16 novembre 2019
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Weekly Focus

 

Secondo alcuni studi finanziari, gli operatori hanno scelto di interpretare l'aumento di bilancio della Federal Reserve statunitense in modo verosimile all’apertura di una versione soft del più classico Quantitative Easing, con l’idea che venga rafforzato nel tempo. Anche per la politica espansive della BCE, la scelta di Draghi di iniziare a novembre il riavvio di acquisti e la riapertura dell’APP per 20 mld Euro al mese, viene da molti intesa come premessa ad un aumento degli acquisti nel prossimo anno a cura della neo presidente Christine Lagarde. Nel frattempo la FED prosegue nel suo piano di ‘compensazione’ della liquidità fissato ad ottobre per 60 mld$ al mese che proseguirà anche nei prossimi 30 giorni. Il mercato ha festeggiato questo arrivo di liquidità in modo euforico: l'indice S&P500 in un mese è salito del 4,4% e da inizio anno del 24,48%, mentre qualcuno già propina un Natale con un + 30% Ytd. Eppure gli studi confermano che aumenti annuali di tale portata sono andati di pari passo con iniezioni di liquidità molto maggiori di quelli che stiamo osservando in questo momento. Ci si chiede se ci sia in atto una forzatura delle attese per effetto della liquidità accumulata nel periodo estivo, che i gestori oggi si sentono ‘obbligati’ a mettere al lavoro prima di fine anno, almeno in una combinazione limitata.

In Europa

Nella prossima settimana saranno molto importanti gli indicatori PMI dell'area Euro; gli operatori si stanno convincendo che le prospettive difficili per l'area siano in una fase conclusiva, almeno secondo le aspettative degli intervistati nei recenti sondaggi Sentix e ZEW che hanno espresso favore per un sostanziale rimbalzo. Christine Lagarde parlerà a Francoforte prima del rilascio di PMI, rendendo difficile una sua presa di posizione per un maggiore allentamento. Anche se gli analisti considerano le prospettive dell'area Euro di crescita e inflazione ancora deboli, la presidente Lagarde dovrà meglio valutare la necessità di un pacchetto di allentamento più vigoroso entro marzo 2020 con un raddoppio del QE e un altro possibile taglio di 10 pbs. Evitato il dato per una recessione tecnica in Germania, chi sperava in una apertura per l’espansione fiscale è rimasto deluso: dopo la pubblicazione del 3Q19 per il GDP tedesco (+0,1%) il Vicecancelliere e Ministro delle Finanze Olaf Scholz ha subito ribadito: "L'economia tedesca non è in crisi, non sono necessari stimoli adesso".

Focus della settimana

Principali dati attesi in settimana. Negli Usa: NAHB Housing Market Index (Nov), Building Permits (Oct), Housing Starts (Oct), FOMC Meeting Minutes, Philadelphia Fed Business Outlook (Nov), Existing Home Sales (Oct), Leading Index (Oct), Markit US Composite PMI (Nov), Univ. of Michigan Sentiment (Nov); in Europa: ECB Publishes Financial Stability Review, OECD Economic Outlook Euro-Zone, Consumer Confidence (Nov), ECB President Lagarde Speaks in Frankfurt, Markit Eurozone Composite PMI (Nov); in Giappone: Trade Balance (Oct), Machine Tool Orders (Oct), National Consumer Price Index (Oct), Nikkei Japan PMI Manufacturing (Nov); in Cina: Foreign Direct Investment (Oct).


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