20 luglio 2018
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Trump apre alla Russia

        

Le aspettative sul summit tra Donald Trump e Putin, che hanno sottinteso una riapertura diretta nelle relazioni tra i due paesi, erano state recepite dagli operatori finanziari come un possibile rilancio del listino russo e di una risalita dei corsi degli asset finanziari. Le relazioni tra le due economie si sono indebolite nel tempo tanto che nel periodo della presidenza Obama i due leader non si sono mai incontrati personalmente se non incrociati brevemente in occasione di incontri istituzionali come il G8 e il G20. Trump ha invece voluto incontrare a porte chiuse Putin per conoscere le posizioni del presidente russo su problemi quali la ‘non proliferazione nucleare’, al conflitto in Siria, l’accordo nucleare iraniano e non ultimo la presunta ingerenza della Russia nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 2016.

Meeting di Helsinki

L’esito della visita ad Helsinki, sede dell’incontro Trump - Putin, non è stata ben accolta dalla stampa statunitense soprattutto per le parole spese nella conferenza stampa dove Trump e Putin si sono scambiati commenti calorosi, promettendosi di aumentare le relazioni russo-americane e lavorare insieme su questioni internazionali; un incontro, secondo Trump, costruttivo e proficuo sopra ogni attesa. Confuse e critiche le parole spese da Trump in risposta alle domande dei giornalisti sul tema delle ingerenze russe sulle elezioni americane. In conclusione i due leader non hanno raggiunto alcun progresso evidente sui temi chiave; unico dato importante l’invito di Trump a Putin per un incontro alla Casa Bianca in autunno per dare seguito al dialogo politico, confronto su interessi economici e alla possibile firma di una dichiarazione congiunta che possa tracciare una roadmap per una futura azione comune a livello internazionale.

Mercati finanziari

L’incontro tra Trump e Putin ha tranquillizzato gli operatori finanziari che sin dalla sua pianificazione hanno visto una maggiore possibilità degli asset finanziari di una risalita. In realtà si è trattato di movimenti laterali senza particolari reazioni. Il tasso di cambio USD/RUB, dopo la netta svalutazione del rublo nel primo trimestre, ha trovato da aprile un trading range tra 61 e 64, in netta contrapposizione alla discesa della valuta cinese che nel medesimo periodo ha perso il 7,5% e di altre divise emergenti. A dare maggiore stabilità all’economia russa è stato il ritrovato sostegno del prezzo del petrolio con il Brent stabilmente sopra i 70$b. Il listino azionario MOEX Russia Index continua invece la sua graduale salita; dopo aver superato i precedenti massimi storici del 2007, l’indice da inizio anno vede una performance positiva del 7% con multipli di valutazione estremamente bassi se paragonati agli altri paesi BRIC: il P/E fwd12m si attesta a 5,5x.

 

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Putin and Trump: Enemies, allies or competitors?

 


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