9 gennaio 2020
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Scenario macroeconomico e prospettive finanziarie per il nuovo anno a cura di Corrado Caironi, Investment Strategist di R&CA.

Ciclo economico: … Sebbene nello scorso anno il settore manifatturiero sia scivolato in area di contrazione, la sua minore rilevanza sul GDP globale ha trovato in contrapposizione una costante tenuta della fiducia in servizi e consumi; le stime per il nuovo anno inducono comunque a prevedere un ‘soft landing’ dell’economia globale in uno scenario di sviluppo resiliente …

Mercati Finanziari: ... Dopo un anno particolarmente brillante per i mercati finanziari, le analisi si stanno nuovamente soffermando sulle valutazioni delle attività mobiliariCome dimostrato ripetutamente in questo passato decennio a fare da guida agli investitori rimangono gli interventi delle banche centrali ed in particolare le “forward guidance” delle principali autorità monetarie FED, BCE, BoJ e PBoC.

Dinamiche di asset allocation: … Nonostante la probabilità di rendimenti azionari più bassi nel lungo termine, l’azionario rimane una componente indispensabile di qualsiasi approccio multi-asset globale, così come per le obbligazioni; nell’area Euro è improbabile che la liquidità possa fornire i rendimenti richiesti dagli investitori …

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2020 Investment Outlook

20 dicembre 2019
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La redazione di R&CA si prende un periodo di vacanza, ritorneremo puntuali dopo le festività a metà gennaio 2020. Per tutti gli iscritti alla Community le attività comunque continueranno. Non dimenticate di accedere periodicamente al vostro Virtual Office e controllare la bacheca delle Attività e Avvisi.

Non perdetevi i report degli Outlook 2020  che verranno pubblicati nelle prossime settimane nello stand di R&CA

Auguriamo a tutti un gioioso Natale e un 2020 di rigenerato successo!

 

18 dicembre 2019
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Se da un lato gli strategist di portafoglio insistono nel ritenere corretto l’orientamento positivo nel 2020 dei risky asset, nel rispetto delle indicazioni degli economisti sulla tenuta della crescita economica globale e al sostegno delle banche centrali ai mercati finanziari, risultano invece più prudenti gli investitori che hanno registrato performance di crescita dei loro portafogli sopra ogni attesa e ne temono una prossima correzione significativa. In una asset allocation che sembra cavalcare l’onda di nuovi record, i consulenti statunitensi si appellano a due approcci: TINA (There is no alternative – non c’è alternativa) e FOMO (Fear of Missing Out – timore di rimanere esclusi … ‘dal party’). Eppure la convinzione che una revisione dei portafogli nel prossimo anno possa incidere sulle performance non è escluso dai tanti gestori di portafoglio che si dichiarano prudenti ...

 

14 dicembre 2019
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I mercati azionari festeggiano due eventi strategici che affliggevano gli analisti finanziari da tempo Brexit e negoziati ‘fase uno’ Cina - Usa. La vittoria schiacciante di Boris Johnson apre uno scenario nuovo nel Regno Unito per effetto dell’ampia maggioranza ottenuta in Parlamento. Le prime reazioni dei mercati premiano una decisa inversione della politica fiscale inglese con meno vincoli di bilancio e una maggiore flessibilità subordinate all’uscita in qualche misura rapida dall’Unione Europea. Sterlina e borsa londinese si sono impennati davanti alla sconfitta di Jeremy Corbyn e al suo programma alquanto disarticolato con la possibilità di riaprire il capitolo referendum sulla Brexit. In realtà il compito del leader conservatore non si presenta facile con i Tories impegnati a stimolare una crescita economica debole, troppo vicina allo zero, un rapporto Debito pubblico / GDP ormai da anni sopra l’80% e l’indice IHS Markit/CIPS UK Manufacturing PMI sotto i 50 punti dal oltre sei mesi. Anche la fiducia dei consumatori misurata dal GfK nel Regno Unito è da tempo in area negativa, -14 punti a novembre 2019, il livello più basso dal 2013, e probabilmente potrebbe reagire con lentezza agli stimoli fiscali a fronte del rallentamento dell'economia globale stimato nel 2020 ...

13 dicembre 2019
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Le prime osservazioni dopo l’esito schiacciante dei Conservatori britannici (Tories) di Boris Johnson rispetto agli altri partiti, partono dalla impennata della sterlina che, al contrario di quanto atteso, non ha compromesso il buon andamento del listini azionario (FTSE AIM All Share Index +1,97%). Riguardo all’esito della votazione sono ben 364 i seggi conquistati dai Tories (su 650) scavalcando in modo evidente i 326 seggi che decretano la maggioranza assoluta. Male o forse malissimo i Laburisti di Jeremy Corbyn che si fermano a 203 con un dato che risulta il peggiore da tempo immemorabile e che dimostra quanto la campagna di Boris Johnson centrata sull’uscita rapida dall’ Unione Europea abbia portato a suo favore moltissimi elettori di sinistra che non hanno recepito positivamente le proposte di Cobyn per una uscita ancora da negoziare o alla necessità di un nuovo referendum sulla Brexit ...

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