22 aprile 2021
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La forte reattività delle azioni global Value, soprattutto per il netto recupero di due settori centrali del benchmark di stile quali quello finanziario ed energetico, continua a segnalare agli investitori di procedere verso portafogli che tratteggino uno dei temi macroeconomici di inizio anno ovvero restare fedeli al trend di reflazione. Nelle recenti settimane, nell’evidenza di una successione di massimi, i principali indici statunitensi hanno comunque registrato alcune inversioni inattese: i titoli difensivi hanno sovraperformato i ciclici e i brand a grande capitalizzazione hanno superato le small cap, mentre i titoli Growth hanno riguadagnato terreno contro i Value. In questo scenario i rendimenti del Tesoro a lungo termine si sono allentati, con un rimbalzo del mercato obbligazionario dopo un difficile primo trimestre. Secondo alcuni investitori queste inversioni risulterebbero premonitrici di una conclusione della fase reflazionistica, portando l’attenzione agli investimenti che tradizionalmente beneficiano dell'espansione economica e all'aumento dei prezzi al consumo ...

16 aprile 2021
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La politica espansiva del presidente degli Stati Uniti Joe Biden apre ad una ulteriore sfida al Congresso presentando un piano da 2,25 trilioni di dollari per modernizzare le infrastrutture della nazione. A differenza del pacchetto di aiuti Covid-19 da 1,9 trilioni di dollari approvato recentemente, l’amministrazione statunitense vuole offrire un progetto di lungo termine favorendo le società esposte ai trend di crescita strutturale in visione ‘Green’. La maggiore allocazione dell’investimento, 611 mld$, riguarda le infrastrutture tradizionali dei trasporti con il riordino di strade, ponti, aeroporti e reti ferroviarie; in questa logica si inserisce la ricarica di veicoli elettrici sul territorio nazionale. La seconda maggiore voce di spesa, 578 mld$, riguarda invece la produzione industriale, le piccole imprese, l’innovazione e il tema della ricerca e sviluppo, e la riqualificazione formativa della forza lavoro. La terza priorità vede la spesa in servizi per strutture di assistenza per anziani e persone con disabilità per 400 mld$; segue con 378 mld$ l’ammodernamento e rigenerazione di case, immobili commerciali, edifici pubblici e scuole federali. Infine la categoria di spesa per l'aggiornamento dei servizi di acqua, rete elettrica e infrastruttura digitali a banda larga di alta velocità per 311 mld$. Ad ognuna di queste cinque capitoli di spesa fa riferimento una relativa suddivisione per un piano di sviluppo complessivo di 700 mld$ mirato sulle infrastrutture verdi (Green elements of the infrastructure plan) ...

11 febbraio 2021
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Nella sessione Risk On Risk Off del 12 gennaio 2016, l’intervento del dott. Corrado Caironi, Strategist R&CA, si era concentrato sulla selezione delle migliori società Disruptor identificandole come elemento portante per il portafoglio di investimento (https://www.youtube.com/watch?v=X8BtUb42gfo). Oggi a distanza di oltre cinque anni lo scenario è ovviamente cambiato, così come la necessità di un aggiornato approccio attivo che possa aiutare gli investitori a superare due sfide chiave nei prossimi anni: ritorni attesi inferiori e processo avanzato della ‘disruptive innovation’. Con l'accelerazione del trend ‘tecnologico innovativo’, gli indici ponderati per capitalizzazione di mercato possono esporre gli investitori a rischi di elevata concentrazione. Secondo gli analisti americani la consistente salita dei titoli FAANGM vede prospettive a lungo termine di ritorno sugli indici più basse (beta) e di maggior interesse per i ritorni attivi (alfa), favorendo tra l’altro una detenzione di volatilità inferiore. Infatti l’attesa di una maggiore dispersione dei ritorni, in parte guidata dalle strategie monetarie e fiscali in corso, favorisce un potenziale generatore di alfa ...

29 gennaio 2021
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Dopo un elevato numero di sedute borsistiche orientate a nuovi massimi storici, la volatilità è tornata a farsi viva con un balzo dell’indice VIX da un recente minimo di 21,3 punti agli attuali 35,7. Sebbene il pacchetto di stimoli presentato dal neo presidente Biden abbia di colpo imposto un rimbalzo dei settori ciclici, alimentati dall'ottimismo per la conquista dei due senatori della Georgia che aumentano le probabilità della approvazione al Congresso federale del generoso pacchetto di stimoli fiscali, si teme che la Federal Reserve possa diminuire l’espansione monetaria statunitensi nel caso di una forte ripresa. Gli analisti rimangono comunque positivi sul mercato azionario sottolineando che a differenza di inizio mese, il recente rally era stato guidato nuovamente dai titoli Growth e Tecnologici ad alta capitalizzazione, smentendo l’idea che la rotazione verso i ciclici fosse terminata. Lo stimolo proposto da Biden di circa 1 trilione di dollari tende a ridare slancio alla ripresa economica prima di un potenziale aumento delle tasse. L’obiettivo preminente del neo Presidente rimane quindi l’accelerazione della campagna di vaccinazione e l’uscita dello stato emergenziale che opprime l’economia americana ...

27 gennaio 2021
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I segnali di ulteriore incertezza sulla ripresa economica, a seguito della nuova ondata pandemica, non convincono gli strategist che vedono nelle indicazioni di miglioramento delle stime del FMI - Fondo Monetario Internazionale un progressivo ‘tapering’ da parte delle banche centrali, ovvero una diminuzione graduale della politica monetaria espansiva attuata fino ad ora. A livello globale il FMI ha migliorato il GDP per il 2021 da +5,2 a +5,5% e proiettato un +4,2% nel 2022. La ripresa sarebbe la riprova dell’effetto reflattivo che le banche centrali hanno favorito con l’espansione monetaria, tema che vedrebbe anche un aumento misurato dell’inflazione derivante da una ritrovata domanda dopo l’apertura di tutte le attività economiche. Con la ripresa verrebbe meno la necessità di ulteriori stimoli monetari e l’avvio di un possibile aumento dei tassi di rendimento, ecco perché ritorna in mente il Taper Tantrum. Il termine si riferisce alla reazione di panico degli investitori nel 2013 condizionata dall’aumento dei rendimenti del decennale americano, dopo che la banca centrale statunitense FED aveva comunicato una diminuzione degli acquisti di titoli previsti dal programma di Quantitative Easing (QE) ...

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