9 settembre 2022
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Weekly Focus

 

Nella nota della banca centrale si legge che “Il Consiglio direttivo ha deciso … di aumentare di 75 punti base i tre tassi di interesse chiave della BCE. Questo importante passo anticipa la transizione dal livello prevalente altamente accomodante dei tassi ufficiali verso livelli che garantiranno il tempestivo ritorno dell'inflazione all'obiettivo di medio termine del 2% della BCE. Sulla base della sua attuale valutazione, nelle prossime riunioni il Consiglio direttivo prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per frenare la domanda e scongiurare il rischio di un persistente spostamento al rialzo delle aspettative di inflazione”. La narrativa dell’autorità monetaria centrale torna a ribadire già quanto indicato lasciando aperto ogni possibile scenario - il Consiglio direttivo riesaminerà regolarmente la traiettoria della politica monetaria alla luce delle informazioni più recenti e dell’evolvere delle prospettive di inflazione - da un lato un’economia sempre meno brillante che lascia modo agli attuali fattori trainanti dell'inflazione di svanire nel tempo e dall’altra la normalizzazione della politica monetaria che per troppo tempo è rimasta orientata dalla deflazione. Il Consiglio direttivo ha deciso di aumentare, a decorrere dal 14 settembre 2022, il tasso di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento, il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sulla linea di deposito rispettivamente all'1,25%, 1,50% e 0,75%.

Nuove proiezioni macro

La BCE ha rivisto in modo significativo le proprie proiezioni sia di inflazione che di crescita economica, nonostante il recente aggiornamento di giugno. I giornalisti presenti alla Press Conference hanno sottolineato gli errori di previsione ripetuti nel tempo e una credibilità in forte discussione. Il dato più anomalo sembra infatti quello che prevede l'inflazione all'8,1% nel 2022, per poi diminuire al 5,5% nel 2023 e al 2,3% nel 2024, tema che porterebbe la banca centrale a perseguire la restrizione monetaria con aumenti ripetuti nel medio termine, oltre che nelle prossime riunioni, tema peraltro senza alcuna identità e dimensione. Anche sulla crescita, la BCE indica che dopo il rimbalzo nella prima metà del 2022, i dati recenti indicano un sostanziale rallentamento della crescita dell'area Euro, con un'economia che dovrebbe ristagnare nel corso dell’ultimo trimetre dell'anno e nel primo trimestre del 2023. Questa prospettiva è riflessa nelle ultime proiezioni che vedono nello scenario di base l'economia crescere del 3,1% nel 2022, dello 0,9% nel 2023 e dell'1,9% nel 2024. La nota imputa il rallentamento alle elevate quotazioni dell’energia, che riduce il potere di acquisto dei redditi delle famiglie e genera strozzature dal lato dell’offerta, indicatori che si ripercuotono sulla fiducia di consumatori e imprese.

Focus della settimana

Principali dati attesi in settimana. Negli Usa: Inflation Rate (Aug), PPI (Aug), Retail Sales (Aug), Philadelphia Fed Manufacturing Index (Sep), Industrial Production (Aug), Michigan Consumer Sentiment Prel (Sep); in Area Euro: ZEW Economic Sentiment Index (Sep), Inflation Rate Final (Aug); in Giappone: PPI (Aug), Reuters Tankan Index (Sep), Machinery Orders (Jul); in Cina: New Yuan Loans (Aug), Industrial Production (Aug), Retail Sales (Aug), Unemployment Rate (Aug).

 


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