18 dicembre 2021
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Weekly Focus

   

Le due più importanti istituzioni monetarie, FED e BCE, hanno aggiornato le loro guidance per il 2022 ed aggiornato le iniziative per i prossimi trimestri. La FED ha dato un messaggio restrittivo chiaro con un tapering più incalzante e amplificato con una significativa revisione al rialzo del dot plot dei FED Funds. Gli analisti vedono per il prossimo anno un maggiore appiattimento della curva dei rendimenti. La banca centrale statunitense prevede di concludere il suo programma di acquisti netti di obbligazioni entro la metà marzo del prossimo anno. Il nuovo dot plot ha quasi raggiunto i valori di mercato a breve termine, mentre risulta più in alto di quanto il mercato stia incorporando sui valori di più lungo termine. Gli analisti sono comunque fiduciosi in una politica improntata a tatticismi collegati ai dati macroeconomici del prossimo anno. Di fatto la discussione sul run-off del bilancio FED è iniziato e continuerà nelle prossime riunioni. Il dot plot è stato rivisto significativamente al rialzo con tre aumenti per il prossimo anno, altri tre per il 2023 e altri due per il 2024.

BCE

La BCE, dal canto suo meno aggressiva, ha segnalato il percorso di uscita dal sostegno delle iniziative per la pandemia, sebbene allo stesso tempo voglia mantenerne una flessibilità a fronte di sviluppi imprevisti. Le attese degli analisti vedono terminare gli acquisti di attivi netti entro il primo semestre del 2023 e solo in seguito un primo aumento dei tassi di interesse; la banca centrale ha inoltre confermato che porrà fine al PEPP entro la fine di marzo prossimo. Il percorso di acquisti di attivi escluderebbe sostanzialmente la possibilità di aumenti dei tassi per l'anno prossimo. In questo scenario è ragionevole pensare ad un maggiore potenziale di rialzo per i rendimenti obbligazionari in Euro. Le proiezioni sull'inflazione della BCE sono state riviste considerevolmente al rialzo nel breve termine, mentre gli effetti di secondo impatto risulterebbero limitati; l’inflazione ‘core’ rimarrebbe al di sotto del target del 2% fino alla fine dell'orizzonte di previsione ovvero 2024. Infatti la sorpresa più evidente nelle proiezioni macroeconomiche dello staff BCE è stata probabilmente l'aumento del previsione dell'inflazione complessiva per il 2022 dall'1,7% al 3,2%. Tuttavia, anche se l'inflazione dovesse rimanere molto più in alto e più a lungo della stima precedente, la BCE prevede effetti secondari marginali.

Focus della settimana

Principali dati attesi in settimana. Negli Usa: CB Leading Index (Nov), GDP Growth Rate QoQ Final (Q3), Chicago Fed National Activity Index (Nov), PCE Prices (Q3), Existing Home Sales (Nov), Core PCE Price Index (Nov), Durable Goods Orders (Nov), Personal Spending (Nov), Michigan Consumer Sentiment Final (Dec), New Home Sales (Nov); in Area Euro: GfK Consumer Confidence (Jan), Consumer Confidence Flash (Dec); in Giappone: BoJ Monetary Policy Meeting Minutes, Leading Economic Index Final (Oct), Inflation Rate (Nov), Housing Starts (Nov); Cina: Loan Prime Rate 1-5 Y.


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