28 giugno 2016
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Sistema Europa Macchinoso

 

La discussione interna ai paesi Euro trova due punti sicuramente di attenzione riguardo all’aspetto più burocratico di Bruxelles, ovvero l'anemia economica che più un generale mette in luce un malessere evidente rispetto alla situazione globale, e in secondo luogo l’eccessiva fiducia riposta nella politica monetaria della BCE rispetto a necessarie scelte economiche e fiscali per lo sviluppo. Sul primo punto è facile sostenere quanto siano state poco efficaci le attività della sede belga in termini economico sociali per il rilancio dell’Europa, vedi tra l’altro il tema immigrazione, investimenti agevolati e l’ultimo di Brexit. Rimane chiaro il forte divario europeo tra centro e periferia, con disequilibri di bilancio sempre più marcati, e risultati sul movimento degli investimenti che trovano un ampio range nei tassi di rendimento dei titoli sovrani.

Piano Junker a rilento

Sul secondo punto, forse potrebbe essere sufficiente una breve analisi sul piano di investimenti per l'Europa, cosiddetto "piano Juncker", operativo ormai da circa un anno. Definito una delle priorità politiche della del governo Juncker aveva preventivato in tre anni di sbloccare 315 mld di euro di investimenti e aggiungere tra i 330 e 410 mld di PIL, con più di un milione di nuovi posti di lavoro in Europa. Il progetto sbandierato dal governo centrale avrebbe utilizzato un mix di risorse finanziarie provenienti dal bilancio centrale e il supporto della BEI per i progetti più rischiosi e innovativi; non ultimo l’obiettivo di rimozione delle barriere di movimento delle risorse nell'UE e di rafforzamento nei sistemi bancari.

European Fund for Strategic Investments (EFSI)

L’attenzione si è concentrata sul fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI), primo pilastro del piano, che offre una garanzia di 16 mld di euro dal bilancio comunitario a cui vengono integrati 5 mld di capitale proprio della BEI. Il regolamento EFSI è stato ufficialmente approvato nel giugno dello scorso anno e ha iniziato a sostenere i primi progetti. Il risultato è che a fine maggio il fondo ha approvato finanziamenti complessivi per 12,8 mld di Euro; la parte più consistente riguarda operazioni di infrastrutture e innovazione, ad oggi 9,3 miliardi di Euro, mentre il 30%, 3,5 miliardi sono stati stanziati per progetti collegati alle PMI. In totale, 64 progetti di innovazione e infrastrutture e 185 accordi di finanziamento per le PMI, piccole e medie imprese. Secondo la BEI e la Commissione Europea, l'investimento dovrebbe innescare 100 mld di indotto e seguire il piano di sviluppo dei 315 mld di Euro nei tre anni. E’ evidente che un’accelerazione diventa essenziale, tenendo conto che questo primo anno non si è ancora visto niente di concreto e rimangono solo due anni per vedere il famoso milione di posti di lavoro.

Leggi la ricerca selezionata da R&CA cliccando sul seguente link:

Promoting investment in Europe: Where do we stand with the Juncker Plan?

 

 


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