29 maggio 2020
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Categorie: Global Bonds
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Ci sono alcuni punti ancora impegnativi da superare, ma il NEXT Generation EU, questa la denominazione del recovery fund presentato dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, è stato reso noto con il beneplacito della politica ‘che conta’. La proposta prevede un pacchetto del valore di 750 miliardi di Euro di cui 500 in sovvenzioni e 250 in prestiti, finanziati da obbligazioni emesse dall'Unione Europea con periodo di rimborso fino al 2058. Uno dei punti da superare è la richiesta dei paesi ‘frugali’ Austria, Danimarca, Olanda e Svezia, di utilizzare il semplice strumento dei prestiti e non delle sovvenzioni a fondo perduto; eppure la presentazione della Von der Leyen ha dato l’impressione che l’alzata di scudi non rappresenti un problema insormontabile, lasciato alla negoziazione politica, nonostante l’esigenza di unanimità per l’approvazione. E’ evidente che la domanda di aiuto dei paesi più colpiti dalla pandemia del Covid-19 avrebbe raggiunto il suo scopo solo con un intervento di solidarietà, risorse comuni a fondo perduto, e questo è il passaggio voluto dalla cancelliera della Germania Angela Merkel, rompendo gli schemi dell’austerità e dei limiti a cui la politica dell’Unione Europea ci aveva abituati ...

4 febbraio 2020
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La pandemia da CoronaVirus cinese ha avuto la classica risposta dai mercati finanziari con l’aumento dell’avversione al rischio, sebbene con reazioni contenute; alla notizia sono finiti in negativo i mercati emergenti (Cina in primis), le compagnie aeree, le agenzie per eventi e turismo e i prezzi del petrolio. Al contrario il riposizionamento dei portafogli in modalità Risk Off ha attivato la corsa verso i cosiddetti ‘beni rifugio’: titoli governativi statunitensi e tedeschi, e metalli preziosi. L'indice VIX, indicatore della volatilità del mercato azionario statunitense, ha visto un picco il 31 gennaio, senza superare il livello di 20 punti, rilevando un atteggiamento attendista degli operatori. Secondo gli analisti finanziari i dati positivi della Earnings Season e la garanzia di politiche espansive delle banche centrali hanno compensato le notizie ancora incerte sull’impatto della crisi sanitaria in Cina, oltre alla buona reattività operativa di tutti i paesi per circoscrivere l’evento ...

23 ottobre 2019
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La disponibilità delle banche centrali BCE e FED ad un rapido rientro nei programmi di acquisto titoli (Asset Purchase Programme - APP) ha portato una revisione nelle attese di ritorno degli investitori obbligazionari. Gli operatori hanno inizialmente preso beneficio delle posizioni dei titoli governativi che avevano manifestato un consistente calo dei rendimenti, mentre si è subito evidenziato il tema dei reinvestimenti e di come ottenere ritorni positivi nei prossimi mesi. A livello statistico il rendimento del Treasury 10y statunitense è passato in un anno dal 3,16% all’attuale 1,72%, mentre il Bund decennale tedesco è sceso da più 0,41% a meno 0,40% in un clima di aumento delle incertezze geopolitiche - vedi dazi Usa-Cina, rallentamento economico - indicatori PMI in contrazione, aumento delle probabilità di recessione negli Stati Uniti - segnali di inversione della curva dei rendimenti. Negli ultimi mesi i rendimenti sono comunque risaliti, limando in realtà solo i guadagni estivi ...

5 aprile 2019
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L’atteggiamento politico, da parte della Federal Reserve in dicembre, ha intrapreso quello di toni meno restrittivi per voce del governatore Jerome Powell che ha indicato una pausa nel processo di rialzo dei tassi. La notizia ha dato progressivamente slancio al mercato, lasciando comunque spazio a molteplici interpretazioni. In primo luogo le indicazioni di Powell sono sembrate indirizzate al Presidente Donald Trump, che da tempo lamentava una politica troppo restrittiva della FED, come messaggio distensivo tra i due poteri politici indipendenti, monetario e fiscale ...

27 marzo 2019
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Le analisi degli operatori finanziari cercano di mettere in ordine il puzzle di notizie di rapida evoluzione. Nella riunione di marzo della scorsa settimana, la Federal Reserve statunitense ha mantenuto invariati i tassi d’interesse (2,25% - 2,5%) presentando, sulla falsa riga della BCE, un aumento dei rischi di crescita e stime di GDP Usa in calo per quest’anno proiettate a 2,1% dal 2,3% e 1,9% dal 2% nel 2020. La FED ha così modificato le sue intenzioni di intervento cancellando i due rialzi previsti per il 2019, e prevedendone uno nel 2020. Le indicazioni hanno fortemente influenzato il mercato con il Treasury decennale sceso sotto il 2,4% riproponendo il tema dell’inversione della curva dei rendimenti quale segnale dell’avvicinamento di un evento recessivo ...

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