11 settembre 2021
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Weekly Focus

    

La crescita economica in Cina si è recentemente indebolita non solo per i nuovi contagi da Covid, ma anche per un annunciato rallentamento dalla fiducia dei consumatori e dalle prospettive degli indici PMI Produzione e Servizi. Il perdurare dell’attuale situazione implicherebbe un rischio al ribasso per il GDP previsto per il 2022 a +6%. Secondo gli analisti serviranno alcuni mesi in più del previsto per ottenere l'immunità di gregge, mentre le autorità cinesi continueranno ad affrontare il virus applicando restrizioni dove necessario. La dinamica di crescita più debole sosterrà comunque un atteggiamento distensivo delle autorità, introducendo alcune politiche di generale allentamento nei prossimi mesi. La dimensione degli interventi sarà comunque limitata vista l'attenzione per la riduzione dell'indebitamento. I recenti discorsi di Xi Jinping su “la prosperità comune” hanno invece sollevato molte domande sul futuro del mercato finanziario. Le prospettive degli investitori, che finora erano correlate alle iniziative del piano quinquennale del paese e ai nuovi modelli di business dell’economia verde pur continuando a ritenere valido l'obiettivo dell'incremento del benessere economico, saranno vincolate alle decisioni politiche future sulla ridistribuzione dei redditi.

Banche Centrali e Consumi

I ritardi e le interruzioni della catena di approvvigionamento, con immagini di scaffali vuoti in UK, hanno evocato produzioni al collasso di epoca sovietica. Sebbene alcuni prodotti hanno visto una riduzione delle forniture, la produzione manifatturiera globale è vicina al suo massimo storico. Il vero problema è uno straordinario squilibrio tra domanda e offerta causato dagli interventi di contenimento anti-Covid di oltre 12 mesi; le economie sviluppate hanno registrato diverse tendenze dei consumatori. L’attuale domanda arriva dai risparmi accumulati durante il distanziamento e le chiusure: una spesa sbilanciata verso beni piuttosto che servizi che ha portato a un livello straordinario di domanda dei primi. La spesa dei consumatori statunitensi in beni durevoli, escluse le auto, risulta di circa il 25% al ​​di sopra del normale trend. Ad oggi i produttori non hanno una capacità inutilizzata per soddisfare tale aumento di richieste; allo stesso tempo le imprese non sembrano intenzionate ad ampliare la capacità produttiva per soddisfare questa domanda aggiuntiva e di fatto ritenuta temporanea; una volta esaurite le riserve di risparmio, le persone torneranno ad orientare la spesa sui servizi. Lo scenario vede quindi aziende che produrranno il più possibile, mentre i distributori ridurranno le loro scorte dove possibile; qualora la domanda non sia completamente soddisfatta, i clienti dovranno aspettare. Questo sembra giustificare le scelte delle banche centrali di attendere il riequilibrio tra domanda e offerta, che ha generato l’impennata di alcuni prezzi e dell’inflazione, in una prospettiva ritenuta temporanea.

Focus della settimana

Principali dati attesi in settimana. Negli Usa: Inflation Rate (Aug), Industrial Production (Aug), Retail Sales (Aug), Philadelphia Fed Manufacturing Index (Sep), Michigan Consumer Sentiment Prel. (Sep); nell’Area Euro: Industrial Production (Jul), Balance of Trade (Jul), Inflation Rate Final (Aug); in Giappone: PPI (Aug), Industrial Production Final (Jul), Machinery Orders (Jul), Tertiary Industry Index (Jul), Balance of Trade (Aug); in Cina: FDI ytd (Aug), House Price Index (Aug), Industrial Production (Aug), Unemployment Rate (Aug).


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