23 marzo 2021
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Sottoperformance UST 10y

   

L'attenzione del mercato rimane sull'aumento dei rendimenti obbligazionari in relazione a possibili scatti dell'inflazione e una reazione malcelata delle banche centrali. L’irripidimento della curva americana ha visto il rendimento del Treasury USA a 10 anni salire fino all'1,75%, mentre il 30 anni avvicinarsi al 2,5%. A fronte di una sottoperformance del Treasury (l’ETF Ishares $ Treasury 7-10yr a -14,4% in 12 mesi) gli analisti confermano che le azioni offrono ancora un interessante rendimento potenziale su base assoluta in grado di assorbire rendimenti più elevati in uno scenario di forte riaccelerazione della crescita economica. D’altro canto la Fed da tempo ribadisce il suo impegno per una politica che tenga i tassi bassi attraverso il suo programma di acquisto di obbligazioni, tema che gli operatori di mercato temono interrompersi sulla parte più lunga della curva, sulla scia della congiuntura positiva e l'appetito della Fed per un'inflazione superiore al 2%. La risalita del rendimento a 10 anni ha visto lo spread 2-10y continuare ad allargarsi sfino a 160 bps; anche il dollaro USA è rimbalzato contro le principali valute arrivando contro Euro fino a 1,18. La velocità del movimento sul mercato statunitense potrebbe aver spinto in aree inattese, sicuramente da verificare nelle prossime sedute; una revisione potrebbe trovare spazio, aiutata dalla banche centrali stesse.

FED accomodante fino a quando

Nella recente riunione, la Fed ha voluto rassicurare gli operatori della sua determinazione a proseguire la politica monetaria espansiva, nonostante proiezioni economiche positive: Fed Funds nel range di 0-0,25% e acquisti di asset stabili a 120 mld$ al mese. Le principali indicazioni macroeconomiche hanno visto il GDP reale a 6,5% a/a 2021 (prec. +4,2%). Le stime di sviluppo vedono una netta accelerazione quest'anno, ma anche una successiva moderazione per il 2022 e 2023. Anche le previsioni sui prezzi al consumo vedono l’inflazione PCE rivista al 2,4% a/a nel 2021 (2,2% prec.), e 2% nel 2022; la conferma della politica espansiva va verso una tolleranza della Fed per un’inflazione media più elevata, anche se contingente e transitoria: il risultato vedrebbe le aspettative di rialzo dei FED Funds solo nel primo trimestre 2023, se non oltre. Nel breve sono due invece le risultanti: il forte aumento della volatilità dell’indice US Treasury che ha portato l’interesse degli speculatori e, secondo, la necessaria revisione a breve dai livelli di picco. In realtà la volatilità sembra diventata un elemento di attenzione per gli investitori più attenti alla ricerca di una possibile copertura a buon mercato contro il riaccendersi dell’inflazione. Attualmente infatti, la curva dell'indice VIX mostra un trend rialzista intorno a giugno, periodo della prossima riunione della Fed.

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Will rising inflation risks push up FX volatility?


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