25 settembre 2022
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Gli operatori finanziari si sono irrigiditi sull’ulteriore caduta del DJIA statunitense che scendendo ben sotto i 30.000 punti, con calo di oltre il 20% dai suoi massimi di periodo, ha riaperto la strada al ‘bear market’. In realtà la settimana è stata ricca di interventi delle banche centrali; la Fed statunitense e la Banca Nazionale Svizzera hanno aumentato i loro tassi di riferimento di 75 punti base, la Banca d'Inghilterra e la Norges Bank di 50 bps, mentre la Sveriges Riksbank ha sorpreso con uno storico aumento dei tassi di 100 bps; solo la Banca del Giappone è rimasta ferma sulla sua politica monetaria ultra-espansiva. Il programma per tutte le banche centrali del G10, ad eccezione della BoJ, rimane quindi chiaro: frenare le pressioni inflazionistiche aumentando i tassi di rifermento, raffreddare la domanda di beni e servizi che a loro volta rallenta la domanda di lavoro e impedire un’ulteriore crescita salariale ...

21 settembre 2022
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Continua da parte degli investitori la ricerca di un portafoglio multi-asset capace di controbilanciare l’inflazione più alta degli ultimi 40 anni. Seguendo il ‘manuale’ l'esposizione alle commodity, progettata con attenzione, sembra fornire un'efficace difesa; infatti, dopo molti anni in cui sono state per lo più trascurate dagli investitori, le materie prime sono rientrate recentemente nelle asset allocation dei portafogli. In realtà non era stata la natura volatile delle materie prime, la capacità in eccesso dell'ultimo ciclo o la crescente enfasi sugli investimenti ambientali, sociali e di governance ESG, a mettere le materie prime in secondo piano rispetto ad altri asset reali e alle azioni; sono state invece la mancata attenzione a nuovi investimenti, infrastrutture di supporto insufficienti e un'offerta meno redditizia di molte materie prime. L’evidenza si è accentuata con le interruzioni della catena di approvvigionamento dovute prima al COVID-19 e poi all’invasione russa dell’Ucraina, in uno scenario incapace di soddisfare l’aumento dell’intensa domanda post-covid ...

17 settembre 2022
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Dopo un primo ridimensionamento dei prezzi energetici nell'area Euro, gli operatori finanziari rimangono attendisti con stime che vedono gli attuali livelli di inflazione raggiungere il picco già a ottobre, rispetto ad una precedente previsione di dicembre. Anche sul fronte economico sembra che le preoccupazioni per un forte calo della crescita si siano in parte attenuate. Rimane evidente che l'economia dell'area Euro mantiene prospettive incerte per l’ingresso nella stagione invernale che da un lato deve trovare una soluzione per un ‘tetto’ ai prezzi energetici, ma anche per sostenere la richiesta del sistema produttivo e delle famiglie. Da parte della domanda risulta chiave il rilancio dei consumi, limitati se non compressi, tra aumento dei prezzi e diminuzione del potere d’acquisto di una larghissima parte delle persone. Le analisi continuano a segnalare che la debolezza delle prospettive economiche dell'area Euro rispetto agli Stati Uniti sono motivo di un’ulteriore difficoltà della moneta unica rispetto al dollaro USA, nonostante una BCE che sembra mantenere un atteggiamento aggressivo nei prossimi mesi ...

15 settembre 2022
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Dopo la riunione di settembre della banca centrale europea BCE si cerca di intuire quali sono gli effettivi obiettivi di rialzo verso un ‘tasso neutrale o terminale’ a cui l’autorità monetaria si sta concentrando. In un’analisi prima dell’estate il direttivo in rappresentanza dei diversi responsabili alle decisioni ha riferito di un ‘tasso neutrale’ che per voce di molti risultava compreso tra l'1% e il 2%, sebbene economisti e decisori politici rimanevano vaghi e divisi. La determinazione nel comitato di giugno per riportare al più presto i tassi di interesse della zona Euro almeno allo 0% è stata di fatto condivisa per effetto dell’inflazione, nonostante l’indecisione di poche delle 19 economie presenti nella moneta unica. Una netta lacerazione si è poi evoluta nei mesi estivi dove le due fronde tra falchi e colombe hanno subìto la pressione dai membri più influenti ed in particolare da Isabel Schnabel e Philip Lane. Infine la svolta fornita a settembre dalla presidente Christine Lagarde ha dunque visto primeggiare la parte dei ‘falchi’ a seguito della lettura dell’inflazione ‘core’ (al netto di energia e alimentari) passata dal +2,3% di gennaio a + 4,3% di agosto e un tasso di inflazione record di + 9,1% ...

9 settembre 2022
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Nella nota della banca centrale si legge che “Il Consiglio direttivo ha deciso … di aumentare di 75 punti base i tre tassi di interesse chiave della BCE. Questo importante passo anticipa la transizione dal livello prevalente altamente accomodante dei tassi ufficiali verso livelli che garantiranno il tempestivo ritorno dell'inflazione all'obiettivo di medio termine del 2% della BCE. Sulla base della sua attuale valutazione, nelle prossime riunioni il Consiglio direttivo prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per frenare la domanda e scongiurare il rischio di un persistente spostamento al rialzo delle aspettative di inflazione”. La narrativa dell’autorità monetaria centrale torna a ribadire già quanto indicato lasciando aperto ogni possibile scenario - il Consiglio direttivo riesaminerà regolarmente la traiettoria della politica monetaria alla luce delle informazioni più recenti e dell’evolvere delle prospettive di inflazione - da un lato un’economia sempre meno brillante che lascia modo agli attuali fattori trainanti dell'inflazione di svanire nel tempo e dall’altra la normalizzazione della politica monetaria che per troppo tempo è rimasta orientata dalla deflazione. Il Consiglio direttivo ha deciso di aumentare, a decorrere dal 14 settembre 2022, il tasso di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento, il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sulla linea di deposito rispettivamente all'1,25%, 1,50% e 0,75% ...

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