10 aprile 2018
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Categorie: Global Allocation
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Sulle ipotesi di una vera e propria guerra commerciale dettata dall’orientamento protezionista dell'amministrazione Trump, i mercati finanziari hanno visto accelerare la componente ‘volatilità’, dopo un lungo periodo ai minimi storici. La progressiva avanzata di Trump, passata dalle pesanti tariffe doganali su acciaio e alluminio verso un numero sempre più alto di prodotti e relativo ammontare, si sta rilevando alquanto insidiosa se non a volte improvvisata, provocando le risposte di un numero considerevole di partner esportatori, se non poi in parte premiati dalle esenzioni. L’idea di colpire in ordine sparso si è di fatto consumata in posizioni più morbide verso molte controparti (NAFTA) e concentrata di seguito sulla Cina con una penalizzazione iniziale di $ 3 miliardi, passata poi a 50 e 100 mld, per dazi all’importazione nel tentativo di affrontare il crescente divario commerciale ...

27 marzo 2018
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In occasione delle festività pasquali e dei giorni successivi, la redazione di R&CA si prende un periodo di vacanza; ritorneremo puntuali lunedì 9 aprile pv. Per tutti gli iscritti alla Community invece le attività continueranno. Non dimenticate di accedere periodicamente al vostro Virtual Office e controllare la bacheca delle Attività e Avvisi.

Auguri a tutti di Buona Pasqua, e per gli appassionati dell'aria aperta, grande scampagnata di Pasquetta!

25 marzo 2018
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La così tanto temuta volatilità del mercato finanziario ha preso piede rafforzata sia dalla retorica del presidente Trump sui dazi doganali, con affondi in particolare verso la Cina con cifre che parlano di 50 miliardi di Usd, ma soprattutto dopo lo scandalo dell’utilizzo illecito dei dati di Facebook da parte della società Cambridge Analytica in verità un prolungamento delle problematiche legate al Russia Gate sulle elezioni americane. A fare notizia sul caso Facebook è stata la dichiarazione di Elon Musk, fondatore del gruppo americano Tesla, di aver cancellato il suo profilo e quello delle sue aziende dal social di Zuckemberg in relazione all’abuso di dati di 50 milioni di utenti ...

21 marzo 2018
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Si è svolta oggi la Tavola Rotonda Virtuale della community dal titolo:

Il ritorno della volatilità

Dopo una partenza del nuovo anno all’insegna dell’ottimismo, gli operatori hanno trovato nei dati economici una possibile opportunità di presa di beneficio e di riflessione sulle evoluzioni della politica monetaria. Il cambio di attese sui dati inflattivi ha infatti portato pressione sui rendimenti governativi e sui listini azionari, sebbene il movimento del mercato sia stato definito “salutare”. Quali sono i temi che domineranno lo scenario del secondo trimestre 2018?

Alcuni brevi commenti degli ospiti:

Macroeconomics: ” Gli Stati Uniti stanno in parte riscrivendo il concetto di “ciclo economico”, nel senso che o cambiamenti demografici e tecnologici stanno portando a un contesto di crescita meno inflattiva rispetto al passato e ad abitudini di consumo differenti. Inoltre la mancanza di eccessi negli investimenti aziendali ha permesso all’economia USA di crescere a ritmi forse più blandi che in passato, ma meno volatili. Anche il fatto che la crescita sia veramente globale e presente in quasi tutti i Paesi, permette di ridurre un poco il rischio che un singolo Paese contribuisca notevolmente al rallentamento di altri …”

Mercati obbligazionari: ” Se a inizio anno né il mercato né le banche centrali si attendevano tensioni sui prezzi, alcuni dati sull’inflazione Usa e un discorso più restrittivo delle attese da parte di J. Powell hanno fatto allineare il mercato con i “dots” della Fed su 3 rialzi nel 2018. Noi riteniamo che la Fed non sia “dietro la curva” e che possa mantenere il suo percorso morbido di risalita dei tassi d’interesse (“lower for longer”) …”

Commodities: ” Il modo nel quale vanno interpretate a livello di portafoglio le prospettive sull’inflazione dipende direttamente dal cosa guida la crescita dei prezzi. Se l’inflazione ha origine da un’accelerazione della crescita economica (inflazione “sana”) allora gli asset legati alla crescita (dalle materie prime all’azionario) rappresentano il miglior scudo rispetto a questo rischio. Se invece l’inflazione non è il risultato di fattori endogeni ma esogeni, come una guerra tariffaria (inflazione “cattiva”), allora lo scenario implicito è uno si stagflazione ...”

Mercati azionari: ” L’anno scorso è stato estremamente positivo per il mercato azionario. I mercati sviluppati sono cresciuti ininterrottamente per tutto il 2017: non succedeva da ben 48 anni. Le azioni dei mercati emergenti hanno registrato guadagni per undici mesi di fila, un fenomeno che si verificato solo una volta in trent’anni. E la volatilità si è mantenuta a livelli straordinariamente bassi. È improbabile, però, che tali guadagni e tali condizioni di mercato durino all’infinito ...”

Relatori alla Tavola Rotonda Virtuale:

 Kurt Schappelwein Responsabile Team Multi Asset Strategies, Deputy CIO di Raiffeisen CM, Maria Paola Toschi Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management, Donatella Principe Director - Market and Distribution Strategy di Fidelity International, Daniel Morris Senior Investment Strategist di BNP Paribas Asset Management, Manuel Pozzi Investment Director Italy di M&G Investments, Flavio Carpenzano Senior Portfolio Manager - Fixed Income di AB AllianceBernstein, Andreas Riegler Responsabile Team Global Fixed-Income di Raiffeisen CM, Massimo Dalla Vedova Director Financial Institutions di AB AllianceBernstein ItalyCristiano Iacopozzi Professore universitario, e Corrado Caironi Chief Investment Strategist di R&CA

Leggi la Investment Newsletter con le minute della Tavola Rotonda Virtuale cliccando sul seguente link:

Il ritorno della volatilità

20 marzo 2018
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Sul fronte dell’Est Europa l’attenzione degli analisti finanziari si sta concentrando sulla Russia con riferimento a due principali eventi: le elezioni politiche per l’elezione del Presidente e la Coppa del Mondo FIFA. Sul primo tema, le prime informazioni indicano la netta vittoria per il quarto mandato dell’attuale Presidente Vladimir Putin. Le attese, che davano per scontato il verdetto delle urne sfidavano la formula ‘70/70’ ovvero 70 per cento di affluenza e 70 per cento di voti a favore del reincarico, soglia ideale a legittimarne la vittoria. Secondo i dati disponibili i consensi per Putin hanno superato le aspettative: il dato a favore è stato sopra al 76%, il miglior risultato della sua storia politica; l’affluenza invece è stata al 63,7%, sotto la soglia critica dei due terzi gli aventi diritto, percentuale ottenuta invece alle precedenti presidenziali del 2012 ...

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