7 febbraio 2019
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Categorie: Global Equities
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In questo lungo ciclo economico, l’indice tedesco Dax30 è passato dai minimi del febbraio 2009 di 3666 punti ai massimi del 2018 di 13.559 con un rialzo di oltre il 270%, battendo il Dow Jones Industrial (DJIA) statunitense che, tra i minimi a massimi dello stesso periodo, si è posizionato con un rialzo del 255%. Ma in tempi più recenti la sfida tra i due mercati azionari sembra focalizzata sui profitti aziendali. In attesa dei dati definitivi del 4^trimestre, nel 2018 la borsa tedesca ha visto gli utili societari scendere di oltre il 4% rispetto all’impennata del 20% dei maggiori titoli USA. Indubbiamente la crescita dei profitti americani ha fatto leva sulle iniziative economiche di Trump e le relative agevolazioni fiscali, ragioni comunque insufficienti per giustificare il calo dei profitti dell’industria tedesca, confermati anche per l’ultimo periodo dell’anno ...

2 febbraio 2019
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Il mese di gennaio ha posto un tassello importante nelle performance attese dell’intero 2019; secondo gli analisti i listini azionari hanno registrato la miglior performance mensile dal 1987 con l’indice globale MSCI World a + 7,68% e dei maggiori paesi emergenti MSCI BRIC a + 8,75%. Tra i listini più rappresentativi: in Usa, l’S&P500 + 7,9%, Nasdaq Comp. + 9,5%, in Europa, Stoxx 600 + 6,4%, in Asia, Nikkei 225 +3,8% e Hang Seng + 8%. In molti casi il rialzo ha spazzato via le perdite registrate nel 2018 riportando i portafogli a guardare con occhio meno negativo ai temi del rallentamento economico generale e alla politica monetaria. Sullo sfondo rimangono le attese dei profitti societari per i prossimi trimestri che nelle più recenti indicazioni rimandano al 2020 una possibile recessione degli utili ...

1 febbraio 2019
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Categorie: Global Bonds
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La relazione finanziaria “più debito, meno qualità, meno liquidità, più costi di finanziamento” trova la sua maggiore evidenza nel caso di un aumento delle probabilità di recessione, situazione avvalorata nell’attuale periodo proprio da un rallentamento economico esteso. Questo il messaggio di alcuni wealth manager statunitensi indirizzati ai proprietari di portafogli finanziari troppo pesati sulle obbligazioni. E’ pur vero che l’allarme di uno scenario molto negativo sui bond viene sottolineato in maggior parte dai gestori nordamericani, che dopo anni di bull market hanno riscoperto la forte volatilità dei Treasury decennali con rendimenti in altalena in dodici mesi dal 2,8% della primavera, al 3,2% dell’agosto scorso, fino al 2,5% del recente inizio anno ...

30 gennaio 2019
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Mentre gli investitori hanno ritrovato fiducia, convincendosi ancora una volta che il “buy the deep” rimane una strategia funzionale anche in questa fase di avvio alla conclusione del ciclo economico, gli analisti cercano di valutare con più attenzione i dati macroeconomici prospettici più sensibili ai mercati finanziari quali la crescita dei salari, consumi ed investimenti, in relazione alle attese di inflazione. Statisticamente infatti la fase più matura del ciclo di espansione, se non la prima parte recessiva, trova aspetti a volte di ‘eccesso’ derivanti da bassa disoccupazione, progressione degli utili e crescita degli investimenti all’interno di un trend che rivitalizza i prezzi al consumo ma anche alla produzione ...

26 gennaio 2019
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A fare da sfondo mediatico ad importanti notizie, si è svolto a Davos in Svizzera l’annuale World Economic Forum con la tradizionale sfilata delle personalità politiche ed imprenditoriali in cerca di visibilità internazionale, ma anche l’assenza di Donald Trump. Se quindi a Davos si è parlato di business in un contesto condiviso di un più ampio rallentamento economico, le notizie importanti hanno riguardato la firma del trattato di cooperazione franco-tedesco ad Aquisgrana, che esclude l’Italia, l’accordo negli Stati Uniti per la riapertura a tempo degli uffici federali dopo lo shutdown di oltre un mese, la riformulazione di Theresa May di un protocollo di intesa per la Brexit, e le parole di Draghi, nella conferenza stampa della BCE, che prende tempo su possibili interventi monetari in un’Eurozona con evidenti segnali di decelerazione ...

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