17 marzo 2022
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Stati Uniti alla prova FED

 

In questo momento di intenso confronto geopolitico in Europa per la crisi militare in Ucraina, il mercato finanziario ha rivolto l’attenzione alla situazione economica degli Stati Uniti che presenta un aumento delle probabilità di recessione e dati inflattivi in accelerazione per l’aumento dei costi di energia e materie prime. Come preannunciato la Fed ha aumentato i tassi a breve dello 0,25%, il primo rialzo dal 2018, segnalando un percorso che, date le prospettive di inflazione, la costringerà a proseguire con un rialzo ad ogni prossima riunione fino al 2023 (25 punti base nei sei prossimi incontri); l’obiettivo è portare il tasso a breve ad incidere sull’inflazione in linea con la revisione post-pandemica globale. Il presidente Jerome Powell ha informato che una decisione sulle misure di contrazione del bilancio Fed saranno indicate nella riunione di maggio.

Petrolio e Spesa delle famiglie

Secondo le analisi storiche il prezzo del petrolio al barile, se aggiustato per l'inflazione aggregata, rimane ben al di sotto di quello osservato negli anni '70 e '80, nel 2006 e fino al 2012; allo stesso modo, rispetto ad asset reali come oro e rame, il prezzo del petrolio Brent risulterebbe ancora all’intorno della sua media a 25 anni. In termini di impatto sulla spesa dei consumatori statunitensi l'aumento dei prezzi di gas e generi alimentari di circa 200 miliardi $ peserà probabilmente sugli indici di fiducia con i suoi 1.600$ in più per famiglia nell'anno; questo valore sembra comunque limitato rispetto ai risparmi in eccesso delle famiglie statunitensi stimati fino a 2 trilioni $. Anche il modello di consumo è strutturalmente variato: la spesa per i carburanti come parte dei consumi totali è diminuita del 60% negli ultimi quattro decenni. Infine sul fronte del potere di acquisto gli economisti prevedono nei prossimi mesi un'inversione di tendenza dell’attuale rapporto di maggiore inflazione rispetto ai rialzi salariali, un fattore che potrebbe aiutare la domanda complessiva.

Economia Usa ancora solida

La reazione del mercato non è stata di vera sorpresa, forse perché gli investitori prevedevano aumenti più importanti anche se in numero inferiore. Le stime attuali del ciclo di rialzi si tradurrebbero in un tasso a breve termine proiettato al 2,75% a fine anno prossimo. La dichiarazione che i rialzi dei tassi proseguiranno prevede altresì un andamento economico che ne giustifichi l’applicazione. Sono stati diversi i membri del FOMC, il consiglio direttivo della Fed, che avevano indicato la necessità di un aumento iniziale di 50 punti base; in sede decisoria sicuramente l'invasione russa è stata vista come una delle principali fonti di incertezza con implicazioni ampie sull'economia globale. Rispetto alle proiezioni di dicembre, la previsione del tasso di disoccupazione a 24 mesi è rimasta invariata, oggi al 3,8%, mentre la stima media del PCE, il deflatore di prezzo implicito per spese di consumo personale, è aumentata per tutto l'orizzonte di previsione fino a stimare +2,3% nel 2024 contro il +2,1% di dicembre. In conferenza stampa, Powell ha informato di una logica rialzista orientata alla flessibilità lasciando spazio a movimenti di tassi con livelli diversi per ogni riunione, qualora i dati macro supportino tali cambiamenti.

Mercati finanziari

La restrizione monetaria dei tassi sarà integrata da misure per consentire al bilancio della Fed di iniziare il suo percorso di contrazione a partire dalla tarda primavera, con una probabile decisione al meeting di maggio. Dobbiamo sottolineare che negli Stati Uniti i tassi a lungo termine risultano molto importanti per le condizioni di finanziamento e che la Fed vorrà probabilmente evitare un'inversione della curva dei rendimenti, evento indicatore di recessione. In questo caso ci si attende che la banca centrale utilizzerà le sue misure di bilancio per cercare di mantenere una certa pendenza della curva dei rendimenti dei Treasury. L’ampio range obiettivo dei decisori partecipanti del Fomc che vedono i Fed Funds tra il 2,125% e il al 3,625% alla fine del prossimo anno promuove un altrettanto ampio valore dei rendimenti del decennale americano che si è riposizionato sopra il 2,15% dopo un precedente ritracciamento ad inizio mese a 1,725%. Il mercato azionario americano ha reagito positivamente l’indice S&P500 in poche sedute ha recuperato oltre il 3% anche se da inizio anno rimane sotto dell’8,3%; l’atteggiamento positivo degli investitori è altresì rivolto al livello di valutazione P/E fwd12m sceso sotto 18,5x e a prospettive sugli utili ancora di crescita positiva a circa +8% per l’intero 2022.

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Reasons for Optimism About the U.S. Economy


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