24 settembre 2019
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Categorie: Global Equities
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Valutazioni e dividendi azionari

 

Uno dei fenomeni che si continua a guardare con attenzione, quando si attiva una revisione di asset allocation nei portafogli di investimento, è il differenziale sempre più marcato tra rendimento dei titoli sovrani e quello derivante dal dividendo azionario. In questi ultimi anni il divario è diventato molto elevato soprattutto nelle regioni le cui banche centrali hanno previlegiato la strategia dei tassi negativi, vedi Banca Centrale Europea, i cui tassi di riferimento sui depositi sono a meno 0,5%, e quella giapponese a meno 0,1%. In realtà il problema riguarda un po’ tutti i mercati internazionali. L’aspetto che ha più richiamato l’attenzione in agosto è stata la forte contrazione del rendimento del Treasury USA trentennale che sfondando il 2% è sceso addirittura sotto il rendimento (Dividend Yield) dell’indice S&P500. La scelta della FED di abbandonare la politica restrittiva e una normalizzazione dei FED Funds, ha aperto una nuova fase accomodante catalizzando di fatto i flussi sui governativi a lunga scadenza con relativa contrazione dei loro rendimenti.

Alti dividendi: vantaggio o rischio

Gli analisti si stanno interrogando su quanto l’attuale fenomeno possa continuare, in ordine a due incognite tra loro collegate ovvero l’aumento delle probabilità dell’arrivo di una fase economica recessiva (taglio dei FED Funds) e la potenziale compressione degli utili aziendali e ovvia caduta dei dividendi. Secondo le più recenti ricerche settoriali su S&P500, la salita dei settori Consumer Staple (DY 2,9%), Materials (2,3%), Real Estate (3,2%) e Utilities (3,3%) ha portato le loro valutazioni (P/E fwd 12m) rispettivamente del 17,3%, 21,6%, 31,8% e 35,7% sopra la media storica ventennale. Il confronto con il rendimento del Treasury decennale all’1,5% potrebbe quindi creare un effetto ottico per l’investitore qualora uno scenario di contrazione dei ricavi costringerebbe le aziende a tagliare i dividendi.

ERP

Ad oggi la situazione dell’indice statunitense presenta comunque numeri di interesse: Valuazioni P/E fwd 12 m. 16,6x (media 20 anni 15,6x), Dividend Yield 2,1% (media 20 anni 2,1%), fatturato estero delle aziende appartenenti all’indice 43%. Secondo gli analisti più che valutare i settori è utile entrare nel merito delle singole società sfruttando così una più ampia scelta. La politica monetaria espansiva del taglio dei tassi, ma anche non convenzionale dei Quantitative Easing ha messo in discussione le serie storiche dei Premi per il Rischio (ERP - Equity Risk Premium); ora gli strategist si stanno chiedendo quanto questo aumento dei titoli sovrani con tassi negativi possa continuare in un mondo che sembra obbligato ad esplorare nuovi orizzonti di rischio per poter avere un ritorno positivo.

Leggi la ricerca selezionata da R&CA cliccando sul seguente link:

Out of Balance? Growth vs. Yield in US Stock Valuations


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