27 luglio 2022
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LRedazione del Blog si congeda per la pausa estiva, tornerà a proporre i Post di discussione ad inizio settembre. Per tutti gli iscritti alla Community invece le attività continueranno. Non dimenticate di accedere periodicamente al vostro Virtual Office per controllare la bacheca delle Attività e Avvisi, e visitare gli stand nella sezione dedicata alle Novità ed Eventi.

23 luglio 2022
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Sono giunti alcuni segnali sulla possibilità che l’inflazione sia arrivata ad un punto molto, troppo elevato; da qui ci si aspetta una stabilizzazione e poi un netto rientro: questa variabile si sta dimostrando estremamente importante per la politica monetaria dei prossimi mesi e la possibilità di evitare che l’eccessivo restringimento monetario avvii un ‘hard landing’ recessivo nelle economie sviluppate. In quattro settimane le materie prime più importanti si sono stabilizzate ed in alcuni casi, come per l’acciaio, in netta diminuzione. Negli Stati Uniti il prezzo dei carburanti alla pompa è sceso con la benzina che dopo aver superato i 5$ per gallone torna a 4,77$, un dato rassicurante in questo periodo di spostamenti. In effetti il rialzo di 50 bps della BCE, era atteso un 25 bps secondo le precedenti indicazioni di Lagarde, ha dimostrato quanto i banchieri centrali stiano soffrendo la minaccia inflattiva. Un altro segnali ancora più importante riguarda l'accordo sul grano per il trasporto attraverso il Mar Nero. Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha definito l'intesa a Istanbul tra Russia, Ucraina e Onu un elemento chiave per risolvere la crisi alimentare già in essere; la partenza dai porti ucraini di oltre 25mil.Ton. di grano in secondo luogo stabilizzerà i prezzi alimentari. L’accordo che permetterà l'esportazione attraverso corridoi sicuri nel Mar Nero vede Ucraina e Russia firmare separatamente un protocollo che trova Turchia e Onu garanti dell’operazione evitando una relazione diplomatica diretta tra Mosca e Kiev ...

21 luglio 2022
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Il settore delle commodity si è ridimensionato in questi ultimi 30 giorni, con l'indice rappresentativo dei prezzi delle materie prime CRB in una traiettoria di rientro dai massimi del 9 giugno di 325 punti agli attuali 306, con una discesa in un mese del 5,8%; CRB era comunque a 249 punti ad inizio anno (+22,9%). Questo rientro è stato principalmente guidato dai prezzi di petrolio, metalli industriali, grano, olio di palma, soia e un nuovo calo dell’acciaio che da inizio anno è sceso del 36,25%. La discesa dell’indice CRB è in gran parte il risultato di un riequilibrio di domanda e offerta, accentuato dal calo della crescita economica in Cina e dalle stime meno ottimistiche sull’economia globale che addirittura vede un'era post covid-19 proiettata verso una recessione economica tra 12 e 24 mesi. L’aumento delle preoccupazioni sui trend finanziari ha posto le basi di una revisione dei livelli internazionali di inflazione su cui poggia una aggressiva politica monetaria restrittiva dopo una breve pausa degli stimoli monetari da parte delle banche centrali a livello globale. Il tema della restrizione monetaria sembra infatti aver influito sulla finanziarizzazione delle commodity. Conclusosi il lungo periodo di tassi bassi, o addirittura negativi, la netta riduzione della liquidità in eccesso vede gli investitori orientarsi verso rendimenti più elevati dei titoli obbligazionari, prendendo in parte profitto nei mercati delle materie prime diventati fin troppo popolari sia nel mercato fisico che finanziario ...

16 luglio 2022
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La crescita dei dati di inflazione risultano in progressione anche se sono in molti a credere che la situazione potrebbe manifestare il suo picco proprio durante l’estate. Da valutare con maggiore attenzione è il delta di prezzi mese con mese e non quello anno su anno visto l’eccezionale impatto del Covid. Il Presidente americano Joe Biden si sta muovendo in Medio Oriente per trovare un'offerta aggiuntiva alla produzione di petrolio, che potrebbe essere implementata rapidamente, a sostegno delle sanzioni verso la Russia. Secondo gli analisti, anche se l'inflazione legata ai costi dell'energia dovesse rallentare, rimane preoccupante l'insieme complessivo dei prezzi correlati al settore dei servizi, in rapida ripresa, e a variabili come affitti, servizi medici e tempo libero e vacanze. Le prospettive di spesa dei consumatori, e delle imprese, rimangono sostanzialmente forti, sebbene gli indicatori di fiducia siano in leggero calo. I depositi di liquidità delle famiglie, stimati in circa 2,3 trilioni di dollari, segnalano una buona solidità dei bilanci e alta propensione ai consumi ...

14 luglio 2022
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Dopo la ‘straordinaria’ e tanto attesa pubblicazione dei dati di inflazione a giugno negli Stati Uniti, +9,1%, mai così alta dal 1982, torna in primo piano la strategia monetaria della Federal Reserve e le prospettive di un altrettanto ‘straordinario’ intervento di rialzo dei Fed Funds che potrebbe toccare i 100 bps, rispetto ai 75 bps già attesi dal mercato nella riunione del 26/27 luglio. Senza i dati di energia ed alimentari, l'inflazione ‘core’ è aumentata dello 0,7%, rispetto all'aumento dello 0,6% di maggio, con un aumento annuo del 5,9%, in linea con il 6% del mese precedente. E’ invece ancora poco chiaro quanto le banche centrali dovrebbero rivedere le loro modalità di intervento a fronte di disinflazione e deflazione dei prezzi per compensare l'aumento dei prezzi che non possono influenzare. L'impatto restrittivo ha già influito in modo deflazionistico su alcuni beni di consumo anticipando un problema sui consumi; si segnala che i prezzi di articoli come le lavatrici sono già entrati in area di netto calo, sebbene le pressioni deflazionistiche non compensino ancora le contrapposte pressioni inflazionistiche. A fare da equilibratore dovrebbe essere il tempo anche se la Fed sembra orientata ad incoraggiare la deflazione in modo rapido e deciso ...

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