2 luglio 2020
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Le azioni del settore tecnologico ‘Global Internet Stocks’ da inizio anno sono aumentate a livello globale del 29%, in Europa del 21%, nell'America del Nord del 28%, in Asia del 31% e in Latin America del 57%; il tutto rispetto agli indici NASDAQ Composite in crescita del 13% e S&P500 in calo del 3%. Sebbene molte piattaforme online siano state prese d’assalto durante il periodo di lockdown, in particolare per i servizi digitali di Streaming Video-on-Demand (SVOD), E-commerce e Gaming, non è del tutto chiaro quanto saranno permanenti queste tendenze. In realtà alcuni analisti finanziari non sono pronti a credere che le performance degli ultimi mesi si potranno ripetere in modo così brillante dopo la riapertura di molte attività economiche, il riavvio di spostamenti, viaggi e turismo, l’accesso ai locali pubblici, e quanto questo possa pesare sulla tecnologia in vista di una normalizzatore a seguito dell’ondata pandemica da Covid-19 ...

10 giugno 2020
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La riapertura progressiva dei principali paesi coinvolti nella pandemia sembra riconoscere che il peggio per l’economia globale sia alle spalle. Negli Stati Uniti i segni incoraggianti giungono nei dati di aprile dalle resilienza dei consumi, il reddito personale in crescita del 10,5% ma anche un tasso di risparmio del 33%. Le richieste iniziali di sussidio alla disoccupazione hanno continuato a essere sostenute sebbene in declino a 1,88 milioni nella scorsa settimana, ormai lontani dai quasi 7 milioni del 14 marzo scorso. Tutti e cinque i sondaggi regionali della Fed sulla produzione hanno superato le aspettative, le vendite di auto sono risalite a maggio ad un tasso annualizzato di 12,2 milioni contro l'8,6 milioni di aprile; le domande di mutuo sono aumentate per la settima settimana consecutiva. Molto ora dipenderà dagli sviluppi del Covid-19 nella possibilità di una seconda ondata e quando vaccini e trattamenti saranno più efficaci ...

22 maggio 2020
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Sono molti i temi in attesa di sviluppo a cui gli operatori finanziari pongono attenzione, mentre i mercati azionari sembrano aver trovato un trading range con un’ampia area di movimento capace di soddisfare le molte operazioni speculative di brevissimo termine, e aumentando la liquidità di mercato. Gli indicatori di volatilità rimangono relativamente elevati, rispetto alla media degli ultimi anni con l’indice VIX.CBOE sopra 30 punti (media 2019 intorno ai 15 punti) e tempi incerti sul ritorno sotto quota 20, area che segnerebbe una normalizzazione a fronte di visibilità sui fondamentali delle aziende: sono oltre il 40% le società quotate che non ha rilasciato la guidance per i prossimi trimestri. Proprio la volatilità ancora elevata sostiene un più ampio range delle quotazione e dei volumi trattati. Secondo gli analisti, i principali indici del mercato statunitense rimarranno nel range attuale ancora per i prossimi mesi. Gli strategist di portafoglio ritengono poco probabile un ritorno dei listini ai minimi di marzo, soprattutto per effetto della liquidità ancora presente nei portafogli dei gestori azionari attivi, che in caso di flessione del mercato si renderebbero pronti agli acquisti ...

8 maggio 2020
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Categorie: Global Equities
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Uno degli aspetti che lascia nel dubbio gli investitori in questo rally da Bear Market è quello di persistere nella porzione di liquidità in portafoglio, in attesa di una ricaduta ancor peggiore degli indici azionari, o se abbandonare questo atteggiamento prudente prima della completa ripresa delle quotazioni ai precedenti livelli pre-crisi. Rispetto alle precedenti crisi i tempi di risalita dei listini sembra veramente ristretti, ed in alcuni casi gli indici hanno già superato più della metà della loro caduta. Sulla prima ipotesi in effetti ci sono a favore le stime economiche che verranno rilevate nei prossimi trimestri e che metteranno in luce i veri danni strutturali della sospensione della gran parte delle attività commerciali e produttive per il Coronavirus. Dall’altro lato gli investitori risultano incoraggiati dall’ampio intervento delle banche centrali e dalle previsioni di una recessione limitata a solo a pochi trimestri per poi lasciare spazio ad una ripresa solida e veloce ...

7 maggio 2020
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Nel tempo ci siamo abituati a vedere la ragione delle crisi economiche come l’eccesso di ottimismo sul lato dell’offerta per poi atterrare sul quello della domanda. I fattori chiave del ciclo maturo si sono da sempre concentrati sull’impennata dell’inflazione, l’aumento dell’occupazione e la corsa agli investimenti pluriennali. Nel mercato finanziario a fronte di un aumento dei profitti aziendali si attuava un’espansione dei multipli di valutazione e della leva finanziaria, il tutto costellato dalla quotazione di nuove start up. In risposta aumentava il prezzo delle materie prime, le banche aumentavano i tassi di interesse soddisfacendo le tante richieste di credito: ma non sempre si poteva costruire a breve un nuovo equilibrio in questa dinamica il che inevitabilmente sfociava in una recessione. Questa ciclicità ha imposto agli strategist di portafoglio di ovviare alla volatilità della fase di crisi economica e finanziaria con tre accorgimenti: presenza delle materie prime, aumento della duration sui governativi ad alto rating e sottopeso azionario attraverso settori Value ...

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