22 giugno 2022
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Ripresa in Cina

 

Nel lungo periodo la Cina rimane concentrata a risolvere la ‘trinità impossibile’ della macroeconomia internazionale, un trilemma, ovvero l'idea di rendere possibile per il paese avere tre variabili coordinate e operanti contemporaneamente: valuta stabile, libera circolazione in totale assenza di controllo sui capitali e politica monetaria indipendente. Nelle politiche del 2022 le autorità cinesi definiscono la ‘trinità impossibile’ in modo contingente: politica ‘tolleranza zero Covid’, politica monetaria sincronizzata e obiettivo di crescita del 5,5%, tre variabili di breve termine. Questo significa che la Cina non possa raggiungere contemporaneamente lo "zero Covid", una politica monetaria sincronizzata con la FED statunitense per mantenere la stabilità finanziaria e l'obiettivo di crescita del 5,5%, ma dare priorità almeno a due di essi scarificandone il terzo. Dato che allo stato attuale le autorità sono ancora impegnate a mantenere la politica ‘zero Covid’, ci sono solo due possibili mix di politiche per il futuro: se la Cina vuole ‘Zero Covid’ e un obiettivo di crescita del 5,5% come annunciato, deve condurre misure di allentamento monetario molto aggressive, esattamente all’opposto della FED statunitense, con il rischio di uscita di capitali e deprezzamento del RMB; oppure nel caso di ‘Zero Covid’ e politica monetaria sincronizzata con la FED statunitense per agire sulla stabilità finanziaria, si dovrà accettare un tasso di crescita più basso del 5,5%. Secondo le recenti mosse politiche le autorità stanno cercando di sperimentare un modello che potrebbe risultare complicato con il rischio di colpire solo parzialmente ognuna delle variabili obiettivo.

Macroeconomics

I dati macroeconomici più recenti vedono a maggio un rimbalzo degli indicatori sopra delle aspettative di mercato; dal lato dell'offerta, la crescita anno su anno della produzione industriale è salita allo 0,7% a/a dal -2,9% a/a del mese precedente, mentre la ripresa dal lato dell'offerta è arrivata dal lavoro con una gestione ‘a circuito chiuso’ del manifatturiero evitando il lockdown a Shanghai e dintorni. Importante contributo è arrivato dal comparto manifatturiero della produzione di veicoli elettrici balzata al 108,3% a/a dal 42,2% del mese precedente, supportata dalla priorità dell'economia verde. Rimane comunque la produzione automobilistica tradizionale che ha ridotto il calo da - 43,5% a/a a -4,8%, e la produzione di device tecnologici. Mentre le vendite al dettaglio di maggio hanno recuperato da - 11,1% a/a - 6,7%, i ricavi dei ristoranti sono rimasti invariati e i gioielli crollati, le automobili sono scese del -16% a/a da -31,6%. Le riaperture graduali dopo il primo giugno fanno prevedere un ulteriore rimbalzo sia della produzione industriale che dei servizi. Infine gli investimenti in attività fisse (FAI) si sono ulteriormente consolidati rispetto alla lettura precedente sebbene sopra del consenso del mercato; il FAI è sceso a + 6,2% a/a dal 6,8% precedente, consenso a + 6%, con una crescita su base mensile in accelerazione a 0,72% m/ma da -0,85 mm; l’obiettivo è quello di un allentamento fiscale più espansivo per sostenere gli investimenti infrastrutturali e un'allocazione efficiente delle emissione di titoli di Stato locali. Nel complesso le riacutizzazioni dell'Omicron a fronte della politica ‘Zero-Covid’ continuerà a pesare sulla crescita economica che vede le attuali stime per il 2022 fermarsi a + 4,5%.

Mercato azionario

Dopo un lungo periodo negativo, ad un mese data le azioni cinesi hanno intrapreso un’evidente ripresa innestando un netto decoupling con il resto del mondo. L’indice Shanghai Composite ha guadagnato il 4,5% rispetto al – 3,5% dell’indice statunitense S&P500 e – 4,5% dello Stoxx50 europeo. Secondo i media statali le autorità cinesi sono in procinto di implementare misure a sostegno dell'innovazione tecnologica per le piattaforme Internet a seguito dell'appello del Politburo per uno ‘sviluppo sano’ del settore. Dopo gli importanti ridimensionamenti la visione a medio termine è tornata positiva sui principali nomi tecnologici cinesi in un contesto normativo che una volta chiarito potrà spingere il settore verso una rivalutazione. La ripresa delle riaperture a giugno, associata al sostegno politico, dovrebbe migliorare ulteriormente il momentum delle attività economiche. Gli analisti stimano la crescita degli utili per l'MSCI China all’11% per l’anno in corso e del 15% per il 2023. Anche le valutazioni P/E fwd12m a 11,2x risultano allineate alla fase economica e comunque corrispondenti al MSCI Emerging Markets a 11,1x; a livello globale il P/E fwd12m vede l’indice MSCI AC World a 14,1x. Oltre ai settori ciclici e value, gli analisti sottolineato opportunità derivanti dalle riaperture con una selezione di società nei settori della ‘nuova’ economia dei consumi, dell'auto, della tecnologia, dell'industria e delle energie rinnovabili. Importante l’analisi sulla tenuta dei profitti a fronte di ricavi più elevati ma anche delle pressioni inflazionistiche dei costi.

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China equities buck global sell-off with bumpy recovery intact


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