22 maggio 2020
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Trading Range vs Sentiment

 

Sono molti i temi in attesa di sviluppo a cui gli operatori finanziari pongono attenzione, mentre i mercati azionari sembrano aver trovato un trading range con un’ampia area di movimento capace di soddisfare le molte operazioni speculative di brevissimo termine, e aumentando la liquidità di mercato. Gli indicatori di volatilità rimangono relativamente elevati, rispetto alla media degli ultimi anni con l’indice VIX.CBOE sopra 30 punti (media 2019 intorno ai 15 punti) e tempi incerti sul ritorno sotto quota 20, area che segnerebbe una normalizzazione a fronte di visibilità sui fondamentali delle aziende: sono oltre il 40% le società quotate che non ha rilasciato la guidance per i prossimi trimestri. Proprio la volatilità ancora elevata sostiene un più ampio range delle quotazione e dei volumi trattati. Secondo gli analisti, i principali indici del mercato statunitense rimarranno nel range attuale ancora per i prossimi mesi. Gli strategist di portafoglio ritengono poco probabile un ritorno dei listini ai minimi di marzo, soprattutto per effetto della liquidità ancora presente nei portafogli dei gestori azionari attivi, che in caso di flessione del mercato si renderebbero pronti agli acquisti.

Sentiment di mercato

E’ interessante notare che i dati positivi sul contenimento del COVID-19 hanno mitigato il sentiment degli operatori finanziari dopo la pubblicazione dei dati economici che mostravano livelli record di disoccupazione, crollo della domanda e fiducia dei consumatori in caduta libera. Il recente sondaggio statunitense rilevato dall'American Association of Individual Investors - AAII ha visto un deciso aumento dei Bullish + 5,7% (rialzisti) al 29% ed il rispettivo calo dei Bearish (ribassisti) tornati dal 51,6% al 45%. Solo tre mesi fa, il 19 febbraio 2020, la percentuale di ribassisti era di solo il 28,7%, sotto la media storica del 30,5%, mentre l’indice S&P500 era ai massimi storici a 3386,15 punti. Tornando indietro di un anno, il 3 giugno 2019, l’indice S&P500 era sceso a 2744,45 su attese di un rialzo dei FED Funds: il sondaggio AAII mostrava il 42,6% Bearish molto vicino a quello attuale, punto da cui è iniziata la salita dell’indice fino ai massimi di febbraio 2020. Secondo queste rilevazioni, in realtà il sentiment degli investitori individuali si dimostra un indicatore contrarian.

Cina

A fronte di un innegabile ottimismo sulla ripresa delle attività produttive, definita a ‘V’, le autorità governative cinesi, all'apertura dell'incontro annuale del Congresso Nazionale del Popolo a Pechino, hanno per la prima volta cancellato l’obiettivo di crescita del GDP 2020 con la conferma che il paese sta affrontando la più grave recessione economica degli ultimi quattro decenni. Si sono inoltre riviste le contestazioni ad Hong Kong dopo la ripresentazione delle normative cosiddette “one country, two systems” che prevedono limitazioni al parlamento locale e maggiore controllo cinese sulla città in virtù del piano sicurezza dell’intera nazione. Al problema interno si aggiunge quello internazionale sollevato da Trump, e che ha coinvolto l’Organizzazione Sanitaria Mondiale, riguardo all’informativa che la Cina ha inoltrato in ritardo e incompleta sullo scoppio dell’infezione da COVID-19 a Wuhan. Secondo il Presidente americano si tratta di una mancanza di responsabilità, che ha portato l’intero sistema economico e sociale mondiale in una situazione di rischio sanitario impensabile, a cui Pechino deve dare risposta.   

Recovery Fund

I due leader Merkel e Macron, insieme al presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, sono al lavoro per convincere i cosiddetti Frugal Four - Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia - a sostenere la proposta del Recovery Fund nella necessità di evitare una depressione economica nell’area Euro. La cancelliera Angela Merkel, disposta a distribuire un importo di € 500 miliardi come sovvenzioni, ha rotto gli indugi dopo la sentenza della Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe che aveva messo in dubbio la legittimità del programma di acquisto di obbligazioni della Banca Centrale Europea PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) con deroga al Capital Key (limiti di ripartizione tra i 19 paesi). I timori di una deriva dell’Unione Europea si erano già manifestati nelle ultime riunioni sui disaccordi per la definizione del Bilancio Comunitario dell'UE dopo l’uscita del Regno Unito. Il piano franco-tedesco definito ‘Hamiltoniano’, in ricordo delle correnti di pensiero dei primi partiti politici americani nel 1790 guidati da Alexander Hamilton e Thomas Jefferson, vuole incidere con forza a supporto degli interventi attuati dalla BCE con l’intento di risollevare l’area dalla pesante crisi economica. La pressione sulla banca centrale europea BCE portata dalla sentenza della Corte tedesca potrebbe essere stata la molla necessaria ad una presa di posizione chiara nel sostegno finanziario di bilancio per i membri dell’Unione Europea più colpiti dal Coronavirus. La scelta della cancelliera ha sorpreso perfino i suoi alleati più stretti per l’opposizione ormai consolidata di una distribuzione di sovvenzioni a fondo perduto anziché di prestiti. Il percorso avviato si prospetta complesso, sebbene l’autorevolezza della Merkel potrebbe semplificarne il processo.

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The S&P 500 seems range-bound

 


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