27 febbraio 2021
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Weekly Focus

 

Le preoccupazioni riguardo alla capacità di sostenere l’economia, ancora assediata dalla pandemia, si diramano verso direzioni opposte per chi guarda al bicchiere mezzo pieno dell’avvio delle vaccinazioni, e chi quello mezzo vuoto di una crisi più lunga ed incerta di quanto stimato ad inizio anno. L'esordio di Mario Draghi nel ruolo di Presidente del Consiglio italiano al vertice Ue è stato particolarmente rilevante anche per i toni incisivi sulla richiesta di chiarimenti sulla campagna vaccinale e per i ritardi inaccettabili nella consegna dei vaccini da parte delle case farmaceutiche, nel rispetto dei contratti previsti. La pressione del primo ministro italiano si aggiunge alla definizione della sua prima bozza del DPCM che dovrà sostituire quello in scadenza il 5 marzo per restare in vigore fino al 6 aprile, Pasqua compresa. La situazione dei contagi, e relativi ricoveri, ha aumentato il grado di emergenza in alcune regioni, prova che la parziale ‘liberalizzazione’ ha favorito in diverse aree, al momento ancora circoscritte, l’aumento previsto di varianti del virus significativamente più aggressive. L’impegno di diminuire tale rischiosità – l’età media dei casi si è abbassata a 44 anni - va nella sola direzione di un’accelerazione del programma di vaccinazione e dell’utilizzo mirato dei vaccini, in quanto limitati nelle consegne, come il CTS sembra indicare dopo la convocazione di Draghi.

Mercati Finanziari

Nonostante non ci siano stati dati di particolare novità dal punto di vista macroeconomico, gli operatori finanziari sono sembrati condizionati da diversi fattori di incertezza. Il primo ha riguardato le dichiarazioni al Senato USA del presidente della FED Jerome Powell che se da un lato ha ribadito che l’inflazione non è un problema immediato per l’attuale ciclo monetario espansivo, e che serviranno tre anni per stabilizzarne il livello rispetto al target della banca centrale, dall’altro ha anche dato un segnale di piena accettazione dell’irripidimento della curva dei rendimenti dei governativi in ordine ad un migliorato stato di salute dell’economia statunitense. L’impennata del rendimento del Treasury 10y fin sopra l’1,6%, per poi rientrare all’1,4%, ha prospettato un’inversione del lungo ciclo di ribasso dei rendimenti obbligazionari di lungo termine, influenzata da un aumento delle attese di inflazione, come confermato dall’acquisto di asset finanziari correlati alle materie prime. I mercati finanziari risultano peraltro influenzati in modo deciso dai flussi di ribilanciamento dei fondi di investimento, movimenti che inevitabilmente generano volatilità per la loro concentrazione: il VIX Index ha nuovamente superato i 30 punti dopo un minimo a 19,97 del 12 febbraio scorso. Nelle prossime sedute sono attesi importanti dati macro che chiariranno i trend e tenderanno a rimettere in focus le strategie di investimento di medio termine.

Focus della settimana

Principali dati attesi in settimana. Negli Usa: Markit Manufacturing PMI Final (Feb), ISM Manufacturing PMI (Feb), ISM Non-Manufacturing PMI (Feb), Fed Beige Book, Factory Orders (Jan), Non Farm Payrolls (Feb), Unemployment Rate (Feb), US Budget Plan FY 2022; nell’Area Euro: Markit Manufacturing PMI Final (Feb), Core Inflation Rate Flash (Feb), Unemployment Rate (Jan), Retail Sales (Jan); in Giappone: Unemployment Rate (Jan), Foreign Bond Investment (27/Feb); in Cina: NBS Manufacturing PMI (Feb), Caixin Composite PMI (Feb), Caixin Manufacturing PMI (Feb).


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