22 marzo 2010
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 Dopo le indagini aperte dai magistrati per le perdite sui contratti in "derivati" che pesano sui conti del Comune di Milano e che vedono coinvolte alcune Banche Internazionali, anche il Financial Times si è preoccupato di dire la sua a difesa di un tiro al bersaglio che da alcuni mesi vede il sistema finanziario al centro di una serie di forti, ma  probabilmente inutili, arrabbiature.

 

 

 

19 marzo 2010
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Categorie: Global Allocation
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La crisi recessiva sembra addirittura non aver minimamente sfiorato la Polonia che chiude il 2009 con una stima di crescita del PIL dell'1,7% e apre un 2010 con attese di crescita del 3,5%. Pesanti invece i dati della Russia nel 2009 con un meno 8,5%, ma attese di crescita del 2010 per un rotondo 5%. La crisi dei debiti sovrani dell'Europa periferica (Grecia e Portogallo in maggiore evidenza) sembra non aver investito ...    

18 marzo 2010
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 Dalla analisi di cambiamento dello stile di vita degli americani durante la recessione, balzano agli occhi l'aumento di produttività e il forte incremento del tasso di risparmio che, mentre negli anni successivi al 2000 era vicino a zero (in alcuni trimestri addirittura negativo), è balzato nel 2009 al 5%. Il dato è stato particolarmente evidente nelle famiglie sugli effetti delle richieste/erogazioni di debito/credito al consumo.

 

17 marzo 2010
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Categorie: Global Equities
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Le analisi sempre più approfondite che riguardano i mercati emergenti non sempre confermano quelle per molti sono concetti ormai consolidati nei nostri schemi di allocazione finanziaria. Uno degli esempi classici è il concetto che una buona crescita economica in un paese emergente trovi un effetto estremante positivo sulla performance della borsa azionaria del paese medesimo. In realtà questa correlazione positiva esiste sia nel breve termine (anno su anno) che nel lungo termine (dai 20 anni in su), ma non nel medio (esempi di cicli di 5 anni tra positivi e negativi).

16 marzo 2010
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Categorie: Global Equities
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Dopo la pressione del corpo diplomatico americano, non ascoltata, per una rivalutazione dello Yuan cinese, tutte le valute sembrano essere divenute di colpo "sopravalutate". E' evidente che davanti ad una crisi recessiva, la svalutazione della divisa (ovviamente subdola e senza annunci) diventi un'arma preziosa nella competizione internazionale e per l'Export. Chi ne ha fatto le spese in modo maggiore è stato proprio l'Euro che in poco più di un paio d'anni si è trovato contro il Dollaro US da 1,20 a 1,60 per poi finalmente ritornare sotto 1,40 a seguito della attuale speculazione sul debito camuffato della Grecia.

    

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