalle azioni verso le obbligazioni sembra ormai avviata, in particolare per i portafogli multiasset bilanciati. Le prospettive degli strategist vedrebbero anche una parziale presa di profitto sui settori azionari che si sono avvantaggiati dalla crisi sanitaria e che sono stati per lungo tempo oggetto di flussi di acquisto, quale alternativa a rendimenti obbligazionari vicini a zero.

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The commodity price doom loop

 


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