1 giugno 2019
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Weekly Focus

 

Un mese di maggio sicuramente sotto le attese, con il ridimensionamento significativo delle performance dei listini azionari; all’opposto la netta compressione dei rendimenti sui benchmark obbligazionari ha portato un ritorno consistente su tutti portafogli a reddito fisso. L’indice MSCI World ha ceduto in un mese il 6,06% (+8,62% YtD); in dettaglio, S&P500 -6,57% (+9,78% YtD), Nasdaq Comp. -8,71% (+12,33 YtD), Dax -5,53% (+11,06 YtD), Nikkei 225 -7,45% (+2,93% YtD), Shanghai Comp. -5,84% (+16,23%). La combinazione di fattori esterni come l’irrigidimento delle posizioni della guerra commerciale, che oltre a Cina (terre rare) e Giappone (visita di Trump a Abe), è tornata a coinvolgere il Messico (tema migranti/frontiera), indicatori di fiducia in ribasso (il National Bureau of Statistics della Cina ha pubblicato il PMI Manifatturiero di maggio, sceso a 49,4 da 50,1 di aprile), ma anche interni al mercato come la netta inversione della cura 3m – 10y sui Treasury Usa (2,34% vs 2,17%) o i segnali di una stagione degli utili sotto revisione.

Lo scenario

La volatilità è tornata a risalire in queste ultime sedute (VIX intorno ai 19 punti), portandosi dietro alcuni importanti acquisti sull’Oro (superati i 1.300 $/o). Le strategie di medio termine sono rimaste invariate, anche se è aumentata la preferenza di asset difensivi: i decennali sovrani statunitensi, presentano un ribasso dei rendimenti di 100 bps dal 3,15% dell’ottobre scorso. I flussi che si spostano dai fondi azionari agli obbligazionari sembrano voler anticipare la maggiore cautela tipica del periodo estivo, ma anche l’ipotesi che la FED inverta la sua politica restrittiva con un aumento delle probabilità di un taglio dei tassi di interesse, rispetto alla proiezione del FOMC che segnala un rialzo a fine anno e uno nel 2020. In questa visione gli strategist sembrano voler anticipare i tempi di una recessione che secondo gli economisti rimane ancora lontana. La combinazione delle due previsioni continua a mostrare quindi una possibile flessione dell’economia in termini contenuti (soft patch, no recession) non troppo lontana, così come il successivo recupero vedrebbe le banche centrali sostenere interventi di politica neutrale.

Principali dati attesi in settimana. Negli Usa: ISM Manufacturing (May), ISM Employment (May), Construction Spending (Apr), Durable Goods Orders (Apr), ISM Non-Manufacturing/Services Composite (May), Change in Non-farm Payrolls (May); in Europa: Euro-Zone Unemployment Rate (Apr), Euro-Zone Consumer Price Index Core (May), Markit Eurozone Services PMI (May), Euro-Zone Retail Sales (Apr), European Central Bank Rate Decision (Jun 6), ECB's Draghi Speaks After Policy Decision; in Cina: Caixin China PMI Mfg (May), Caixin China PMI Composite (May); in Giappone: Capital Spending (1Q), Leading Index CI (Apr).

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