20 febbraio 2021
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Weekly Focus

   

Sono in tanti a chiedersi come a distanza di dodici mesi dall’arrivo del virus l’Europa stia ancora comprando vaccini anti-Covid che saranno di fatto consegnati nel 2022. La Presidente Ursula Von der Leyen ha infatti comunicato un nuovo acquisto di 300 milioni di dosi da Moderna, che si aggiungono alle 160 milioni acquistate lo scorso anno, e all’annuncio della chiusura di un accordo tra Bruxelles e Pfizer-Biontech che porterà alla disponibilità dell’Unione altre 200 milioni di dosi del loro vaccino anti-Covid. Le motivazioni sembrano risiedere almeno su due fronti di incertezza ovvero una copertura limitata nel tempo dei vaccini RNA, con la necessità di richiami per aumentarne l’efficacia, e non secondaria la rilevazione che sono molte le persone a sperimentare effetti negativi a lungo termine, dopo il contagio con il COVID-19, nonostante la scomparsa dell'infezione. Il tema vede quindi di riflesso una notazione dal punto di vista economico che porterebbe a verificare effetti simili sul prolungamento delle restrizioni prima di una completa normalizzazione. Su questa indicazione si confronterebbe il mercato del lavoro, con l’aumento delle persone disoccupate da più tempo che non riescono a rientrare al lavoro prospettando il rischio di una disoccupazione permanente.

Sussidi e Recovery Plan

Lo sforzo più importante nel breve termine è puntare all’erogazione mirata di sussidi e all’attivazione dei fondi previsti per la ripresa e resilienza. La pandemia ha accelerato il cambiamento dell'economia globale, una trasformazione strutturale dirompente che mette al centro le scelte di lungo termine, come la sostenibilità, l’ambiente e il lavoro. La tecnologia è diventata un passaggio chiave per la spinta all’innovazione, sebben l’accelerazione improvvisa del cambiamento possa nascondere danni sociali non calcolati; il fermo di molte attività economiche vede competenze e produttività in deterioramento. Gli operatori finanziari continuano ad avere molta fiducia sulla ripresa economica, anche se questo potrebbe comportare una revisione dei modelli di investimento che hanno portato alte performance negli ultimi dieci mesi, dopo la caduta precipitosa degli indici del marzo scorso. La possibilità che la volatilità torni a farsi sentire non è marginale a fronte dei timori di un’economia che torni fuori controllo per un’iperinflazione non prevista o varianti inaspettate sul fronte sanitario. La visione di asset allocation a medio termine rimane bilanciata con la presenza indispensabile dei ‘risky asset’, una decisa selezione dei multipli di valutazione e la ricerca attiva nelle classi di investimento internazionali.

Focus della settimana

Principali dati attesi in settimana. Negli Usa: Redbook MoM (20 Feb), CB Consumer Confidence (Feb), New Home Sales (Jan), Durable Goods Orders (Jan), Pending Home Sales (Jan), Core PCE Price Index (Jan), Michigan Consumer Sentiment Final (Feb), US Budget Plan FY 2022; nell’Area Euro: Ifo Business Climate (Feb), Core Inflation Rate Final (Jan), Consumer Confidence Final (Feb); in Giappone: Leading Economic Index Final (Dec), Industrial Production YoY Prel (Jan), Retail Sales (Jan), Housing Starts (Jan); in Cina: House Price Index (Jan).


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